La città di Pervolia, Larnaca, è in questi giorni il cuore pulsante dell'educazione alla pace europea.
Il progetto “Peace 4 All” (Pace per Tutti) è entrato nel vivo, riunendo 40 operatori giovanili provenienti da 8 nazioni – tra cui Cipro, Italia, Romania, Lituania, Repubblica Ceca, Grecia, Spagna e Bulgaria – in un corso di formazione Erasmus+ cruciale.Lanciato il 4 novembre e in chiusura il 12, l'evento, ospitato da ENAAL Cyprus, sta affrontando intensamente le tematiche più urgenti del nostro tempo: la lotta alla radicalizzazione, all'estremismo violento, alla xenofobia e alla discriminazione.
Scegliere Cipro come sede per un corso di formazione sulla pace non è casuale. L'isola è un simbolo complesso e doloroso, un luogo dove la divisione tra la comunità greco-cipriota e quella turco-cipriota, culminata nell'attuale separazione, offre un contesto potente e stimolante per discutere di conflitto, dialogo e riconciliazione.
In un ambiente così carico di storia e divisione, il progetto "Peace 4 All" assume un significato ancora più profondo. I partecipanti avranno l'opportunità di riflettere in loco sulla fragilità della pace e sull'importanza del dialogo interculturale come unico percorso per superare muri, visibili e invisibili. Questo contesto permetterà di toccare con mano come l'educazione alla pace e la promozione dei diritti umani sono strumenti essenziali non solo per prevenire la violenza, ma anche per ricucire le ferite storiche e promuovere una convivenza armonica. Alcuni attivisti locali hanno già arricchito il dibattito condividendo generosamente le loro straordinarie esperienze di ideali, sacrificio, amicizia, lotta pacifica, confronto e fratellanza.
Le sessioni, che si tengono presso il Journalist Village, permettono ai "futuri inviati di pace" di confrontarsi quotidianamente sull'importanza di costruire ponti in comunità separate e di comprendere come l'educazione alla pace e la promozione dei diritti umani siano l'unica strada percorribile per superare le divisioni, che siano esse geografiche, culturali o etniche. Il clima attuale del corso è focalizzato sull'uso della nonviolenza come strumento attivo per la risoluzione dei problemi e per la promozione dell'inclusione.
L'Italia sta fornendo un contributo fondamentale grazie alla presenza degli operatori giovanili del Magazzino Culturale ex oleificio di Milena, in Sicilia. I delegati italiani, forti dell'esperienza maturata in un territorio che è da sempre crocevia di cultura e frontiera dell'accoglienza, stanno condividendo le loro migliori pratiche su come sostenere i giovani, in particolare rifugiati e migranti, e su come incentivare l'impegno civico nelle aree rurali.
La partecipazione siciliana arricchisce il dibattito europeo, portando la prospettiva di chi lavora quotidianamente per trasformare un ex oleificio in un centro di produzione culturale e sociale, dimostrando che la cultura è un potente agente di pace.
In questi giorni a Pervolia, grazie ai fondi Erasmus+ , i partecipanti stanno acquisendo nuove competenze, aumentando la conoscenza su pace, uguaglianza e inclusione attraverso discussioni aperte e workshop esperienziali. Stanno sperimentando utilizzando role play e case study per sviluppare la capacità di contrastare l'estremismo in modo non-violento. Lavorando in gruppi internazionali, stanno creando una rete duratura per futuri scambi e collaborazioni transnazionali, espandendo la Rete. Pianificando il Futuro hanno iniziato a progettare i progetti pilota che saranno implementati nelle rispettive comunità al rientro, garantendo un impatto duraturo.
Il corso terminerà tra pochi giorni, tuttavia, l'impatto e le amicizie costruite a Cipro sono destinate a durare, creando una nuova generazione di leader europei della pace.



