La pianista Antonietta Incardona presenta l'album "Immagini", "tavolozza di emozioni". L'intervista di Fattitaliani

Fattitaliani

 


“Immagini” (disponibile sulle principali piattaforme streaming per Pongo Edizioni) è il primo disco solista della pianista Antonietta Incardona, che arriva dopo nove produzioni di musica da camera. Un viaggio affascinante ed evocativo in dieci tappe, che attraversa gli “habitat artistici” di compositori di varia provenienza ed ispirazione. Direttori d'orchestra, compositori di musica contemporanea "classico-colta", un cantautore, un compositore di musiche da film, giovanissimi musicisti capaci con la loro freschezza di esprimere forti emozioni. Fattitaliani l'ha intervistata.

Quanto l'album Immagini La rappresenta come artista e donna in questo preciso momento storico? In che cosa?

Il titolo IMMAGINI deriva dal titolo di un brano inserito nell'album. Ogni composizione, con le sue sfumature, i suoi colori, i chiaro-scuri, produce nella mia mente e nel mio cuore un'immagine particolare, legata ad un'emozione, a una sensazione. Questo disco è un viaggio evocativo, affascinante che "mi sento addosso", che rispecchia le immagini della mia anima di artista e di donna.

L'obiettivo di questo mio progetto è quello di creare immagini diverse per emozionare diversamente.

In un momento così delicato, che vive sul filo del rasoio, la funzione dell'arte, oggi più che mai, assume un ruolo ancora più importante, ha il compito di comunicare emozioni forti, reali, che infondano speranza e positività, immagini sonore che ricordino a tutti noi quanto sia meraviglioso il mondo.

I brani che lo compongono sono legati fra loro da un filo rosso?

L'unico filo rosso che lega un brano all'altro è la passione.

L'atmosfera che ho voluto creare è quella di una "tavolozza delle emozioni".

Nell'album si passa da momenti romantici, passionali, ad attimi che cercano l'intimità, c'è l'attesa, il tema del viaggio, dell'impalpabilità del pensiero, il tema della morte, della speranza, dell'etereo e dell'ancestrale.

Ogni brano è una perla preziosa che racchiude in sé un'infinità di emozioni che mi danno vita, le melodie di questi brani mi hanno letteralmente travolta, affascinata.

La sua ispirazione è facilitata da elementi che la favoriscono (stato d'animo, incontri, luoghi, momenti)?

Assolutamente sì. Gli stati d'animo, gli incontri, i luoghi e i momenti fanno parte della costruzione interiore e poi dell'interpretazione che ne deriva. cerco sempre l'empatia tra me e i compositori che scrivono brani per me. Penso sia fondamentale il comprendere lo stato d'animo dell'artista che desidera trasmettere attraverso me, la mia sensibilità e il mio modo di suonare, le sue emozioni, i suoi pensieri. Oserei dire che il compositore deve specchiarsi in me, e viceversa. Io come interprete devo materializzare ciò che il compositore vuol dire con la sua musica. Quindi l'empatia, il pathos, è fondamentale, indispensabile, Solo così riesci a "colorare la tela bianca dell'anima". La bellezza di questo lavoro, è stato proprio quello di poter condividere sul campo, sul mio pianoforte, le emozioni di creatore e interprete.

Ci parli un po' di lei, del suo percorso, dei suoi modelli ispirativi, il suo primo pianoforte... 

La musica è tutta la mia vita. Sembra una frase scontata ma non è così. La musica permea, da quando ero piccolina, tutta la mia esistenza. Ho iniziato ad amare la musica fin dall'età di 4 anni ascoltando mio nonno che suonava la fisarmonica. Non era musicista, non conosceva le note, ma raramente ho visto suonare quel meraviglioso strumento come lui. Musica popolare siciliana, canti del folklore della trinacria. Mia madre mi ha subito iscritta a pianoforte. Ogni volta che toccavo quei grandi tasti bianchi ero così emozionata, coinvolta, non riuscivo a staccarmi. Con i primi risparmi di una coppia sposata da solo un anno, i miei genitori mi hanno acquistato un pianoforte verticale usato.

Ho svolto tutti gli studi in un'Accademia pianistica, con il Maestro Ugo Marino poi il Maestro Vincenzo Balzani, facendo il percorso classico che fanno tutti quelli che iniziano a studiare uno strumento musicale in modo serio, col sogno di diventare un pianista. Mi sono diplomata Presso il Conservatorio F. E. Dall'Abaco di Verona e poi a Milano al conservatorio G. Verdi.

Convinta che un musicista deve avere una formazione, la più completa possibile, mi sono iscritta a composizione e direzione d'orchestra e nel frattempo frequentavo musicologia al DAMS di Bologna, dove ho conseguito la laurea con una tesi analitica sul mio insegnante di composizione del conservatorio G. Niccolini di Piacenza, Carlo Alessandro Landini, tesi che si è subito dopo trasformata in un libro che ho pubblicato con l'edizione Rugginenti - Il tempo della Musica. Le Sonate per pianoforte di Carlo Alessandro Landini.

Contemporaneamente ho conseguito il Diploma triennale presso l'Accademia Pianistica Internazionale di Imola con il Maestro Pier Narciso Masi. Molti Concorsi nazionali e internazionali vinti, sono stati fondamentali per la mia crescita artistica e la conoscenza del mondo musicale che mi circondava. Poi tanti e tanti concerti, in Italia e all'estero, più suonavo e più volevo esibirmi. Prossimamente, ho altre 4 produzioni a cui sto lavorando che entro l'anno spero di poter portare a termine.

Che rapporto intrattiene con il pianoforte?

Chi mi vede e mi sente suonare dice che divento un tutt'uno con il pianoforte, che mi faccio completamente avvolgere dal suo suono, dalla sua energia. Sì, dopo una normale emozione, direi paura di sbagliare, di non piacere, mi controllo da un lato per lasciarmi andare sull'onda delle emozioni, e penso solo a ciò che voglio comunicare con le mie dita, con il mio cuore. Tutto ciò che mi circonda passa in secondo piano, o meglio, fa da sfondo. C'è, e deve esserci, non si può far finta che non ci sia nessuno attorno a te. Guai a chi non si emoziona. Fa la differenza con l'artista. La musica crea artisti non macchine. Certo le ore di studio, il ripetere meccanicamente, tante volte un passaggio che non ti viene, è un lavoro duro, lungo e faticoso, ma il risultato ne vale la pena. Dare un'anima e un corpo a quei piccoli segni neri su un foglio bianco è una magia.

Inoltre, è fondamentale per me il coinvolgimento delle varie arti. Musica e pittura in questo disco sono una cosa sola. Le sfumature dei suoni rappresentano la tavolozza della musica. Lavoro da anni con il teatro, ho composto musiche di scena per due spettacoli di Roberto Piumini; porto in scena da diversi anni La Bottega Fantastica, musiche di G. Rossini, uno spettacolo per bambini con pianoforte, marionette e pupazzi con la regia di Alessandro Ferrara in veste anche di attore.

Dietro ad ogni brano c'è una storia, un testo poetico, quindi sovente mi trovo ad arricchire, attraverso la Associazione - Polimnia Cultura - di cui sono presidente dal 2010, a eventi letterari di poeti e scrittori.

Dietro a un quadro, ad una scultura, ad un testo, ad un movimento sulla scena, c'è la musica.

La musica è vita, anima il mondo, racchiude tutte le altre arti, crea forti emozioni e io vivo intensamente ognuna di queste vibrazioni, e quel meraviglioso strumento che si chiama pianoforte è la mia anima.


Che cosa si augura che si possa provare e comprendere dopo l'ascolto di Immagini?

IMMAGINI è la mia decima produzione, ma la prima come solista. E' prodotto dalla Pongo Edizioni di Fabio Bertin.

Per altri progetti ho collaborato con la TopRecords di Guido Palma e la Sheva Collection di Ermanno De Stefani.

Questo lavoro è un sogno che si realizza. Sento me stessa. Mi confronto solo con i miei pensieri, le mie emozioni.

Un percorso, quello da solista, che intendo continuare. Seguendo sempre l'inedito.

La musica classica che diventa attuale, sì, perché in fondo io sono una pianista classica, il pianoforte è lo specchio in cui vedo riflessa la mia anima. Con questo album spero di arrivare al cuore delle persone, riuscire a tramettere e a far vivere l'immagine che con le note ho cercato di raccontare. I brani sono veramente molto diversi l'uno dall'altro. Del resto anche la provenienza artistica di ciascuno di essi, è varia. Due direttori d'orchestra, Adriano Bassi e Maurizio Dones, un violinista, Gianfranco Messina, un chitarrista Leonardo Laddaga, si alternano ad un cantautore Emanuele De Francesco, a un giovane trombettista Marco Maiello, ad un compositore contemporaneo che con il suo brano atonale rende l'atmosfera del disco impalpabile, un contrabbassista che compone musiche da film Luciano D'Addetta e infine un pianista che realizza la sua anima di artista componendo brani per il teatro, Ugo Albion.


Se dovesse tradurre in Immagini questi tre elementi, a quale immagine li assocerebbe e perché? a) La sua concezione dell'arte b) l'attualità c) il prossimo futuro.

a) L'immagine del treno rappresenta bene la mia concezione dell'arte. Un viaggio tra le note, vagoni di emozioni. L'arte è in continuo movimento, crea, è sempre attuale ma non perde mai di vista il passato, perché le emozioni che si sono vissute possano esplorare il presente per poi svilupparsi al meglio nel futuro. Spero di poter far salire tante persone sul mio magico treno.

b) La nave, attualità. Siamo tutti imbarcati su una gigantesca nave che è la nostra vita. Il mare può essere molto calmo e quindi farci passare momenti sereni, ma ad un tratto, senza che noi ce ne accorgiamo, si agita e diventa tempestoso, ma la forza, l'ottimismo, la fiducia in noi stessi deve farci superare le inevitabili tempeste della vita.

c) Evanescenza. Il futuro è incerto. Lo immaginiamo, lo vediamo, speriamo sia sereno, felice. Riponiamo nel futuro tutte le nostre speranze, i nostri sogni, i nostri desideri. Le preoccupazioni e le paure ci turbano, ci terrorizzano, ma infondo il bello della vita è anche questo. Un continuo variare d'intensità, di altezze, timbri, e durate. Giovanni Zambito.

TRACKLIST “IMMAGINI”

1- Romantique (Ugo Albion)

2- Evanescenza (Adriano Bassi)

3- Wieder (Daniele Bertoldin)

4- Immagini (Luciano D’Addetta)

5- La nave (Luciano D’Addetta)

6 -Treno nella notte (Emanuele De Francesco)

7 - Piccolo notturno (Maurizio Dones)

8- Teorica Mente (Leonardo Laddaga)

9- La lacrima sul pianoforte (Marco Maiello)

10- Risonanze: Vento divorano (Gianfranco Messina)

CHI È ANTONIETTA INCARDONA

Pianista e concertista di chiara fama, Antonietta Incardona si laurea in pianoforte con il massimo dei voti a Milano presso il Conservatorio G. Verdi, sotto la guida del M. Vincenzo Balzani. Studia composizione con il M. Carlo Alessandro Landini e direzione d’orchestra con i Maestri Attilio Martignoni e Fabrizio Dorsi, per poi laurearsi in musicologia al DAMS di Bologna.

Nel 2001 pubblica con l’editore Rugginenti “Il Tempo della musica. Le sonate per pianoforte di Carlo Alessandro Landini”.

Consegue il diploma accademico triennale in Musica da Camera con il M.° Pier Narciso Masi presso l’Accademia Pianistica Internazionale di Imola. Effettua diverse registrazioni televisive, tra cui Rai 3, radiofoniche ed incisioni con brani di autori contemporanei. Ha inciso per la Pongo edizioni, la TopRecords e la Sheva Collection.

Vincitrice di numerosi concorsi nazionali e internazionali, si è esibita in importanti sale e teatri italiani, in sale concertistiche in Francia, Austria, Svizzera, Germania, Polonia, Moldavia, Romania.

Nell’agosto 2010 ha inciso un brano di Saint-Saens per il coreografo del Teatro Alla Scala di Milano Noah Gelber. Dallo stesso anno è presidente della Polimnia Associazione Culturale con sede a Milano e Ozzero (Mi).

È direttore della Rassegna dedicata al compositore milanese Felice Lattuada, che si tiene da 9 anni a Morimondo (Mi) e dell’annesso Concorso Internazionale di Canto Lirico. Direttore artistico della Rassegna Concertistica Francesca Nava D’Adda a Ozzero (Mi), MusicArte Aperitivi in Borgo a Morimondo (Mi), della Stagione Museo in Musica presso il Museo F. Messina e il museo Casa Boschi di Milano con il patrocinio del Comune stesso e dei Concerti in Cascina a Km 0 della zona sud-ovest di Milano, della Festa Internazionale della Musica di Morimondo (Mi)

È Direttore Artistico dell’evento “This time for you” dedicato a Michael Jackson che si è tenuto nel 2010 e nel 2011 al Teatro Fraschini di Pavia e della terza edizione che si è tenuta il 27 settembre 2014 al Teatro Nuovo di Milano.

Docente di ruolo di musica presso la scuola secondaria di I grado di Valleambrosia a Rozzano (Mi).

Dalla primavera 2019 collabora stabilmente sia come solista sia in organico d’orchestra, con il M°. M. Tambara e l’Orchestra Filarmonica dei Navigli, con cui ha eseguito il Concerto K466 di Mozart e il Primo Concerto per pianoforte e orchestra di Beethoven.

ANTONIETTA INCARDONA SUI SOCIAL

Facebook: www.facebook.com/polimnia.cultura

Instagram: www.instagram.com/antoniettaincardona/

sito: www.polimniacultura.com/

 


Fattitaliani

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