Tra Mediterraneo e jazz: Mila Trani presenta "Menta Selvatica". L'intervista

 

ph. Roberta Lo Schiavo

L'eclettica cantautrice e arrangiatrice Mila Trani presenterà il suo nuovo album “Menta Selvatica” (Segell Microscopi) per la prima volta in Italia in tre imperdibili appuntamenti live. Ad accompagnare Mila Trani sul palco ci saranno Bartolomeo Barenghi alla chitarra, Sandrine Robilliard al violoncello e Martí Hosta alle percussioni.

“Menta selvatica”, disponibile in cd e in digitale (www.microscopi.cat<http://www.microscopi.cat>), è un concept album contenente 8 brani inediti che esplorano una femminilità in evoluzione e sempre più libera ed emancipata, attraverso miti, personaggi e rituali. Le composizioni mescolano sonorità mediterranee, jazz, ritmi caraibici, atmosfere flamenco e fado, con richiami al folklore italiano. A impreziosire ulteriormente il disco, la cover di “Sentimento” degli Avion Travel. Ecco cosa ci ha raccontato. 

“Menta selvatica” cosa rappresenta nel tuo percorso artistico? 
 Un punto di arrivo e di partenza. E’ un disco solista che nasce dopo anni di lavoro in diversi progetti, quindi da una grande esperienza, ed è l’inizio di un cammino in cui mi sento totalmente libera di esprimermi e la cosa mi sta piacendo molto. Sono soddisfatta di questo lavoro, credo sia una sintesi di tutto il mio percorso fino ad oggi. Mi sento di ringraziare chi ha suonato con me, prima di tutto Bartolomeo Barenghi che ha collaborato agli arrangiamenti e ha scritto le parti degli archi, e poi Sandrine Robilliard, la violoncellista e Martì Hosta, il percussionista, che sono anche le persone che formano il quartetto con cui presenterò il disco in Italia. 

Dov’è nata l’ispirazione dei testi? 
 Dalla vita, dalle dinamiche degli esseri umani, dalla relazione in senso esteso, dalla condizione femminile. Ho indagato temi che mi interessano: principalmente il percorso mio e di molte donne che, come me, stanno decostruendo stereotipi e abbandonando retaggi culturali per abbracciare un pensiero divergente. Ma anche da emozioni universali come l’amore, porto l’attenzione su come l’incontro con l’altra persona possa portare alla perdita di sé, ma anche di come attraversare il dolore sia fondamentale per raggiungere la consapevolezza. Ho cercato di restituire tutte queste riflessioni in modo poetico. Quando ti sei avvicinata alla musica? Fin da molto piccola, ho una madre illuminata che mi ha instradata verso la musica e l’arte come forme di espressione, di comunicazione ma anche come rifugio. Qualcosa che poi è diventato un pilastro nella mia vita. In adolescenza ho suonato in vari gruppi e intorno ai vent’anni ho capito che la musica era la mia strada. Mi accorgevo di non poter fare a meno di cantare in qualunque contesto mi si presentasse, così ho deciso di studiare jazz e di farne una professione. 

 Nel brano “Lontano” racconti della tua infanzia. Che ricordi di porti con te di quel periodo? 
 L’infanzia è stata dolce e drammatica, tra le righe si legge un disagio che ho saputo trasformare nel tempo. La musica, l’arte e la Santa terapia sono state fondamentali per incanalare il dolore e trasformarlo. Ci sono comunque tanti ricordi piacevoli perché sono stata molto stimolata e sono sempre stata una bambina gioiosa. Hai studiato diversi tipi di canti, ma qual è quello a cui ti senti più vicina? Sono ancora sul cammino, i linguaggi che mi interessano hanno grammatiche molto complesse e necessitano di molto tempo per essere padroneggiati. Tutto quello che studio mi serve per avvicinarmi alla mia voce più autentica e a comporre qualcosa che mi rappresenti al meglio. Sicuramente mi sento molto vicina al canto popolare, alla musica tradizionale cioè a quello che ho appreso in famiglia fin da bambina come gli stornelli di Gabriella Ferri e le canzoni napoletane di inizio ‘900 interpretate da Roberto Murolo. 

Cosa pensi del panorama musicale jazz in Italia e come si sta evolvendo? 
 Penso che si stia evolvendo su strade molto diverse tra loro, da una parte si muove verso l’afrobeat e il soul, dall’altra verso la musica contemporanea, soprattutto minimalista, e l’elettronica, da un’altra ancora si mischia con sonorità mediterranee. In ogni caso l’aspetto ritmico è sempre più complesso e interessante. Dove vorresti arrivare con la tua musica? Vorrei arrivare a più persone possibile, penso che il mio lavoro possa toccare corde profonde del sentire umano anche se non è un disco semplice. 

Chi è Mila Trani: Cantautrice e arrangiatrice, vive e lavora tra Barcellona e Milano, intrecciando mondi musicali e artistici con un approccio eclettico e contemporaneo. Laureata in canto jazz alla scuola Civica di Milano e in pittura all’Accademia di belle arti di Brera, arricchisce la sua ricerca musicale con un master in vocologia artistica, coronato da una tesi sulla vocalità dei dialetti italiani nel canto popolare. Il suo interesse per la world music la porta ad approfondire differenti linguaggi: studia percussioni afrobrasliane e afrocubane con Gilson Silveira, canto turco e curdo con Veka Aler e Eléonore Fourniau, canto ottomano con Güzin Değişmez, canto greco con Avgerini Gatsi e canto indiano (genere Dhrupad) con Virginia Niccoli. Collabora con ensemble di ogni tipo: canta con la big band Monday Orchestra di Luca Missiti insieme ai grandi del jazz italiano Paolo Tomelleri ed Emilio Soana, collabora con il cantautore greco Thanasis Papakonstantinou aprendo un suo concerto ad Atene nel 2015. Come performer, sperimenta l’utilizzo di tecnologie vocali avanzate sonorizzando spettacoli teatrali, installazioni video, tra cui quella di Athanasios Alexo per la Biennale di Dubai nel 2015 e cortometraggi, tra cui “Ecce” di Margherita Premuroso. Nel 2012 pubblica il suo primo EP autoprodotto “Nove” che la vede autrice e arrangiatrice oltre che cantante. Nel 2013 collabora con il gruppo Redsolution con cui pubblica l’album “Invisible Songs” (Irma Records). La sua passione per la musica vocale la porta a creare e dirigere progetti corali e a cappella: nel 2015 fonda Elephant Claps, gruppo con cui vince numerosi premi internazionali, tra cui l’Aarhus Vocal Festival in Danimarca (2017) e il Vokal Total in Austria (2018), e con cui si esibisce su palchi prestigiosi come il Blue Note di Milano e il Teatro Dal Verme. Partecipano a festival e concerti in Italia, in tutta Europa, Russia ed Emirati Arabi. Nel 2017 fonda la Malanga Voice Orchestra, che dirige, un progetto di 20 voci femminili che mescola tradizione e sperimentazione. Con il coro ha partecipato nell’ottobre 2023 a TEDx Milano al Teatro Dal Verme. Nel giugno 2024 ha ottenuto il primo premio per la Miglior Performance e la Miglior Direzione al Festival Solevoci di Varese. A settembre hanno cantato con Cristina Donà e Saverio Lanza sul palco del Castello Sforzesco di Milano.
Foto Roberta Lo Schiavo


MILA TRANI LIVE: 

18 settembre al Bravo Caffè di Bologna (Via Mascarella, 1)
19 settembre al Circolo Ricreativo Mossetto di Torino (Lungo Dora Agrigento, 16)
21 settembre al Blue Note di Milano (via Pietro Borsieri, 37)
Fattitaliani

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