venerdì 20 agosto 2021

Stefano Dambruoso: "DALL'AFGHANISTAN ARRIVERANNO GLI INTEGRALISTI CHE POSSONO RIACCENDERE LE CELLULE SOPITE"

“I talebani buoni sono durati mezzora, già oggi vediamo quelli che conoscevamo. Ora c’è pericolo di un terrorismo che rinasce perché l’immigrazione incontrollata che arriva dall’Africa porta con i barconi in Europa gente affamata, dall’Afghanistan c’è il rischio che arrivino i fondamentalisti e si possano riaccendere cellule terroristiche che credevamo sopite”.

Stefano Dambruoso, magistrato della Procura di Bologna, è uno dei massimi esperti di terrorismo, sin dai tempi dell’11 settembre. Il suo arrivo al talk show in cartellone a “Gli Incontri del Principe” al Grand Hotel Principe di Piemonte di Viareggio doveva essere un punto sulla situazione a vent’anni dagli attentati alle Torri Gemelle. In realtà il suo incontro ha avuto al centro temi diventati in queste ore di scottante attualità dopo la caduta del governo democratico e il caos a Kabul dove si vive un dramma di dimensioni colossali.

E le prospettive, come sottolineato da Dambruoso che ha risposto alle domande del conduttore Stefano Zurlo, inviato speciale de “Il Giornale”, non sono per niente incoraggianti.

“Gli americani hanno vissuto il dopo 11 settembre come una sorta di rivincita culminata con l’eliminazione di Bin Laden. Da Obama a Biden, passando per Trump, c’era la volontà di un disimpegno dopo che in Afghanistan grazie anche alla presenza dei contingenti europei erano stati compiuti importantissimi passi in avanti, soprattutto per l’inserimento delle donne nella vita pubblica afgana. Ora è arrivato un governo totalitario non incline a riconoscere i diritti, dopo una ritirata dagli americani che è stata veramente imbarazzante. Mi chiedete se c’è un rischio di maggiore diffusione del terrorismo in Europa? Nell’immediato penso di no, c’è purtroppo la possibilità di un rafforzamento del fondamentalismo”.

“Il flusso criminogeno che aumenterà – spiega ancora Dambruoso – riguarderà soprattutto il traffico di essere umani e degli oppiacei. Sarà compito delle intelligence europee controllare che questi nuovi arrivi non diano più forza a quei ‘lupi solitari’ che in Europa hanno colpito in Francia, in Belgio, in Austria con i fatti drammatici che abbiamo visto in questi anni. I “lupi solitari” spesso sono figli della prima generazione che è arrivata in Europa per lavorare, sono giovani che non si sono integrati e che hanno espresso il loro disagio sposando il fondamentalismo che con l’arrivo dinqueste nuove presenze in fuga da Kabul può trovare una nuova linfa”.

Insomma, una stagione che sembrava chiusa ora può drammaticamente riaprirsi”. “Al Qaeda e Isis – ha detto Dambruoso –sono in contrapposizione con i talebani. Ma il vero pericolo che corre tutto il mondo è che la galassia musulmana si riconosca in un leader che vuole unificare tutte queste anime. La storia ci insegna questo”. Il crollo dell’Afghanistan democratico ha portato alla luce anche un’altra strategia sbagliata a livello di prevenzione. “Fino a due settimane fa – ha detto il magistrato – si temevano soprattutto gli attacchi di cyber terrorismo, obiettivo proprio dei mondi che combattono l’Occidente. Ora torna l’incubo jihadistico che va attentamente controllato dalle intelligence italiane ed europee e questa sarà la vera sfida da vincere”.

Foto: STUDIO FOTOGRAFICO FRAME PHOTO LAB DI NICCODEMI & VOLPE