giovedì 25 novembre 2021

CREARE SCRIVERE PUBBLICARE

Ricordo come fosse oggi quando scrivevo senza sosta e sognavo di arrivare a pubblicare un libro. Passavo ore e giorni seduta alla scrivania tentando di scrivere, senza errori, con la mia vecchissima macchina da scrivere. Ogni tanto le dita stanche si inceppavano così come le lettere e passavo il resto del tempo a smacchiarle dalle macchie di inchiostro o di bianchetto. Bei tempi, ma anche desolazioni infinite perché compariva la solita domanda mentale: “chi leggerà mai quanto ho scritto?”.

Di primo acchito ciò che scrivevo mi sembrava bello e quando lo rileggevo  andavo orgogliosa del fatto che alcuni amici, leggendo delle mie pagine, si complimentassero, lasciandomi però il dubbio che lo facessero per assecondarmi.

Francamente devo riconoscere che furono coloro che sollevavano un sopracciglio soltanto lasciandomi intuire che non ero credibile come scrittrice, a esortarmi a continuare. Lo so, sono caparbia, ma ci sta; chi ha realizzato grandi sogni è chi non ha mai smesso di sognare.

E così, armata con la sola chiave del cassetto che si stava affollando dei miei fogli scritti e corretti, trascorrevano i giorni, i mesi e gli anni e io mi sentivo sempre più ricca.

Il mio tesoro, al sicuro nel buio del suo nascondiglio stava prendendo valore mentre apparentemente mi occupavo di far crescere la mia professionalità maturata in campo nutrizionale.

            […] So che corro il rischio di risultare noioso con il racconto di tutti questi particolari, ma ci sono almeno tre cose che non posso evitare di fare: osservare ogni cosa, studiare la geografia e l’antropologia, che per me sono inscindibili, e descrivere ciò che vedo: me lo insegnò mio nonno quando perse la vista. Mi chiese: "Elio, raccontami cosa vedi”.

La prima volta che accadde eravamo nel giardino della sua fattoria, di domenica, seduti su una panchina di legno scolorito mezza mangiata dal tempo; la nonna era in casa a cucinare, per terra c’era la ghiaia bollente, eravamo sotto un albero di albicocche mature, e dal punto in cui ci trovavamo si vedeva la finestra del soggiorno; non distante da noi c’era il gatto che dormiva.

Risposi al nonno: “Vedo il cielo, le nuvole, ci sono le mosche che volano, il gatto dorme.”

“Questo lo vedo anch’io” mi rispose il nonno mentendo.

“Raccontami cosa vedi tu” aggiunse.

Allora gli parlai di quanto brillanti fossero le aspre scaglie di ghiaia, gli descrissi le tonalità dei frutti maturi, contai il numero delle foglie gialle, delle farfalle che volavano lì intorno e gli parlai dei colori delle loro ali, del cerchio che compivano i loro voli.

Misurai tutto usando la geometria, e tracciai intorno al nonno una specie di mappa così precisa che avrebbe potuto orientarsi da solo senza il bastone che usava per evitare gli ostacoli. Il nonno ascoltava e sorrideva, anzi non sorrideva affatto, ma a me sembrava che fosse felice e questo mi bastava, mi faceva sentire unico, importante.

Tratto da Madagascar, un viaggio per liberare due cuori, di Caterina Civallero

            Anni dopo mi trovai alle prese con il mio nuovo romanzo e quasi per caso presero vita i miei corsi di scrittura alchemica, incontri che conduco online, finalizzati al miglioramento della propria modalità di scrittura e  alla sanazione degli stati d'animo disarmonici. Utilizzare la scrittura per gestire le emozioni è una tecnica che risale alla notte dei tempi e la profondità delle sue radici spinge gli inconsapevoli scrittori a compilare minuziosamente diari, taccuini e lettere con la chiara percezione che confidando alla carta le proprie pene esse si dissolveranno.

Ed è proprio così. Scrivendo avviene una magica trasformazione della realtà che permette di rielaborare il proprio vissuto: inseguire il bisogno di organizzare gli eventi agiti e subiti ci conduce a comprenderli in una nuova luce e a poterne modificare l'intensità; si tratta di un vero e proprio incantesimo dei sensi.


Caterina Civallero
si occupa di benessere da circa quarant'anni. Nutrizionista e Facilitatrice di Psicogenealogia Junghiana e ghostwriter, organizza corsi, seminari e percorsi individuali per lo sviluppo dell'autogestione consapevole. Scrive da anni su alcuni giornali online articoli, recensioni, storytelling. Gestisce il blog caterinacivallero.com e negli ultimi sei anni ha pubblicato, e co-pubblicato, dodici libri.