mercoledì 13 ottobre 2021

Whiteshark, due persone come tante con un sogno nel cassetto. L'intervista di Fattitaliani


WHITESHARK, il duo urban milanese, ha appena pubblicato “STAVOLTA NO”, il primo singolo del nuovo progetto discografico, con cui hanno deciso di guardare se stessi nel profondo dell’animo, allo scopo di evitare di ricommettere errori del passato, prendendo consapevolezza di ciò che vogliono. Fattitaliani li ha intervistati. 

Buongiorno ragazzi, benvenuti fra le pagine web di fattitaliani.it. Per cominciare, vi dareste una definizione per farvi conoscere meglio come persone dai nostri lettori?

Determinati.

Il nome d'arte sembra minaccioso... Perché questa scelta?

Whiteshark, lo squalo bianco è uno dei predatori più forti, non dorme mai e non si volta mai indietro, rispecchia la nostra filosofa con la quale inseguiamo i nostri obiettivi e viviamo la musica.

Vi piace artisticamente essere definiti e inquadrati come "urban"?

Siamo artisti molto versatili, in passato abbiamo sperimentato vari generi e nel percorso che verrà potrebbero definirci in tanti modi, quindi preferiamo non farci questo tipo di problema.

L’importante per noi è che arrivi il nostro messaggio e che la realtà Whiteshark cresca sempre di più.

Quanto il singolo "Stavolta no" rispecchia e riassume il vostro percorso?

Diciamo che più che riassumere il percorso introduce quello nuovo.

È il nostro biglietto da visita.

Che cosa vi piacerebbe che il pubblico cogliesse di voi dall'ascolto del brano?

Che siamo due persone come tante con un sogno nel cassetto e che nonostante infinite cadute e ostacoli da superare non è mai troppo tardi per lottare se quella determinata cosa la reputi realizzabile.

Non permettete a nessuno di guidare il vostro destino.

Parlate delle difficoltà e degli ostacoli da superare... Quanto l'ambiente circostante e il territorio possono influire su come affrontare i problemi?

Quando le cose non vanno come devono è fondamentale avere persone intorno positive che hanno la tua stessa visione delle cose. Se nel territorio semini male, il fiore non cresce, quindi il problema non lo risolvi. Bisogna essere molto astuti e attenti a selezionare le persone.

Nel vostro caso, la provincia milanese che cosa vi ha dato e che cosa vi ha tolto?

Ci ha dato la possibilità di avvicinarci a questo mondo che è la nostra vita, il problema è che in questo mondo di squali il cibo non basta per tutti e spesso rimane a digiuno chi non lo merita.