mercoledì 29 settembre 2021

SESSUALITÁ, MONOGAMIA E GENERAZIONI A CONFRONTO


Prima di sposarsi, di creare una famiglia e invecchiare insieme “all’unico e vero amore della vita”, spesso ai giovani d’oggi viene detto di dimenticarsi delle feste, delle avventure di una notte e dei rapporti poliamorosi. Questo contribuisce a dipingere il matrimonio come quel periodo della vita in cui finisce il divertimento e si impone la realtà della vita.

Nonostante questo, la cosiddetta Generazione Z (i giovani nati tra il 1997 e il 2015) è determinata a trovare “la persona giusta”. Ma quando gli under 24 pensano a “sistemarsi” vogliono fare le cose diversamente.

Secondo una recente indagine condotta da Ashley Madison, la piattaforma online con oltre 70 milioni di iscritti in tutto il mondo alla ricerca di love affaire extraconiugali,  è emerso che gli iscritti sotto i 24 anni sono alla ricerca della loro metà e credono nel “per sempre felici e contenti”, ma in modo diverso da come ci si potrebbe aspettare.

"Sembra che l'ultima generazione di nativi digitali stia riscrivendo le regole che la società ha stabilito tempo fa” - spiega Christoph Kraemer, Managing Director di Ashley Madison per l’Europa – “Sempre più spesso, stiamo riscontrando soprattutto da parte dei nostri utenti più giovani, il desiderio di ridisegnare secondo la propria visione ciò che significa vivere una vita di coppia”.

La maggior parte degli iscritti di Ashley Madison appartenenti alla Gen Z sono single e il 55% dichiara di non volersi sposare. Questo non significa però che non aspirino a un partner con cui impegnarsi per tutta la vita. Infatti, il 41% degli iscritti under 24 cerca una relazione monogama e il 59% si aspetta di avere un rapporto di totale esclusività con il proprio partner, quando incontrerà quello giusto.

Invece gli iscritti di Ashley Madison di età più matura si sono rivolti alla piattaforma per trovare un love affaire extraconiugale e divertimento a breve termine, dimostrando che ne hanno abbastanza della monogamia. Infatti il 49% di loro preferirebbe avere una relazione aperta (contro solo il 32% degli iscritti della Gen Z). Ma è credere nella pratica della monogamia in sé a trattenerli nella relazione con il partner primario oppure li vincola il certificato di matrimonio che hanno firmato ormai da tanto tempo? La visione dei giovani di oggi è piuttosto chiara: incolpano il vincolo contrattuale dell’unione. 

"I ragazzi che appartengono alla Generazione Z sono molto più pratici e concreti di quanto possiamo immaginare. Non sono poco romantici ma, semplicemente, non vedono nel matrimonio il coronamento di un sogno d’amore. È più probabile che per questi ragazzi il matrimonio sia, piuttosto, una formalità burocratica che toglie poesia invece di aggiungerla. Toglie anche libertà. La libertà di scegliersi ogni giorno o di decidere di andare serenamente ognuno per la propria strada quando le cose non funzionano più - Commenta la psicologa Marinella Cozzolino, Presidente dell’Associazione Italiana di sessuologia - Di contro, le persone più mature ritengono difficile separarsi spesso per questioni economiche o sociali; in alcuni contesti separarsi è ancora considerato una vergogna. Per sopportare quindi un matrimonio infelice trovano con Ashley Madison la possibilità di compensare con un love affaire extraconiugale in modo completamente discreto”. Conclude la sessuologa”.

Monogamia e Gen Z

Il 45% degli iscritti appartenenti alla Gen Z afferma che la monogamia è, per loro, la tipologia di relazione ideale, mentre solo il 33% degli iscritti più maturi è dello stesso parere. A cosa va imputata questa discordanza di pensiero? 

Probabilmente il tempo e l'esperienza vissuti all'interno di un matrimonio o di un'unione monogama hanno determinato un'opinione negativa su questo tipo di relazione. Mentre gli under 24 pensano concretamente all'esclusività romantica, le generazioni più mature sono amareggiate per aver scoperto che il matrimonio non è la favola perfetta per cui si sono impegnati a vita.


i vantaggi della monogamia secondo la Gen Z

Stabilità finanziaria

64% (rispetto al 51% degli iscritti più maturi)

Vita famigliare più stabile

59% (rispetto al 64% degli iscritti più maturi)

Legame di coppia più forte

50% (rispetto al 51% degli iscritti più maturi)

Invecchiare con qualcuno

45% (rispetto al 48% degli iscritti più maturi)

Essere allineati con le aspettative della società

36% (rispetto al 46% degli iscritti più maturi)

 

Svantaggi della monogamia secondo gli iscritti più maturi

Essere annoiati dal partner

64% (rispetto al 41% degli iscritti della Gen Z)  

Libertà limitata

62% (rispetto al 45% degli iscritti della Gen Z)

Riduzione dell'attrazione verso il partner nel corso del tempo

58% (rispetto al 41% degli iscritti della Gen Z)

Dipendenza fisica dal partner

49% (rispetto al 36% degli iscritti della Gen Z)

Rischio di divorzio

44% (rispetto al 45% degli iscritti della Gen Z)

Vale veramente il detto “più sono, meglio è”?

Dopo diversi anni di matrimonio monogamo, gli iscritti più maturi di Ashley Madison hanno cominciato ad apprezzare l'idea di relazioni aperte o poliamorose. Il 71% preferirebbe, infatti, una relazione più fluida rispetto a quella monogama, facendo leva su tre principali benefici: nuove esperienze eccitanti, meno pressione sul coniuge, più libertà di esprimersi.

Ma i più giovani non la pensano così!

Secondo la Gen Z, quando si tratta di non-monogamia consensuale, i rischi superano i benefici: sono più preoccupati della gelosia (77%), del dolore emotivo (50%) e dei problemi di autostima (41%) che potrebbero derivare dall'avere più partner.

Nonostante la loro fascia d’età sia storicamente intesa come il periodo della vita più adatto alle relazioni occasionali senza alcun interesse per la stabilità, sembra che per gli appartenenti alla Gen Z una situazione “esclusiva e definitiva” sia più attraente. Chi lo avrebbe mai detto?

Si direbbe che tra i giovanissimi il matrimonio sia del tutto fuori moda, mentre la monogamia sia “super in”; la Generazione Z potrebbe quindi aver scoperto il segreto per una relazione duratura? Forse ripeteremo questo sondaggio tra 10 anni per vedere se ha cambiato idea...