Proscenio, Marica Roberto a Fattitaliani: nei miei testi la condizione dell'essere umano, il paradosso, il ridicolo. L'intervista

Fattitaliani



Sarà in scena al Teatro Trastevere i giorni 15, 16 e 19 aprile lo spettacolo di Marica Roberto dal titolo “Lo Spettacolo delle_” scritto e diretto da Marica Roberto
, con Jonathan Lazzini e Marco Mavaracchio. Il testo ha ricevuto la Menzione d’Onore al Concorso per autori teatrali “Il Teatro in cerca d’Autore” 2019 promosso Ponte di Carta, con la seguente motivazione: “Il ritmo e l'intensità narrativa sono il punto forte di questo testo che strizza l'occhio in più punti al Godot di beckettiana memoria (…) Il testo scorre veloce in un saliscendi di situazioni paradossali che però non sfociano nell'assurdo, ma offrono al pubblico un significato ben più concreto e reale”.. L'autrice e regista è ospite di Fattitaliani per la rubrica Proscenio: l'intervista.

In che cosa "Lo spettacolo delle _" si contraddistingue rispetto ad altri suoi testi?

In molte cose: l'essere solo prosa, per una ricerca di asciuttezza che rinuncia ai suoni della musica dal vivo, al racconto in danza o in pittura; il primo testo con due soli personaggi, maschi; non essere tratto da storie "vere" pur raccontando ugualmente la realtà; infine... non ci sono io!

Quale linea di continuità, invece, porta avanti (se c’è)?

Un aspetto grottesco e tragico che si riaffaccia in quasi tutti i miei testi, al di là della mia "volontà", il parlare comunque della contemporaneità e della condizione dell'essere umano, la sottolineatura del paradosso e del ridicolo.

Com'è avvenuto il suo primo approccio al teatro? Racconti…

Un articolo di giornale... si parlava di un piccolo corso di dizione e recitazione a Reggio Calabria, dove vivevo. Sì, la provo mi dico ... quando mi capitava di viaggiare non mancavo mai di andare a teatro e farmi riempire da quella densità di comunicazione viva. E fu amore. Strehler è venuto due anni dopo, quando feci i provini per la sua Scuola, correva l'anno 1987, e entrai in quello che fu il corso Copeau.

Quando si scrive un testo nuovo può capitare che i volti dei personaggi prendano man mano la fisionomia di attrici e attori precisi?

Sicuramente. Direi che i volti, la personalità di attori che già conosco, viaggia profondamente nell'immaginazione anche prima di emergere come consapevolezza. Poi arriva la fase di chi vorrei come interprete, e subentra un ulteriore approfondimento, perché la figura dell'attore e quella del personaggio si specchiano continuamente.

È successo anche che un incontro casuale abbia messo in moto l'ispirazione e la scrittura?

È successo per un incontro non casuale, è successo per una suggestione condivisa ... e sì, l'incontro sicuramente mette in moto idee, spunti, anche se non necessariamente promesse di sviluppo. E la scrittura può anche essere poesia, racconto, canzone.

Per un autore teatrale qual è il più grande timore quando la regia è firmata da un'altra persona?

La mia esperienza di autrice teatrale è solo degli anni più recenti, e questa circostanza di cui mi chiede non mi è ancora capitata. Però mi incuriosisce moltissimo, mi incuriosisce lo sguardo di un altro, e cosa ho comunicato a lui. Poi naturalmente può succedere qualsiasi cosa... tenderei ad affidare il testo a chi penso possa entrarci nel modo giusto. Ed è ciò che mi propongo per il prossimo, che ho finito un anno fa e del quale non voglio essere né protagonista né regista, vorrei come autrice essere presente alle prove, per supporto ancor più che per un ipotetico “controllo”.

Mettere in scena un proprio testo può presentare dei limiti? 

Sì, ci combatto sempre, lo trovo difficile e faticoso, perché ci sei dentro tutta, pensi di aver già detto tutto scrivendo, e invece ti devi allontanare un poco, giudicarti come autrice, capire che sicuramente non tutto l'hai fatto bene. Sì, paradossalmente penso che sia più difficile che fare la regia di un testo non proprio. Il vantaggio invece è che tagli o aggiungi nella più totale libertà.

D'accordo con la seguente affermazione: "Scrivere è sempre nascondere qualcosa in modo che poi venga scoperto" di Italo Calvino? 

Contraddire Italo Calvino è assai difficile, cerco di interpretare le sue parole: scrivere può essere nascondere rispetto al "dire" nella vita "comune", ma io credo che questo sia il territorio di ogni espressione artistica; penso piuttosto che ogni Arte è scoprire, è un modo di parlare, perlomeno a chi sa ascoltarla quella parola.

Il suo aforisma preferito sul teatro... o uno suo personale…

Voglio citare il mio Maestro, Giorgio Strehler, il titolo del suo libro "Per un teatro umano". Per me non è necessario nessun altro aforisma, sebbene dietro questo suo titolo ci sia anche la società del tempo in cui venne scritto.

"Lo spettacolo delle _" è un esempio di metateatro?

Sì, anche, c'è dentro tanta forma di "spettacolo", in particolare quello più deleterio di cui siamo intrisi.

L'ultimo spettacolo visto a teatro ? 

"L'Arte della Follia", una cosa "piccola", uno spettacolo fatto dall'Accademia dei Folli di Trieste. La densità e la potenza, il divertimento porto da realtà umane che dovremmo sempre includere, perché ci insegnano.

Degli attori del passato chi vorrebbe come protagonisti ideali di un suo spettacolo?

Sognando? Gian Maria Volonté, il più grande. Bette Davis, moderna, intelligente, versatile, non bellona

Il miglior testo teatrale in assoluto qual è per lei?

Farei un torto alla drammaturgia internazionale a dirne uno solo, e non ho tanta sapienza per dare una risposta veramente consapevole.

La migliore critica che vorrebbe ricevere?

Quella che comprenda le mie motivazioni, che ami gli attori, e che, se deve osservare punti critici, lo faccia essendo capace di insegnarmi, con dedizione.

La peggiore critica che non vorrebbe mai ricevere?

Venga a visitare i miei incubi.

Dopo la visione dello spettacolo, che cosa Le piacerebbe che il pubblico portasse con sé a casa?

Lacrime buone, sia di pianto che di riso.

C'è un passaggio, una scena che potrebbe sintetizzare in sé l'essenza e il significato de "Lo spettacolo delle_"? 

"Abbiamo perso i fratelli abbiamo rotto gli specchi aspettiamo abbiamo paura la vita c'è finita contro, addosso, siamo pieni di spine, la mascella è bloccata, siamo privi di risate, ci sono capi senza testa, ci sono fucili coi bambini, ci sono morti nei cieli innocenti, i padri sono spariti, vieni dammi la mano dammi la mano". Giovanni Zambito.


LO SPETTACOLO

Unimprobabile e sgangherata coppia di attori vuole allestire uno spettacolo. Come se dovessero scegliere da un repertorio, i due giocano a mettere in piedi una rappresentazione fatta di tutto ciò che lo spettacolo mediatico ci propone quotidianamente, occupando il nostro tempo e le nostre menti. Morte e chiacchiere, violenza e sesso, sangue esposto e sovraesposto nella cronaca come nella finzione, vengono presentati e raccontati indifferentemente. La coppia non riesce a concordare largomento da trattare e la rappresentazione che continuano a provare, fermare, riprendere, in un alternarsi surreale di gioco e violenza, con equivoci e ribaltamenti di piani, si trasforma presto nel racconto della nostra condizione di uomini contemporanei, proiettati nelle dinamiche aggressive tra carnefice e vittima, tra ruolo dell’invaso e ruolo dell’ invasore, nel confronto eterno ed attuale con laltro da sé.


Compagnia Attori & Musici

www.attorimusici.com


Marica Roberto, attrice formatasi con Giorgio Strehler, col quale ha lavorato per otto anni al Piccolo Teatro di Milano, nel 2011  intraprende un percorso autoriale e di regia dei propri spettacoli. Fonda perciò  la Compagnia Attori&Musici con professionisti del teatro, della musica, della danza, della pittura. Marica infatti, anche interprete dei propri spettacoli, crede nella forza moltiplicatrice e dirompente di tutte le Arti, presenti nella sua scrittura fin dalla stesura del testo.  Ha iniziato mettendo in scena  "Alfonsina Storni, la mia casa è il mare" con la produzione del teatro di Messina, per continuare poi il suo percorso concentrandosi su tematiche di carattere civile: La Fata Morgana, fantasia su un mito”,  sulle donne vittime di violenza con l'affiancamento di daSud e Libera antimafie,   “Renacerè_Rinascerò”, sulla sicurezza sul lavoro, sostenuto da Inail; Giallo per stanze (in forma di vecchia),  sugli abusi sui minori.

Oggi invece, dopo questo drammatico periodo di fermo, decide - con "Lo spettacolo delle_" - di usare solo l'essenzialità della parola e di "restare fuori", dirigendo due giovani colleghi del corso Strehler della sua antica scuola. Qui la parola è ricca di riverberi surreali, grotteschi e profondamente tragici. Pur non essendo in scena, continua tuttavia a mettere addosso i panni degli altri, trasfigurando il racconto e la riflessione sull'essere umano con la figura di due clown strampalati che, da sempre, sono i più adatti a dire la verità.




Compagnia Attori&Musici 

presenta

LO SPETTACOLO DELLE_

Scritto e diretto da Marica Roberto

Con Jonathan Lazzini e Marco Mavaracchio

15, 16 e 19 aprile 2022

Ore 21.00

Assistente alla regia: Sabrina Marchetti

Disegno luci Renzo Di Chio

Tecnico luci Stefano Dattrino

Grafica Katia Donato

Produzione esecutiva: Theatron Produzioni


Teatro Trastevere 

Via Jacopa de’ Settesoli 3, 00153 Roma

15, 16 e 19 aprile 2022

Ore 21.00


CONSIGLIATA PRENOTAZIONE


Biglietti 

interi 12 euro + tessera 2 euro 

ridotto 10 euro + tessera 2 euro

Contatti 065814004

info@teatrotrastevere.it

https://www.facebook.com/teatrotrastevere/


Fattitaliani

#buttons=(Accetta) #days=(20)

Questo sito utilizza cookie di Google per migliorare la tua esperienza di navigazione. Per saperne di più
Accept !
To Top