La governante, romanzo d’esordio di Csaba dalla Zorza, è un racconto intimo e universale, che tocca corde profonde della condizione femminile oggi.
Al centro del romanzo c’è una donna che ha avuto tutto: marito, figli, una bella casa, una posizione professionale invidiabile. Vista da fuori, la sua vita non mostra nessuna sbavatura, solo la precisione tipica di ciò che viene deciso a tavolino. Ha avuto tutto ciò che per molti dovrebbe dare la felicità. Per il suo sessantesimo compleanno decide di farsi un regalo: seguire un desiderio nascosto, lasciare ciò che ha per andare altrove. Un pezzo alla volta, la donna apre a chi legge il suo cuore, come l’armadio in cui custodisce la sua collezione di porcellane. Riprendono così aria pezzi di un’esistenza di cui nessuno ha mai avuto conoscenza.
Il romanzo dialoga idealmente con due classici della letteratura italiana: La governante di Vitaliano Brancati, perché tutto ciò che va oltre l’essere una donna e una madre è, in fondo, uno scandalo e con Nascita e morte della massaia di Paola Masino, perché declina e aggiorna quel verbo “adattarsi” che sta al centro del romanzo di Masino. Come si adattano oggi le donne? Non siamo a metà degli anni Cinquanta, come per Brancati, e non siamo alla fine degli anni Trenta, come per Masino, siamo negli anni Venti del 2000 eppure i comportamenti delle donne sono ancora scandalosi, alle donne si chiede di adattarsi.
La governante è un romanzo contemporaneo, ma che parla anche di ieri e forse di domani. A renderlo unico è il percorso dell’autrice, che attraverso il suo lavoro come conduttrice televisiva negli ultimi anni ha incontrato centinaia di famiglie che hanno ispirato il racconto.
Una confessione in bilico tra il desiderio di essere e la necessità di apparire. Una donna che ha coperto con la forza di volontà le sue fragilità, che ha dovuto lottare contro la cosa più grande che la vita potesse metterle davanti: se stessa. La famiglia, il giudizio degli altri, la paura di essere inadeguata sono stati punti fermi ai quali aggrapparsi, ma anche da cui scivolare. Sino al giorno in cui capisce che accettare di essere come sei, anche quando non corrisponde all’idea che gli altri hanno di te, alle aspettative che nutrono, è l’unico modo per iniziare a vivere davvero.
La governante interroga e commuove indagando il delicato mondo delle relazioni familiari, del matrimonio, della maternità e del sentirsi in qualche modo “diversi” oggi. Racconta la tensione tra ciò che si è e ciò che gli altri si aspettano, tra la forza del dovere e il desiderio di libertà. Una storia sulla condizione femminile oggi, di emancipazione e di solidarietà, di chi, per una vita intera, ha messo da parte se stessa, e ora finalmente trova il coraggio di raccontare una verità tenuta nascosta per molto tempo.
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