Emanuela Marra, book blogger e scrittrice: Mi piace cercare la bellezza in ogni cosa. L'intervista

Fattitaliani

 



Leggere un libro è come viaggiare, vivere tante vite diverse dalla tua dove un po’ fai parte anche tu … in un libro troviamo sempre dettagli e caratteristiche dello scrittore e ricerchiamo invece qualcosa che ci accomuni con i personaggi, che ci faccia riconoscere nella storia … non potrei vivere senza leggere, la lettura apre la mente, e ti fa scoprire sempre qualcosa di nuovo.» Emanuela Marra.

Ciao Emanuela, benvenuta e grazie per aver accettato il nostro invito. Come ti vuoi presentare ai nostri lettori che volessero sapere di te quale book blogger e scrittrice?

Buongiorno Andrea, intanto grazie per avermi invitata a fare questa intervista. Sono Emanuela Marra, book blogger da inizio 2020 e scrittrice da sempre, ufficialmente dal 2019. Il blog che gestisco si chiama “Sognando di scrivere”, come anticipato sopra è un sito giovane, creato interamente da me con pazienza e dedizione e non poco timore. Come scrittrice invece posso dire che mi è sempre piaciuto scrivere, ho però deciso di buttarmi in questo mondo stupendo ed intricato degli autori solo qualche anno fa e me ne rammarico.

Chi è invece Emanuela Donna al di là della sua passione per la scrittura, per la letteratura e la lettura? Cosa puoi raccontarci della tua quotidianità?

Emanuela al di fuori del mondo scritto è una moglie, una mamma di due figli adolescenti che amo immensamente e una lavoratrice full time. Lavoro presso uno studio d’ingegneria come progettista meccanico. Tendo ad essere molto ordinata e programmatrice per quanto riguarda la scrittura e il blog, mentre nella vita quotidiana lo sono molto meno, è una corsa contro il tempo ogni giorno. Il momento migliore della giornata è la sera, quando riesco a sedermi sul divano ed aprire il libro del momento facendomi travolgere e trasportare dove l’autore vuole condurmi. Amo molto viaggiare e devo ammettere di aver già visitato molti luoghi nel mondo in cui sarei voluta andare, mi ritengo molto fortunata per questo.

Qual è il tuo percorso accademico, formativo, professionale ed esperienziale che hai seguito e che ti ha portato a fare quello che fai oggi nel vestire i panni di book blogger e scrittrice?

Il percorso di studi che ho intrapreso inizialmente non è collegato alla scrittura, mi sono interessata in un secondo momento ed ho seguito molti corsi di scrittura, editing, correzione bozze e gestione di blog, che mi hanno portato fino ad oggi. Anzi anche in questo momento sto seguendo un corso di scrittura avanzato, sono fermamente convinta che nella vita ci sia sempre qualcosa di nuovo da imparare e di cui far tesoro.

Come nasce la tua passione per scrittura e per i libri? Chi sono stati i tuoi maestri e quali gli autori che da questo punto di vista ti hanno segnato e insegnato a svolgere bene la attività?

La mia passione per la scrittura nasce in realtà dalla lettura, ho iniziato a leggere fin da subito, ricordo perfettamente il primo vero libro che ho avuto il piacere di sfogliare, l’ho divorato, era Pattini d’argento di Mary Mapes Dodge, e di seguito un sacco di altri classici per ragazzi come “Cuore”, “Il richiamo della foresta”, “Giro del mondo in ottanta giorni” e molti altri. Ogni volta che leggevo mi piaceva inventare storie parallele dei protagonisti. Adoravo anche scrivere le favole e leggerle alle bambole che erano sempre molto attente. Mia madre conserva ancora i quaderni dove scrivevo i racconti di fantasia. Crescendo sono rimasta una forte lettrice (sono fermamente innamorata di Jane Austen) e qualche anno fa ho ripreso in mano anche la scrittura, ho sentito la necessità di farlo, la sola lettura non mi bastava più, così è ripreso il percorso che tutt’ora sto seguendo e che amo.

Parlaci del tuo Book Blog “Sognando di scrivere”. Come nasce, qual è l’idea di partenza, quali gli obiettivi che ti sei posta, quali i risultati ottenuti, quali successi e quali i fallimenti che hai vissuto? Insomma, raccontaci di questa bella esperienza social, delle cose positive e di quelle che invece pensi di dover migliorare nel tempo alla luce dell’esperienza accumulata da quando hai creato il tuo blog.

Sognando di Scrivere è nato all’inizio del 2020 quando mi sono concretamente addentrata nel mondo della scrittura e di conseguenza dell’editoria e di tutto quello che circonda questo mondo. Ho toccato con mano quanto sia difficile per uno scrittore farsi conoscere e portare alla luce i suoi scritti, così è nata questa idea.

Dopo qualche ricerca mi sono creata un account su WordPress ed è iniziata l’avventura. L’idea era quella di dare visibilità, nel mio piccolo, agli scrittori emergenti, molti di loro sono talentuosi eppure non riescono a trovare lo spazio che meritano in questo mondo. Sono partita con le semplici recensioni, per poi ampliarlo con cover reveal, segnalazioni ed interviste. Attualmente collaboro anche con diverse case editrici per seguire l’intero percorso con i loro scrittori. Quando è partito il blog non avevo molta visibilità, devo ammettere che mi sono sentita impotente, poi con il tempo le cose sono migliorate fino ad oggi che devo ammettere essere molto soddisfatta di quello che faccio. Ormai oltre al blog divulgo gli articoli anche sulla maggior parte dei social. Gestire un Blog è molto impegnativo, necessita di una costante attenzione, diciamo pure quotidiana. In questo percorso devo anche ringraziare di aver conosciuto delle persone con cui attualmente collaboro in altre pagine oltre alla mia che mi danno sostegno e soddisfazione.


Ci parli del tuo libro, “E a Natale arrivi tu”? Come nasce, qual è l’ispirazione che l’ha generato, quale il messaggio che vuoi che arrivi al lettore, quale le storia che ci racconti senza ovviamente fare spoiler?

E a Natale arrivi tu” è stata la mia prima soddisfazione letteraria. Questa raccolta di racconti natalizi di genere Rosa è nata grazie ad un Concorso edito da Land Editore. Ho letto le indicazioni ed ho deciso di partecipare con il racconto “Un magico presepe scintillante”, ambientato in Canada, ovviamente a Natale, in cui la protagonista, una giovane giornalista, si trova a dover fare un articolo ad uno pseudo artista, sconosciuto al mondo che scolpisce presepi di ghiaccio, rinunciando per volere del suo capo ad un viaggio alle Maldive. Mi sono sentita subito ispirata e con mio grande stupore quando è uscita la classifica ero fra i primi cinque scrittori arrivati. La gioia è stata immensa! In quel momento ero alle prese con il mio primo romanzo che uscirà entro l’anno in corso pubblicato sempre da Land Editore. Giusto qualche settimana fa ho scoperto di essere rientrata anche in una seconda raccolta, sempre scaturita da un concorso letterario, edito questa volta da Pav Edizioni, “Come non uccidere l’amore”, con il racconto “A volte l’amore ha il pelo”, che è stato pubblicato il 14 febbraio 2022. Inutile dire quanto sia felice di questi risultati.

Chi sono i destinatari che hai immaginato mentre lo scrivevi?

In realtà immaginavo di leggerlo a me stessa e mi sono chiesta se sarebbe potuto piacere anche ad altre persone e la risposta è stata “credo di sì”. “Un magico presepe scintillante”, contenuto nella raccolta “E a Natale arrivi tu”, è ironico e contiene quella giusta dose d’amore per strapparti una risata a cuor leggero. Così vale anche per il secondo racconto e per il mio romanzo ancora in divenire. Ho capito che la componente ironica deve sempre essere presente nei miei scritti, devono far sorridere e suscitare una serie di emozioni diverse in chi legge.

Una domanda difficile, Emanuela: perché i nostri lettori dovrebbero comprare “E a Natale arrivi tu”? Prova a incuriosirli perché vadano in libreria o nei portali online per acquistarlo.

Bella domanda, perché trovo che sia una raccolta che strappa un sorriso e ti porta dentro alla magia del Natale, inoltre contiene il mio racconto e questo dovrebbe essere sufficiente. A parte gli scherzi entrambi i miei racconti editi nelle due raccolte creano spensieratezza nel lettore e quando si è stanchi dal lavoro e dalle giornate intense, cosa ci può essere di più bello di una lettura rilassante che ti fa sorridere?

C’è qualcuno che vuoi ringraziare che ti ha aiutato a realizzare questa opera letteraria? Se sì, chi sono queste persone e perché le ringrazi pubblicamente?

Assolutamente sì, in primis mia figlia che mi ha spronato a riprendere in mano la penna e che legge ogni riga che scrivo. Mia zia Silvia che disturbo ogni volta che un’idea mi passa per la testa e che traduco in parole, con lei Franca una sua cara amica che legge con piacere ogni mio nuovo scritto. Tendo a non divulgare molto quello che creo, loro però sono diventate i miei punti di riferimento. Ringrazio Land Editore per avermi fatto il regalo più gradito del 2022, Pav Edizioni e tutti coloro che avranno il piacere di leggermi e ultimo ma non per importanza, Andrea Giostra per questa bellissima intervista.

«… mi sono trovato più volte a riflettere sul concetto di bellezza, e mi sono accorto che potrei benissimo (…) ripetere in proposito quanto rispondeva Agostino alla domanda su cosa fosse il tempo: “Se nessuno me lo chiede, lo so; se voglio spiegarlo a chi me lo chiede, non lo so.”» (Umberto Eco, “La bellezza”, GEDI gruppo editoriale ed., 2021, pp. 5-6). Per te cos’è la bellezza? La bellezza letteraria e della scrittura in particolare, la bellezza nell’arte, nella cultura, nella conoscenza… Prova a definire la bellezza dal tuo punto di vista. Come si fa a riconoscere la bellezza secondo te?

La bellezza è qualsiasi cosa che per noi è piacevole, quell'elemento che può essere un quadro, un libro, un luogo, un tramonto che ci riempia gli occhi e la mente di meraviglia. Mi piace cercare la bellezza in ogni cosa e mi piace goderne appieno finché ne posso trarre beneficio. Posso rimanere ore sdraiata su di un prato verde ammirando il cielo e le nuvole che si rincorrono, un’ape che impollina un fiore. Tutto guardato dalla giusta ottica può essere bellezza!

«Appartengo a quella categoria di persone che ritiene che ogni azione debba essere portata a termine. Non mi sono mai chiesto se dovevo affrontare o no un certo problema, ma solo come affrontarlo.» (Giovanni Falcone, “Cose di cosa nostra”, VII ed., Rizzoli libri spa, Milano, 2016, p. 25 | I edizione 1991). Tu a quale categoria di persone appartieni, volendo rimanere nelle parole di Giovanni Falcone? Sei una persona che punta un obiettivo e cerca in tutti i modi di raggiungerlo con determinazione e impegno, oppure pensi che conti molto il fato e la fortuna per avere successo nella vita e nelle cose che si fanno, al di là dei talenti posseduti e dell’impegno e della disciplina che mettiamo in quello che facciamo?

Faccio sicuramente parte della prima categoria, sono una persona molto caparbia e se voglio qualcosa, il modo per ottenerla lo trovo, non importa quanto tempo io ci metta, ma arrivo all’obiettivo. Mi piace fare le cose con consapevolezza, essendo a conoscenza di buona parte del progetto ancora prima di iniziarlo, non mi butto alla cieca, devo studiare, capire e fare ricerche. Ci vuole anche un pizzico di fortuna nella vita, ma la base te la devi creare e soprattutto ci devi credere se vuoi raggiungere il punto che ti sei prefissata.

«La lettura di buoni libri è una conversazione con i migliori uomini dei secoli passati che ne sono stati gli autori, anzi come una conversazione meditata, nella quale essi ci rivelano i loro pensieri migliori» (René Descartes in “Il discorso del metodo”, Leida, 1637). Qualche secolo dopo Marcel Proust dice invece che: «La lettura, al contrario della conversazione, consiste, per ciascuno di noi, nel ricevere un pensiero nella solitudine, continuando cioè a godere dei poteri intellettuali che abbiamo quando siamo soli con noi stessi e che invece la conversazione vanifica, a poter essere stimolati, a lavorare su noi stessi nel pieno possesso delle nostre facoltà spirituali. (…) Ogni lettore, quando legge, legge sé stesso. L’opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in sé stesso.» (Marcel Proust, in “Sur la lecture”, pubblicato su “La Renaissance Latine”, 15 giugno 1905 | In italiano, Marcel Proust, “Del piacere di leggere”, Passigli ed., Firenze-Antella, 1998, p.30). Tu cosa ne pensi in proposito? Cos’è oggi leggere un libro? È davvero una conversazione con chi lo ha scritto, come dice Cartesio, oppure è “ricevere un pensiero nella solitudine”, ovvero, “leggere sé stessi” come dice Proust? Dicci il tuo pensiero…

Leggere un libro è come viaggiare, vivere tante vite diverse dalla tua dove un po’ fai parte anche tu. Dal mio punto di vista entrambi gli scrittori avevano ragione perché in un libro troviamo sempre dettagli e caratteristiche dello scrittore e ricerchiamo invece qualcosa che ci accomuni con i personaggi, che ci faccia riconoscere nella storia. Posso solo dire che non potrei vivere senza leggere, la lettura apre la mente, e ti fa scoprire sempre qualcosa di nuovo.

«Non mi preoccupo di cosa sia o meno una poesia, di cosa sia un romanzo. Li scrivo e basta… i casi sono due: o funzionano o non funzionano. Non sono preoccupato con: “Questa è una poesia, questo è un romanzo, questa è una scarpa, questo è un guanto”. Lo butto giù e questo è quanto. Io la penso così.» (Ben Pleasants, The Free Press Symposium: Conversations with Charles Bukowski, “Los Angeles Free Press”, October 31-November 6, 1975, pp. 14-16.) Secondo te perché un romanzo, un libro, una raccolta di poesie abbia successo è più importante la storia (quello che si narra) o come è scritta (il linguaggio utilizzato più o meno originale, armonico, musicale, accattivante per chi legge), volendo rimanere nel concetto di Bukowski?

Ci deve essere il giusto connubio fra le due cose, deve esserci una storia interessante e deve essere scritta bene. Qui posso mettere in gioco la mia esperienza di book blogger, ho letto libri meravigliosi, dove la storia non era banale, ben scritti e studiati eppure con pochi lettori all’attivo, altri invece quotatissimi che ho trovato privi di anima, con una scrittura frettolosa e nemmeno troppo intriganti. Ovviamente il gusto personale la fa da padrone, eppure c’è ancora molta discriminazione nei lettori, alcuni si rifiutano addirittura di leggere scrittori emergenti, non sapendo quanta bellezza possono trovare nei loro scritti. Io sono letteralmente onnivora in fatto di letture, e se un libro è bello lo è a prescindere dal fatto che lo scrittore sia famoso o meno.

«Io vivo in una specie di fornace di affetti, amori, desideri, invenzioni, creazioni, attività e sogni. Non posso descrivere la mia vita in base ai fatti perché l’estasi non risiede nei fatti, in quello che succede o in quello che faccio, ma in ciò che viene suscitato in me e in ciò che viene creato grazie a tutto questo… Quello che voglio dire è che vivo una realtà al tempo stesso fisica e metafisica…» (Anaïs Nin, “Fuoco” in “Diari d’amore” terzo volume, 1986). Cosa pensi di queste parole della grandissima scrittrice Anaïs Nin? E quanto l’amore e i sentimenti così poderosi sono importanti per te e incidono nella tua scrittura, nella tua arte e nel tuo lavoro?

Penso che la grande Anaïs Nin abbia ragione, non può esistere una vita senza amore. Mi definisco “Rosa” nel profondo, l’amore fa parte della mia vita, e anche della mia scrittura. Non posso scrivere nulla che non contenga “amore”, che sia fra due persone, per un animale o in senso lato, ma deve essere presente. L’amore è quel sentimento che ti fa vedere la vita con più serenità, che ti può portare in cima al mondo se solo lo si sa accettare e soprattutto trovare nella nostra quotidianità.

«Lasciate che vi dia un suggerimento pratico: la letteratura, la vera letteratura, non dev’essere ingurgitata come una sorta di pozione che può far bene al cuore o al cervello – il cervello, lo stomaco dell’anima. La letteratura dev’essere presa e fatta a pezzetti, sminuzzata, schiacciata – allora il suo squisito aroma lo si potrà fiutare nell’incavo del palmo della mano, la potrete sgranocchiare e rollare sulla lingua con gusto; allora, e solo allora, il suo sapore raro sarà apprezzato per il suo autentico calore e le parti spezzate e schiacciate si ricomporranno nella vostra mente e schiuderanno la bellezza di un’unità alla quale voi avrete dato qualcosa del vostro stesso sangue» (Vladimir Nabokov, “Lezioni di letteratura russa”, Adelphi ed., Milano, 2021). Cosa ne pensi delle parole di Nabokov a proposito della lettura? Come dev’essere letto un libro, secondo te, cercando di identificarsi liberamente con i protagonisti della storia, oppure, lasciarsi trascinare dalla scrittura, sminuzzarla nelle sue componenti, per poi riceverne una nuova e intima esperienza che poco ha a che fare con quella di chi l’ha scritta? Qual è la tua posizione in merito?

Un libro deve essere letto! Il tipo di lettura che facciamo dipende molto spesso anche dal nostro stato d’animo in quel preciso momento. Ci sono volte in cui ho semplicemente necessità di far andare la mente dove vuole lo scrittore, facendomi trasportare dalle sue parole e dalle sue idee, senza cercare altro, mentre ci sono libri che se predisposti nel modo giusto ti fanno entrare al loro interno facendoti diventare protagonista e facendoti perdere nelle loro sfaccettature.

In Italia ogni anno si pubblicano tra gli 80 e i 90 mila titoli di cui quasi il 60% sono novità, con le 1706 case editrici attive nel nostro Paese, e con circa 21 milioni di Italiani che dichiarano di leggere almeno un libro all’anno.

(dati ISTAT 2019:

https://www.istat.it/it/files//2021/01/REPORT_LIBRI-REV_def.pdf

Analisi dei dati ISTAT 2019 de “Il libraio.it” del 12 gennaio 2021:

https://www.illibraio.it/news/editoria/lettori-libri-italia-rapporto-istat-1395728/

Analisi dei dati ISTAT 2018 di “The Book Advisor” del 20 aprile 2020:

https://thebookadvisor.it/news/approfondimenti/quanti-libri-si-pubblicano-in-italia-e-in-quali-regioni-si-legge-di-piu/ )

La media ponderata di vendita di ogni nuovo titolo è di circa 50 copie, mentre chi legge effettivamente tutta l’opera letteraria acquistata non supera il 10%, il che vuol dire che delle 50 copie vendute solo 5 copie in media vengono effettivamente lette da chi acquista in libreria o nei distributori online. Partendo da questo dato numerico, che per certi versi fa impressione e ci dice chiaramente che in Italia non si legge o si legge poco e male, secondo te cosa si dovrebbe fare per migliorare questa situazione? In Italia cosa dovrebbero fare gli editori, gli scrittori, i critici letterari, i book blogger e tutti gli operatori di settore per far aumentare il numero dei lettori e degli appassionati ai racconti e alle storie da leggere?

Sono cifre impressionanti, e svilenti per noi scrittori. In Italia, purtroppo, si sta perdendo di vista la bellezza della lettura, i nostri stessi figli faticano a leggere. In primis dovremmo essere noi adulti ad insegnare alle nuove generazioni quanta bellezza ci sia nella lettura, piena e completa, poi il resto verrebbe di conseguenza. La vita frenetica molte volte ci fa arrivare a sera sfiniti e l’idea di prendere in mano un libro molte volte viene meno, non a me che leggerei in qualsiasi momento della giornata, ma capisco che possa succedere. D’altro canto le case editrici e gli stessi scrittori dovrebbero trovare il modo di farsi spazio laddove c’è più richiesta, cercando di farsi conoscere anche al di fuori della, permettimi di dire, “on-line zone!” Essendo all’interno di questo meccanismo come scrittrice da un lato e come book blogger dall’altro, capisco quanto sia difficile il percorso di crescita, e quanto sia altrettanto difficile farsi conoscere ed emergere all’interno di una cerchia di scrittori bravi e capaci. Spero che il covid-19 inizi a lasciare un po’ di spazio alla normalità in modo che si possa ritornare in presenza a stringere mani e regalare sorrisi ai nostri lettori.

 

Se per un momento dovessi pensare alle persone che ti hanno dato una mano, che ti hanno aiutato significativamente nella tua vita professionale e umana, soprattutto nei momenti di difficoltà e di insicurezza che avrai vissuto, che sono state determinanti per le tue scelte professionali e di vita portandoti a prendere quelle decisioni che ti hanno condotto dove sei oggi, a realizzare i tuoi sogni, a chi penseresti? Chi sono queste persone che ti senti di ringraziare pubblicamente in questa intervista, e perché proprio loro?

Ringrazierei chiunque ha fatto parte della mia vita, perché ogni persona che si incontra ci lascia qualcosa e ci insegna a suo modo nozioni nuove. Ringrazio anche quelle che sono passate lasciando un segno negativo perché sono convinta che tutto faccia parte della propria crescita personale, soprattutto le brutte esperienze. E non per ultima me stessa, perché è anche grazie a me se sono arrivata dove volevo oggi.

 

Gli autori e i libri che secondo te andrebbero letti assolutamente quali sono? Consiglia ai nostri lettori almeno tre libri da leggere nei prossimi mesi dicendoci il motivo della tua scelta.

Il primo è sicuramente “Orgoglio e pregiudizio” della scrittrice inglese Jane Austen, perché è il mio preferito.

Il secondo è “Come vento ribelle” di Francesca Prandina, un romanzo storico di tutto rispetto.

Il terzo per volare con la fantasia “Scintilla” di Lidia Simonetti, un fantasy intriso di sentimenti.

Sono tutti e tre libri che ritengo possano lasciare al lettore qualcosa di meraviglioso.

 

Ti andrebbe di consigliare ai nostri lettori tre film da vedere? E perché secondo te proprio questi?

Per primo “La teoria del tutto”, ho adorato la forza del protagonista e della moglie che non ha mai rinunciato ad amarlo.

Come secondo “E’ stata la Mano di Dio” un’ode alla famiglia.

Terzo “Io prima di te”, un film d’amore che va oltre ad ogni possibile sentimento umano.

 

Ci parli dei tuoi imminenti e prossimi impegni culturali e professionali, dei tuoi lavori in corso di realizzazione? A cosa stai lavorando in questo momento? In cosa sei impegnata che puoi raccontarci?

Sono in attesa della pubblicazione del mio primo romanzo, un romance contemporaneo, che dovrebbe vedere la luce entro l’anno in corso con Land Editore e sono alle prese con la prima stesura del secondo, spero di riuscire a finirlo prima dell’estate.

 

Dove potranno seguirti i nostri lettori?

Potranno seguirmi sulle pagine social e sul mio blog.

 

Come vuoi concludere questa chiacchierata e cosa vuoi dire a chi leggerà questa breve intervista?

Vorrei ringraziare in primis Andrea Giostra che mi ha concesso questa meravigliosa intervista e tutti coloro che vorranno dedicare tempo a questa lettura, spero sia di vostro gradimento.

 

Emanuela Marra

https://www.facebook.com/manu1280

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https://www.instagram.com/emanuelamarrasognandodiscriver/

 

I libri:

Emanuela Marra e AA.VV., “E a Natale arrivi tu”, Land ed., Santena (TO), 2021

https://landeditore.it/ecommerce/prodotto/e-a-natale-arrivi-tu-preorder/

Emanuela Marra e Autori vari, “Come non uccidere l’amore”, Pav Edizioni, Pomezia (RM) 2022

https://pavedizioni.it/prodotto/come-non-uccidere-lamore-le-parole-di-chi-ama

 

Andrea Giostra

https://www.facebook.com/andreagiostrafilm/ 

https://andreagiostrafilm.blogspot.it 

https://www.youtube.com/channel/UCJvCBdZmn_o9bWQA1IuD0Pg

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