10 consigli per scegliere a chi affidare i propri lavori in sicurezza, risparmiando tempo e denaro, anche in tempi di bonus edilizi

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Pianificare un lavoro, assicurarsi un servizio impeccabile è un momento importante e prevede una selezione oculata. La scelta dell’artigiano o dell’impresa, infatti, farà la differenza. Da questa decisione dipenderà la qualità dei risultati, di cui essere orgogliosi o pentiti in futuro. Districarsi tra le infinite offerte online o i vari suggerimenti di amici, parenti e conoscenti, non è semplice. Tutti sembrano i migliori. Guido Alberti,
 marketer, blogger e fondatore di Marketing al Millimetro, agenzia di consulenza strategica per il settore edilizio, propone il suo decalogo, frutto della personale esperienza sul campo. 10 regole che permetteranno di evitare di perdere tempo e denaro, scegliendo professionisti seri e capaci, in grado di eseguire il lavoro a regola d’arte. 

In Italia ci sono circa 760mila PMI. Solo nell’edilizia (con una crescita costante, spinta dai recenti bonus previsti per il settore), si contano 22.258 imprese. Tutte realtà, ovviamente, teoricamente valide. A chi rivolgersi? Quale sarà la più affidabile? Testimonianze, casi studio, materiali di marketing, metodo di lavoro, preventivo trasparente, esposizione mediatica, gestione primo contatto, aggiornamenti continui, programma di manutenzione, empatia… Questi i 10 punti che permettono di districarsi dalla jungla di offerte e che trasformano i consigli di Alberti in una guida risolutiva.

Ecco i 10 punti chiave individuati da Guido Alberti, per scegliere a chi affidare i lavori:

Testimonianze: il primo step è capire a chi si sta dando il proprio denaro. Nel 2022, oltre a chiedere informazioni a livello locale, è possibile fare una ricerca più ampia su internet. Le testimonianze, è vero, potrebbero essere taroccate ma… Se un’azienda vanta molte recensioni, pubblica nomi e cognomi, mostra la struttura, descrive il processo del lavoro, nomina i suoi collaboratori, etc etc, le informazioni sono di solito reali. La fregatura può comunque essere sempre dietro l’angolo ma di sicuro è meglio diffidare di chi non mostra testimonianze dei clienti o, ancora peggio, di chi ne ha di negative. 

Casi studio: è quando l’azienda mostra quello che ha realizzato con il cliente. Siamo a un livello più alto e approfondito della semplice testimonianza. Il caso studio ha comunque un valore aggiunto se al suo interno presenta anche una recensione del cliente. Una vera e propria ciliegina sulla torta.

Materiali di Marketing: la storia del “è bravo quindi non ha bisogno di comunicarlo”, lascia il tempo che trova. Il materiale di marketing è fondamentale per presentarsi al meglio. Materiali cartacei, brochure o guide che possano aiutare il proprio potenziale cliente a scegliere fanno sempre la differenza.

Metodo di lavoro: è normale sentirsi dire: «Sì, certo, lo abbiamo. Sì, certo, lo facciamo» ma è ben diverso se una società può rispondere alle richieste con un: «Caro cliente, tutto quello che mi stai chiedendo fa parte del nostro metodo di lavoro. Le trovi già scritte sul nostro sito e tra i contenuti dei nostri cartacei». Insomma, ci si può fidare di chi ha già, nero su bianco, quello che si sta cercando. L’oste non dirà mai che il vino non è buono… Il metodo di lavoro, dunque, fa la differenza.

Preventivo trasparente: quello che Alberti chiama “piano dei lavori”. Il preventivo deve essere estremamente chiaro, trasparente. Non un’accozzaglia di sigle o codici impossibili da decifrare. Da prediligere, dunque, quelle imprese che propongono un preventivo che parli lo stesso linguaggio del cliente. Niente gerghi, niente tecnicismi incomprensibili.

Esposizione “mediatica”: se un’azienda è perennemente esposta, facendo quindi marketing, difficilmente potrà dichiarare il falso perché, prima o poi, un cliente insoddisfatto lascerà recensioni negative. L’esposizione mediatica è sinonimo di “tranquillità”. 

Gestione primo contatto: se fissare un appuntamento o parlare con una persona è difficile, si parte con il piede sbagliato. Stessa cosa se gli appuntamenti non sono rispettati e non si viene avvisati di un qualsiasi cambiamento o imprevisto. Questi sono particolari di fondamentale importanza per capire con chi si ha a che fare. Sì, perché, come si dice, il buongiorno si vede già dal mattino. 

Aggiornamenti continui: quando un’impresa fa capire che è realmente professionale, ha un metodo di lavoro e non è improvvisata? Quando aggiorna di continuo. Non deve essere il cliente a chiamare, sollecitare o chiedere. È stato fissato un appuntamento per il sopralluogo? L’azienda deve dare conferma e rispettare quanto detto. Una realtà virtuosa è in grado anche di “coccolare” i propri clienti.

Programma di manutenzione: finiti i lavori, che fine fa l’azienda? Chi mette, già a monte del processo, un piano di manutenzione programmata, ha una marcia in più. Il cliente ha la sicurezza che, anche dopo, continuerà ad essere assistito.

Un po’ di empatia non guasta mai: ci sono quei momenti in cui, nonostante tutte le rassicurazioni possibili, “la cosa” non convince. Non esiste, purtroppo, una formula scientifica per assicurare una scelta sicura al 100% ma, di certo, i precedenti 9 punti sono fondamentali per una valutazione ponderata. A questi si può aggiungere l’empatia, il famoso sesto senso, che fa leggere oltre le righe. Quel “fiuto” che, soprattutto le donne, hanno sempre…

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