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| OSMOSIS_TITANS_LASKARIDIS_photo by Elina Giounanli |
Dopo una prima stagione che ha segnato il ritorno del Nuovo Teatro Ateneo con una proposta sperimentale, la stagione 2025/2026 si apre con rinnovata forza e identità.
Questa è infatti la seconda stagione del Nuovo Teatro Ateneo, la prima sotto la direzione tecnico-artistica di Velia Papa, nome di prestigio e riconosciuto riferimento nel panorama teatrale contemporaneo italiano e internazionale. La sua visione esigente e appassionata, accompagnata dalla pratica quotidiana di didattica e di ricerca dei e delle docenti della Sapienza, conferisce a questa stagione una prospettiva di alto profilo culturale, in linea con la vocazione istituzionale del più grande Ateneo d'Europa.Il teatro, fin dai suoi albori nell’antica
Grecia, è stato luogo di confronto e tensione civile, spazio dove il conflitto
sociale e individuale si fa dramma e si svela sotto la luce di una verità che
travalica il presente. La stagione del Nuovo Teatro Ateneo si inscrive
profondamente in questa tradizione, riprendendo quella “politica” che è
l’essere stesso del teatro come pratica di interrogazione, di disvelamento, di
dialogo scomodo con il reale.
Quello che si apre sul palcoscenico del Nuovo
Teatro Ateneo non è solo un calendario di spettacoli, ma un’arena di idee e di
corpi, una geografia complessa dai molteplici significati: dalle rivendicazioni
delle identità marginalizzate, alle ferite non cicatrizzate della storia, fino
alle inquietudini più intime che ci parlano di giustizia, memoria,
responsabilità.
Attraverso il prisma della drammaturgia
contemporanea e di linguaggi performativi innovativi, la stagione dialoga con
la lezione di Euripide e di Sofocle, con quella forza tragica che smuove le
coscienze e squarcia il velo dell’ipocrisia sociale. Il teatro qui diventa “pólis”, spazio di partecipazione attiva, luogo
dove le contraddizioni del mondo si fanno corpo, voce, gesto.
In questa cornice si inserisce la compagine
internazionale che il Nuovo Teatro Ateneo accoglie con un rigore etico e
artistico che si manifesta nel respiro delle storie portate in scena. Dall’Asia
all’Europa, dall’America Latina al Nord Africa, ciascuna proposta è un
frammento di un discorso più ampio, un’esplorazione delle nostre radici e delle
nostre ferite. Così l’opera del collettivo cileno si intreccia con quella della
compagnia belga, la danza svizzera trova affinità con la narrazione italiana, e
insieme compongono un mosaico di tensioni e speranze.
La riflessione sulla violenza e la memoria,
sul rapporto tra individuo e collettività, sulla fragile umanità in tempi di
crisi, attraversa la scena come un filo rosso. Non si tratta mai di uno sguardo
distante, ma di un’immersione, di un confronto che scuote e stimola, che invita
lo spettatore a porsi domande, a farsi testimone.
Ecco allora che gli incontri degli studenti
con gli artisti sono parte integrante del progetto culturale del Nuovo Teatro
Ateneo, intessuto di didattica e di ricerca. I laboratori, accanto agli
spettacoli, assumono il valore di pratica condivisa, di processo di formazione
collettiva, un invito a mettere in discussione le proprie certezze e a
sperimentare nuovi modi di relazione con l’altro, con il diverso e il molteplice.
Leggere questa stagione come un semplice
elenco di titoli sarebbe tradirne la natura più profonda: essa è un percorso
che attraversa paesaggi culturali complessi, che si nutre di una consapevolezza
storica e civile, che restituisce al teatro la sua funzione originaria di
specchio critico e motore di trasformazione sociale.
Il Nuovo Teatro Ateneo si conferma così un
presidio di intelligenza e innovazione culturale, un luogo in cui la parola,
l’immagine, il corpo si fanno strumenti di un discorso che non si esaurisce
nella rappresentazione, ma si apre all’incontro, alla discussione, all’azione.
Qui il pubblico non è spettatore passivo, ma parte attiva di un rituale
collettivo che rinnova da millenni il senso stesso del teatro.
Questa stagione attraversa mondi, tempi e
linguaggi, intrecciando memoria, mito e attualità. Dall’omaggio inaugurale a
Bob Wilson, il cartellone si dispiega come un mosaico di voci internazionali e
nazionali: la forza arcaica e grottesca di TITANS di Euripides
Laskaridis, la ricerca tra letteratura e dittatura del Colectivo Pierre Menard,
l’esperienza partecipativa di Ontroerend Goed e Nathan Ellis, fino alla
tessitura transculturale di Sunny Kim. Il corpo diventa linguaggio universale
con le coreografie di Thomas Hauert, Emio Greco | Pieter C. Scholten, Samaa
Wakim e Marco Berrettini, mentre la memoria storica si fa teatro vivo con la
Compagnia Hékau, Marco Baliani, Rieckhof / Silva, Anacarsis Ramos e Mudar
Alhaggi. L’incontro con le tradizioni più antiche e potenti trova spazio nel Nāṅgīār
Kūthu di Kapila Venu e quello con le istituzioni “totali” del
nostro tempo nella testimonianza della Compagnia della Fortezza. Una stagione,
dunque, che offre al pubblico un percorso unico attraverso il teatro
contemporaneo nella sua bellezza più vitale.
Dichiarazioni della Rettrice Antonella Polimeni
“Anche quest’anno
il Nuovo Teatro Ateneo apre il sipario – afferma la Rettrice Antonella Polimeni
– ampliando il suo cartellone con spettacoli di prosa e danza che vedono il
coinvolgimento di giovani talenti nazionali e internazionali che affrontano
temi contemporanei, sperimentando nuovi linguaggi e nuove forme artistiche. Il
nostro teatro – continua la Rettrice – si conferma ancora una volta uno spazio
aperto e vivo, un luogo di incontro tra università e città, dove confrontarsi
con il presente, partecipare alla vita culturale e vivere esperienze artistiche
uniche che rendono il Nuovo Teatro Ateneo un vero laboratorio di dialogo tra il
sapere e la società.”
Dichiarazioni del Direttore del Centro Sapienza Crea-Nuovo Teatro Ateneo Marco Benvenuti
“Dopo una prima stagione sperimentale che ha
segnato il ritorno del Nuovo Teatro Ateneo sulla scena romana, proponiamo
quest'anno un cartellone ricco di artisti internazionali. Contiamo, in questo
modo, di proseguire ed anzi innovare la tradizione teatrale della Sapienza, la
cui vocazione è di coniugare didattica, ricerca e sperimentazione e, in tal
modo, di presentare agli studenti e, più in generale, al pubblico cittadino uno
sguardo originale e culturalmente qualificato sui problemi talvolta drammatici
del nostro tempo.”
Dichiarazioni della Direttrice tecnico-artistica
del Nuovo Teatro Ateneo Velia Papa
“Assumere la direzione artistica del Nuovo
Teatro Ateneo costituisce una grande opportunità, ma anche una grande sfida. Il
Teatro ha ospitato, nel suo recente passato, artisti italiani e stranieri di
grande valore che hanno scritto la storia del teatro contemporaneo; ho cercato,
quindi, di riprendere le fila di quelle stagioni per ristabilire
prioritariamente il ruolo internazionale del Nuovo Teatro Ateneo. Il programma,
infatti, vuole offrire un’ampia panoramica delle forme e delle fonti di
ispirazione del teatro contemporaneo. La complessità della realtà sociale,
culturale e politica che stiamo vivendo guarda al teatro come ad una forma di
espressione artistica che consente un dialogo comunitario e una preziosa
modalità, oggi sempre più rara, di incontro creativo tra le persone. Ecco che
emergono nuove forme di teatro partecipativo che inducono gli spettatori/autori
ad esperienze di cittadinanza attiva e creativa. Le proposte della compagnia
belga Ontroerend Goed con Handle with Care e della britannica Subject
Object con Work.txt sono costruite proprio per offrire al pubblico nuovi
strumenti di espressione collettiva. Così come Uproar, ideato e condotto
dalle artiste peruviane Moyra Silva e Carolina Rieckhof, le quali invitano a
riscoprire la forza dirompente e liberatoria delle forme di protesta che
attingono alle arti e alle tradizioni popolari. Il teatro esce dunque dai suoi
confini e si espande per invadere altri ambienti artistici, come in TITANS,
il lavoro multidisciplinare dell’artista greco Euripides Laskaridis. Nuove
storie che attingono all’attualità si impongono alla nostra attenzione per
richiamare il ruolo sociale del teatro, come nel lavoro di Marco Baliani,
fondatore del teatro di narrazione italiano che presenta al Nuovo Teatro Ateneo
il suo acclamato Kohlhaas. Il programma presenta, inoltre, forme
originali di teatro documentario come La lunga ombra di Alois Brunner
del drammaturgo siriano Mudar Alhaggi, che racconta l’ascesa e la successiva
sparizione di uno dei più feroci criminali nazisti, e come Aprendan del fuego
del Collettivo cileno Pierre Menard, che attinge ai testi di Roberto Bolaño per
condurci alla genesi della dittatura cilena. Il dramma palestinese, che sembra
non avere fine, ispira Losing It, il lavoro della danzatrice/coreografa
Samaa Wakim. Mentre i temi della precarietà del lavoro e della lotta per la
sopravvivenza emergono nella storia autobiografica dell’artista messicano
Anacarsis Ramos, in palcoscenico insieme alla madre, vera protagonista dello
spettacolo Mi madre y el dinero. La lotta per l’indipendenza algerina è
raccontata, con le tecniche del teatro di figura, nel lavoro della compagnia
franco-algerina Min el Djazaïr, mentre la danza anima le coreografie
ironiche e giocose degli svizzeri Thomas Hauert e Marco Berrettini. La
rinascita culturale delle First Nations australiane, evocata attraverso le raki
– le linee di canto delle comunità aborigene – prende forma nella performance
musicale dell’artista coreana Sunny Kim, accompagnata dall’ensemble MuSa Jazz.
Il programma delinea un viaggio attraverso le storie, i popoli e i continenti
per celebrare la pratica dell’invenzione artistica e la capacità umana di
tessere e drammatizzare racconti capaci di reinventare un futuro rispettoso dei
diritti, dell’ambiente e di tutte le specie che abitano il pianeta.”
Evento di apertura
📅 8 ottobre 2025
Giorgio Barberio Corsetti dialoga
con Aleksandra Jovicevic
e Marta Marchetti
OMAGGIO A BOB WILSON
Il Nuovo Teatro Ateneo apre la sua seconda stagione
con un omaggio a Bob Wilson, artista che più di ogni altro ha trasformato il
teatro in un luogo di visioni e immagini. Una serata inaugurale che diventa
dichiarazione d’intenti: celebrare chi ha saputo aprire nuove strade alla scena
contemporanea e riaffermare la vocazione del teatro ad essere spazio di
ricerca, sperimentazione e sguardo internazionale.
🎭
Programma della stagione teatrale 2025/2026
📅
23 ottobre 2025 - Teatro performativo
Euripides
Laskaridis / Compagnia Osmosis (Grecia) - per la prima volta a Roma
TITANS
Ispirato
alla mitologia greca, TITANS è una favola assurda e grottesca che
utilizza i linguaggi della performance e della danza. Lo spettacolo è
interpretato e ideato da Euripides Laskaridis, uno dei più acclamati artisti
della nuova scena greca, che ha ottenuto riconoscimenti in tutto il mondo.
Prima
degli dèi dell’Olimpo e anche prima del tempo, i Titani governavano l’universo.
I Titani sono i primi esseri escogitati dall’immaginazione umana. Perché andare
così indietro nel tempo, così in profondità? Per cercare di comprendere perché
facciamo ciò che facciamo. In tutte le società si tende a credere e a lottare
per concetti ideali che riguardano sia noi che il mondo intorno a noi. Qual è
lo iato tra ideale e reale? La fragilità umana? Un umile promemoria sulla
nostra mortalità e sui limiti come specie? Oppure un titanico fallimento nello
stabilire un ordine etico? Se TITANS è debitore di qualcosa lo è di ogni
tentativo fallito – personale oppure collettivo – di incarnare un archetipo
privo di difetti: un sé integro, un mondo immacolato.
📅
11 novembre 2025 - Teatro documentario
Colectivo Pierre Menard (Cile)
- prima italiana
APRENDAN DEL FUEGO
Liberamente
ispirato ai testi di Roberto Bolaño
Regia
e regia audiovisiva di Italo Gallardo
Dramaturgia e performance di
Tomás Henríquez
Performance
di Heidrun Breier
In
collaborazione con IILA
Con
il sostegno di PAV
Il Collettivo Pierre Menard presenta in
Italia la sua ultima creazione, Aprendan
del fuego, che coniuga arte contemporanea, ricerca documentaria e memoria
storica. Lo spettacolo, presentato in anteprima nel luglio scorso al Centro culturale
M100 di Santiago del Cile, rivisita la vita e l’opera di Carlos Lehman, una figura
tanto controversa quanto enigmatica: per alcuni, un artista brillante; per
altri, un infiltrato della dittatura cilena. Ispirata da archivi inediti, la
pièce segue le sue tracce, quale ufficiale dell’Aeronautica militare cilena che
riuscì ad infiltrarsi negli ambienti di sinistra prima del colpo di Stato del
1973. Sulla base di documenti, testimonianze e interviste, lo spettacolo
ricostruisce la sua storia e i rapporti che lo legavano all’universo letterario
di Roberto Bolaño, che lo rese un personaggio dei suoi romanzi La letteratura nazista in America e Stella distante.
Attraverso
l’analisi di lettere, fotografie, video e manoscritti, seguiremo le tracce di Lehman attraverso città
cilene come Concepción e Santiago, per poi passare per Amburgo e Barcellona.
Questo itinerario ci permetterà di descrivere chi fino ad oggi era noto solo
come frutto dell'immaginazione letteraria di Bolaño, ma la cui opera, tutt’altro
che fittizia, solleva interrogativi sui limiti etici e giuridici della
produzione artistica.
Spettacolo
in lingua originale con sopratitoli
📅
18 e 19 novembre 2025 - Nuovi formati / Teatro partecipativo
Compagnia
Ontroerend Goed (Belgio) - per la prima volta a Roma
HANDLE
WITH CARE
In Handle
with Care, la compagnia Ontroerend Goed offre il controllo e lo sviluppo
dello spettacolo agli spettatori, ma sta agli spettatori stessi dare forma
all’esperienza. “Scegli il tuo ruolo: prendi l’iniziativa o osserva mentre gli
altri prendono decisioni che indirizzano la performance verso direzioni
inaspettate. Gli spettatori insieme riusciranno a creare qualcosa di speciale:
un’esperienza condivisa ricca di riflessioni sul tempo, la transitorietà e
l'unione. Non preoccupatevi, in Handle
with Care non ci sono scelte sbagliate. Ce la puoi fare. Per un’ora, vivrai
qualcosa di unico, fugace e irripetibile. Qui. Ora. Insieme. Nessuno ti guarda.
Ciò che è tuo, resta tuo. Prenditene cura. E mandaci una cartolina.”
📅 27 novembre 2025 -
Lezione concerto
Sunny
Kim (Corea/Australia)
RAKI: WEAVING TRANSCULTURAL SONGLINES
Con la partecipazione di MuSa Jazz
In questa lezione concerto la cantante, improvvisatrice e
ricercatrice coreano-australiana Sunny Kim presenta brani del progetto Hand
to Earth, nato dalla
collaborazione con i musicisti Yolngu Daniel e David Wilfred, appartenenti alle
First Nations australiane (territori abitati dai popoli originari). Radicato
nella tradizione canora manikay del popolo originario Wagilak di Arnhem
Land, questo lavoro indaga come le antiche linee di canto (raki,
“linea”) possano essere intrecciate con l’improvvisazione contemporanea e la
pratica interculturale. Kim riflette sulla propria ricerca riguardante i
processi creativi sensibili al trauma e sulle modalità con cui questi approcci
plasmano la produzione musicale in contesti multiculturali. Attraverso una
tessitura fatta di dialoghi e voci soliste in collaborazione con l’ensemble
musicale MuSa Jazz, costituito da docenti,
studenti e personale amministrativo della Sapienza, si invita il
pubblico a considerare la musica come spazio di ascolto, guarigione e
connessione.
📅
18 dicembre 2025 - Nuovi formati / Teatro partecipativo
Nathan Ellis (Regno Unito)
WORK.TXT
Scritto
e diretto da Nathan Ellis
Prodotto
da Eve Allin
Produttore
originale Emily Davis
Musica
e suoni di Tom Foskett-Barnes
Drammaturgia
di Sam Ward e Ben Kulvichit
Aiuto
drammaturgico di Grace Venning e Charlotte Fraser
Work.txt è uno spettacolo
per chi odia il proprio capo, per chi è già un capo e, in generale, per tutti
quelli che si chiedono cosa stanno facendo della propria vita lavorativa. “Odi
il tuo lavoro? Vieni a lavorare per noi.”
Work.txt è una performance
sullo stress da lavoro, sul lavoro inutile, sul lavoro flessibile e precario.
“Non ci sono attori. I dipendenti sono assenti. Tu, lo spettatore, devi
sostituirli. Timbri il cartellino, fai pause a intervalli regolari e lavori in
team. Ma sei il capo di te stesso e sei finalmente libero.” In questa
performance il pubblico legge un testo ad alta voce. “Insieme siete i
dipendenti di una grande azienda in una grande città. Ma all’improvviso succede
qualcosa che non è nel copione.” Il testo contiene delle istruzioni e l’autore
si rivolgerà ad alcuni volontari. “Rimani sullo sfondo o ti presenti di fronte
ai tuoi colleghi? Niente panico, entrambe le opzioni sono valide.”
Work.txt è una divertente riflessione sull’assurdità
della nostra cultura del lavoro.
Spettacolo in lingua originale con sopratitoli
📅
19 e 20 febbraio 2026 - Danza
Thomas Hauert (Svizzera)
TROGLODYTE_ZAUNGAST/ZAUNKÖNIG
Il
punto di partenza di Troglodyte è un complesso enigma psicologico,
espresso nel titolo provvisorio e nel sottotitolo dell’assolo “Zaungast/Zaunkönig”,
incentrato sulla posizione dell'outsider, colui che non fa parte del gruppo ma
osserva dall’esterno. “Zaungast”
è una parola tedesca che descrive qualcuno che partecipa ad un evento a cui non
è stato invitato e rimane dietro la recinzione (letteralmente: “ospite della
recinzione”). “Zaunkönig”
è anche il nome tedesco dello scricciolo, un piccolo uccello canterino,
minuscolo ma regale allo stesso tempo, immaginato sulla recinzione.
Il lavoro del coreografo si basa
essenzialmente sulle possibilità di movimento del corpo. Thomas Hauert mira ad
aprire e sconvolgere il vocabolario e i metodi compositivi per proporre un
linguaggio.
📅
25 febbraio 2026 - Dimostrazione di lavoro
Emio Greco
| Pieter C. Scholten (Italia/Paesi Bassi)
WE, THE SHAMELESS: LA NUDA VERITÀ DELL’INTUIZIONE
In collaborazione con il Balletto di Roma
Evento organizzato con il prof. Vito Di
Bernardi
Il coreografo Emio Greco e il regista Pieter C. Sholten, in
collaborazione con il Balletto di Roma, conducono un programma che ruota
attorno alla forza del corpo e dell’intuizione come fonti di creatività ed
espressione. Attraverso workshop, una lecture-performance e una sessione finale
di condivisione e spettacolo, vengono esplorati i principi fondamentali del
metodo Double Skin/Double Mind: respirazione, salto, espansione e riduzione.
Questo approccio aiuta i partecipanti ad approfondire la consapevolezza del
proprio corpo e a creare una forte connessione tra fisicità e intenzione.
We, the Shameless
è il fulcro artistico del programma e indaga la tensione tra collettività e
individualità. Combina linguaggi di movimento unici e offre una narrazione in
cui la curiosità senza vergogna e la trasformazione sono centrali.
📅
12 marzo 2026 - Danza
Samaa Wakim (Palestina)
LOSING IT
“Lo senti
ancora il rumore delle bombe? Io ancora lo sento.”
Crescere
in una zona di guerra significa vivere e respirare politica. La coreografa e
performer palestinese Samaa Wakim nel nuovo solo – Losing It – esplora come il trauma subito dalle
generazioni precedenti si manifesti nel
proprio corpo e come quelle esperienze traumatiche possano modificare la percezione e la formazione della propria
identità.
Il lavoro attraversa le diverse vite immaginarie in cui ci si
rifugia, quando la paura prevale e il
mondo in cui vivi si disintegra, il
terreno su cui poggi i piedi diventa instabile, i suoni si distorcono e la vista si
appanna.
Lo
spettacolo è stato creato insieme alla musica e ai suoni registrati in
Palestina fin dal 2010. La colonna sonora è suonata dal vivo dalla compositrice Samar Haddad King.
📅
17 marzo 2026 - Teatro di figura
Compagnia Hékau (Francia/Algeria)
MIN EL DJAZAÏR
Algeri, inizio degli anni Cinquanta: Babeth e Simone sono
due sorelle di una famiglia di mercanti di tessuti da cinque generazioni. Le
loro giornate scorrono tranquille, ma quando iniziano ad affrontare le
responsabilità dell’età adulta, il mondo attorno a loro è destinato a cambiare
per sempre. Ebree per nascita ma di nazionalità francese e algerine per
tradizione e cultura, fanno parte di una comunità originaria destinata a
frantumarsi e scomparire per colpa della guerra che si abbatterà su di loro.
Per costruire Min
el Djazaïr – che significa “Dopo l’Algeria” – Nicole Ayach, responsabile
della compagnia Hékau, si è associata a Sarah Melloul, autrice, drammaturga e
specializzata nella storia del Nord Africa. Le autrici si sono ispirate a testi
d’archivio e ai ricordi dei loro nonni per raccontare un episodio spesso
dimenticato della storia collettiva: la partenza forzata degli ebrei algerini.
I documenti storici raccolti ci permettono di navigare tra passato e presente
tra proiezioni, canzoni d’epoca, ombre e figure. Immagini fragili supportate dalla potenza
emotiva dei brani musicali arabi ed ebraici eseguite in diretta. Un racconto
d’esilio che ci tocca tutti.
Spettacolo
in lingua originale con sopratitoli
📅
24 marzo 2026 -
Teatro di narrazione
Marco Baliani (Italia)
KOHLHAAS
Di Marco Baliani e Remo Rostagno
Tratto dall’opera Michael Kohlhaas di Heinrich von Kleist
Attore narrante Marco Balzani
Regia Maria Maglietta
La storia di Kohlhaas è un fatto di cronaca realmente
accaduto nella Germania del 1500, scritto da Heinrich von Kleist in pagine
memorabili. “Nel racconto mio orale – scrive Marco Baliani - è come se avessi
aggiunto allo scheletro osseo riconoscibile della struttura del racconto di
Kleist, nervi muscoli e pelle che provengono non più dall’autore originario ma
dalla mia esperienza, teatrale e narrativa, dal mio mondo di visioni e di
poetica. Così, ad esempio, tutta la metafora sul cerchio del cuore paragonato
al cerchio del recinto dei cavalli, che torna più volte nella narrazione, come
luogo simbolico di un senso della giustizia umanissimo e concreto, è una mia
invenzione, nel senso etimologico del termine, qualcosa che ho trovato a forza
di cercare una mia adesione al racconto di Kleist.”
📅
27 marzo 2026 - Danza
*Melk Prod. / Marco Berrettini (Svizzera)
JIDDU
Coreografia di Marco Berrettini
Interpreti Sébastien Chatellier, Kevin Fay,
Tristan Ihne, Manuella Renard, Emma Terno
Jiddu racconta la storia di una compagnia di danza
popolare bavarese. Incapace di ottenere successo, decide di rubare danze da
altri paesi e culture. Questo cambiamento “etico” dà origine ad un’enorme
disputa tra i ballerini. “I nostri bavaresi si divideranno o è possibile una
riconciliazione? E a quale prezzo la danza potrebbe riprendere?”
📅
31 marzo 2026 -
Nuovi formati / Teatro partecipativo
Carolina
Rieckhof / Moyra Silva (Perù)
UPROAR
In
collaborazione con IILA
Rieckhof / Silva: una collaborazione tra due artiste
peruviane, Carolina Rieckhof (costumista e scenografa) e Moyra Silva (regista e
filosofa del movimento). Le artiste si sono incontrate a Londra nel 2023,
accomunate dalla stessa frustrazione riguardo alle ingiustizie perpetrate dal
regime dittatoriale che ha insanguinato le proteste sociali peruviane. La loro
collaborazione si è poi trasformata in un processo di creazione e di crescita
di consapevolezza, in grado di espandere la loro pratica artistica e di
portarle ad esplorare le conoscenze ancestrali delle popolazioni locali.
Uproar è il risultato di
un processo collaborativo in progress, un’esplorazione del movimento e del
suono ispirato dai saperi ancestrali peruviani.
Spettacolo
in lingua originale con sopratitoli
📅
12 aprile 2026 - Teatro autobiografico
tra verità e finzione
Anacarsis Ramos (Messico)
MI MADRE Y EL
DINERO
In
collaborazione con IILA
Nel corso di sei decenni Josefina Orlaineta, madre di
Anacarsis Ramos, ha esercitato nello Stato di Campeche, una delle più povere
regioni messicane, più di 40 mestieri diversi.
Utilizzando tecniche
teatrali e documentaristiche assistiamo allo svolgersi delle giornate di
Josefina nel tentativo di sopravvivere. Lo spettacolo riflette sulla crisi
economica come stato permanente, sul lavoro che occupa ogni spazio di vita
personale e familiare, sulla precarietà, e sulla mancanza di tutele dei
lavoratori indipendenti nei diversi ambiti compresi quelli artistici e
culturali. Lo spettacolo evidenzia l’importanza del teatro come spazio di
narrazione individuale e collettiva mentre, insieme a Josefina, per noi in
scena con suo figlio, scorriamo 60 anni di storia economica dello Stato di
Campeche.
Spettacolo
in lingua originale con sopratitoli
📅
7 maggio 2026 - Teatro classico indiano
Kapila Venu (India) - prima italiana
PARVATI VIRAHAM
Spettacolo di Nāṅgīār Kūthu
Produzione del Natana Kairali di Irinjalakuda, Thrissur
(Kerala, India del Sud)
Con l’attrice-danzatrice Kapila Venu e i musicisti Kalamandalam
Rajeev, Kalamandalam Hariharan, Kalanilayam Unnikrishnan
Evento organizzato con il prof. Vito Di Bernardi e la prof.ssa
Carmela Mastrangelo
In
Parvati Viraham (“La separazione di
Parvati da Śiva”), Kapila Venu inserisce la sua visione poetica femminista
dentro il Nāṅgīār
Kūthu, la forma femminile del Kutiyattam – dal 2001 riconosciuto dall’UNESCO
come Capolavoro del patrimonio orale e immateriale dell’umanità – spingendo uno
dei pezzi teatrali più famosi del repertorio classico verso sottili e radicali
cambiamenti che sono in sintonia con la sensibilità indiana contemporanea.
Kapila Venu è stata allieva del leggendario maestro di Kutiyattam Guru Ammannur
Madhava ed è considerata oggi una delle più importanti attrici-danzatrici
dell’India. È anche una protagonista della scena internazionale della danza
contemporanea per la partecipazione agli spettacoli di Min Tanaka e Akram Khan.
📅
13 maggio 2026 -
Teatro e carcere
Compagnia della Fortezza
IL FIGLIO DELLA
TEMPESTA
Musiche,
parole e immagini dalla Fortezza
Concerto
spettacolo per i trent’anni della Compagnia della Fortezza
Di
e con Armando Punzo e Andrea Salvadori
Regia
di Armando Punzo
Musiche
originali di Andrea Salvadori
Produzione
di Studio Funambulo|Carte Blanche/Compagnia della Fortezza, con il sostegno di
Idealcoop Cooperativa Sociale e Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra
Evento
organizzato con la prof.ssa Marta Marchetti e la prof.ssa Arianna Punzi
Figlio
della Tempesta è un concerto-spettacolo che rielabora
l’universo sonoro e iconografico della Compagnia della Fortezza, portando in
scena l’indissolubile rapporto tra parole e suono prodotto dalla lunga
collaborazione fra Armando Punzo e Andrea Salvadori, drammaturgo musicale della
Compagnia. Lo straordinario progetto musicale-performativo, nato nel 2018 in
occasione dei trent’anni della Compagnia della Fortezza, ritorna in una nuova
edizione arricchita dalle immagini e dalle musiche degli ultimi spettacoli di
Punzo e dei detenuti-attori del Carcere di Volterra. Lo spettacolo è presentato
nel quadro delle attività di terza missione della Sapienza per il Carcere
(progetti Leggere vale la pena e Contrasto alle Discriminazioni, Carcere ed
Eguaglianza).
📅
17 maggio 2026 - Teatro
documentario
Mudar Alhaggi
(Siria)
L'OMBRA
LUNGA DI ALOIS BRUNNER
Alois
Brunner, uno dei criminali nazisti più ricercati di sempre, implicato nella
deportazione di oltre 100 mila persone nei ghetti e nei campi di
concentramento, ha eluso numerosi tentativi di arresto fuggendo a Damasco, dove
ha contribuito alla creazione dei servizi segreti siriani. Il drammaturgo
siriano Mudar Alhaggi, arrivato nella Berlino del XXI secolo come rifugiato,
scopre la storia di Brunner e inizia a fare ricerche ossessive prima di
scomparire… Uno spettacolo avvincente, nel quale due attori fondono i frammenti
della ricerca di Alhaggi con la loro esperienza personale. La storia siriana e
quella europea si intrecciano, in un’indagine mozzafiato sull’esilio, la
responsabilità, la memoria politica e il complesso filo che lega il passato al
presente. Il lavoro, che usa in larga parte elementi della storia biografica
dell’autore, utilizza la finzione teatrale per trasmettere agli spettatori la
percezione di perdita dei protagonisti, della vita in uno spazio ridotto e
costrittivo, un limbo, dove ciascuno cerca di ricostruire la propria esistenza
mantenendo la dignità.
Spettacolo
in lingua originale con sopratitoli
Fuori programma - Spettacoli e attività
didattiche aperte al pubblico
3 ottobre 2025 - Anteprima di Theatron - Teatro antico alla Sapienza
EDIPO A COLONO
Coordinamento di Anna Maria
Belardinelli
Ideazione e Regia di Adriano Evangelisti
Aiuto regia di Luigi Di Raimo
Musiche di Patrizio Maria D’Artista
Assistente alla regia Francesca Pimpinelli
Direzione tecnica di Gabriele Cavallari
Costumi di Cicci Mura Luigina Ponzo
Foto di scena di Danilo Serreli Service di STEA Soc.
Coop.
Elementi di scena realizzati in collaborazione con gli studenti della sezione di scenografia del Liceo Artistico Caravaggio di Roma per attività di PCTO coordinati dal Prof. Francesco Mattei
5 dicembre 2025
SOLO UN TOCCO DI COLORE
Evento organizzato dalla prof.ssa Sonia Bellavia
Basato sull’epistolario Bertolt Brecht-Helene Weigel a cura
di Erdmut Wizisla (Imparo: lavare piatti
+ tazze. Epistolario 1S23-1S5c, traduzione italiana di Daniela Padularosa)
Da un’idea di Sonia Bellavia
Regia di Francesco Bianchi
Acting Coach Francesca
Gatto
Interpreti Valerio
Barillà, Rebecca Clausi, Pablo Luis Rodriguez, Giulia Troise, Luca Venditti (e
cast in via di definizione)
Al piano Andrea Di Iorio
Assistenti alla regia
Liliana Cerverizzo, Filippo
Colaruotolo, Francesca Galera, Sara Innamorati e Emily Mikos (studenti della Facoltà di Lettere e Filosofia)
Scene, video
e comunicazione
Ekin
Yay, Manoosh Oroomi, Irene
Moretti (studentesse della Facoltà
di Architettura)
22 e 23 maggio 2026
LE APOCALISSI DI ZEICHEN
APOCALISSE NELL’ARTE
Di Valentino Zeichen
Evento organizzato dal prof. Gaetano Lettieri Ideazione
e progetto di Marta Zeichen e Gaetano Lettieri
Adattamento e regia di Anna Rita Chierici
Scene di Anna Rita Chierici Costumi di Adriana Ruvolo
Personaggi e interpreti: Maurizio Palladino e Anna Rita Chierici Voce registrata di Giuseppe Argirò
MATRIGNA
Di Valentino Zeichen
Evento organizzato dal prof. Gaetano Lettieri Ideazione
e progetto di Marta Zeichen e Gaetano Lettieri
Adattamento e regia di Simone Carella
Con Iaia Forte
Info e prenotazioni
Mail: segreteria.nuovoteatroateneo@uniroma1.it
Telefono: +390649914115
Sapienza CREA - Nuovo Teatro Ateneo
Centro di servizi per le attività ricreative,
culturali, artistiche, sociali e dello spettacolo
Sapienza Università di Roma
Piazzale Aldo Moro 5, 00185 Roma
Edificio CU017
Orario
spettacoli: 20.30
Sito: https://sapienzacrea.web.uniroma1.it/
Instagram:
@sapienzacrea



