domenica 6 giugno 2021

RAVENNA, I VESPRI DANTESCHI A S. FRANCESCO: SI PARTE DA DANTE E I TROVATORI

Lunedì 7 e martedì 8 giugno, alle 19.30 il primo dei sette appuntamenti della rassegna.

I Vespri si tingono di rosso Dante: Ravenna Festival rinnova la rassegna che ha conquistato il cuore del pubblico con un’edizione speciale interamente dedicata al Poeta, parte di quella costellazione di eventi che compongono l’omaggio del Festival per il VII centenario. Dal 7 al 13 giugno e dal 7 al 13 luglio, i Vespri diventano danteschi nella Basilica di S. Francesco, che quest’anno si sostituisce a San Vitale nell’accogliere gli appuntamenti. Lunedì 7 e martedì 8 giugno, alle 19.30, la “chiesa di Dante” – fu qui che se ne svolsero i funerali nel 1321 – vedrà Enea Sorini e Peppe Frana seguire il fil rouge che unisce il Poeta alla tradizione trobadorica provenzale con il programma Dante e i trovatori. L’uno per voce, salterio e percussioni, l’altro armato di oud e quinterna, Sorini e Frana esploreranno il repertorio dell’amore cortese, quel repertorio di fronte al quale Dante, diviso fra giudizio estetico e giudizio morale, decise di immaginare il proprio incontro con Arnaut Daniel nella settima cornice del Purgatorio. Come per tutti gli appuntamenti dei Vespri danteschi il costo del biglietto è 1 Euro.

 

“Fu miglior fabbro del parlar materno,” afferma Guido Guinizzelli nell’introdurre il trovatore Arnaut nel XXVI canto del Purgatorio. Quell’incontro – accanto ai riferimenti a Guiraut de Bornehl, Folquet de Marselha e altri nel Convivio e nel De vulgari eloquentia e a più ambigui echi, come la presunta citazione di Bernart de Ventadorn nel canto XX del Paradiso – è prova sufficiente non solo della consuetudine di Dante con la letteratura galloromanza, ma anche della profondità della sua ammirazione. Al personaggio Arnaut è accordato l’onore di parlare nella propria lingua, con tre terzine in occitano. L’influenza trobadorica si riverberò in ambiente fiorentino in ballate monodiche di autore anonimo e, in particolare, nell’utilizzo della tecnica del sehnal: la pratica di celare il nome della dama nell’incipit del componimento poetico a lei dedicato.

 

La musica antica è stata parte del percorso di Enea Sorini – cantante, percussionista e suonatore di salterio – fin da giovanissimo, quando è entrato a far parte nel coro dei Pueri Cantores di Pesaro. Specializzato in musica medievale e rinascimentale, ma con all’attivo collaborazioni anche sul repertorio barocco, è stato ospite di importanti Festival in Europa e oltreoceano, esibendosi anche alla Konzerthaus di Vienna, alla National Gallery di Londra e nella Cité de la musique di Parigi.

Più eclettica la formazione di Peppe Frana, che dall’amore per il rock è approdato a quello per le musiche modali extraeuropee, intraprendendo lo studio dell’oud turco e altri cordofoni a plettro e finendo per lavorare con artisti come Vinicio Capossela, Angelo Branduardi, Ross Daly. Dall’incontro con l’Ensemble Micrologus, con cui collabora lo stesso Sorini, ha sviluppato l’interesse per il liuto, poi studiato presso la Schola Cantorum Basilensis con la guida di Crawford Young.

 

Mercoledì 9 giugno i Vespri danteschi continuano con il trio Seicento Stravagante, che dipinge l’incontro con Beatrice nel Purgatorio attraverso mottetti sacri del Seicento (replica 10 giugno): l’11 e 12 giugno l’ensemble Palamento sceglie musiche trecentesche e il Trattatello di Boccaccio per ripercorrere la vita di Dante, mentre domenica 13 giugno l’Ensemble Biscantores dedica il seicentesco Dies irae del compositore bergamasco Giovanni Legrenzi alle vittime della pandemia. La rassegna tornerà in scena dal 7 al 13 luglio con altri tre diversi programmi.

 

Info e prevendite: 0544 249244 – www.ravennafestival.org