sabato 8 maggio 2021

Valentina Neri e “Gang White Senza Veli”, il libro scandalo del momento. L'intervista

di Andrea Giostra«C’è ancora tanto falso moralismo, mancanza di coraggio nell’esprimere i propri desideri proibiti, la paura di essere giudicati e di essere vittima dei pregiudizi. Ci sono ancora molti tabù duri a morire ma la curiosità pruriginosa è palese altrimenti non ci sarebbe stato questo successo e la corsa all’acquisto.»

Ciao Valentina, bentrovata e grazie per avere accettato il nostro invito.

È stato appena pubblico il tuo ultimo libro, “GangWhite Senza Veli”, che, dopo la tua intervista del 20 aprile 2021 a “La zanzara” di “Radio 24”, programma condotto da Giuseppe Cruciani e David Parenzo, è diventato il libro più richiesto del momento. Intanto ascoltiamo insieme questa intervista che ha dato vita a decine di articoli in Italia, ma anche in altri paesi.

da YouTube: Valentina Neri ospite de “La zanzara” presenta il suo ultimo libro “Gang White” | programma radiofonico di “Radio 24” | conduce Giuseppe Cruciani con David Parenzo | 20 aprile 2021

https://youtu.be/PX6lSLPSzSM

Ebbene Valentina, intanto sei diventata famosissima, tutti parlano di te e del tuo libro, e il tuo editore, Santelli, gongola perché il libro è già esaurito ed è andato in ristampa per la seconda edizione. Ma a parte questo, ci racconti di questa intervista?

L’interesse nasce da parte di Giuseppe Cruciani che, essendo venuto a conoscenza dell’uscita di questo libro, mi ha invitata a presentarlo nella sua trasmissione, notoriamente gestita in maniera goliardica e che affronta spesso argomenti trasgressivi e io sono stata al gioco. Sappiamo benissimo tutti quanto comparire in trasmissioni così seguite determinino il successo di un libro pertanto l’ho vista come un’occasione da non perdere considerato che non sono solo la curatrice di quel libro ma anche agente per la Santelli Editore per cui devo occuparmi delle strategie di promozione dei libri che ho in carico e, considerato che gli autori sono tutti anonimi, gli accordi erano che negli eventi pubblici lo avrei presentato personalmente.

Stesso scalpore suscitò nel 2008 il romanzo dal titolo “Gang bang” dello scrittore statunitense Chuck Palahniuk, pubblicato in Italia da Mondadori nel 2008. Allora come adesso, a distanza di tredici anni, quando si scrive di pratiche sessuali “non convenzionali” si scatena il putiferio. Perché ancora oggi, nel Ventunesimo secolo, accade questo secondo te?

Falso moralismo, mancanza di coraggio nell’esprimere i propri desideri proibiti, la paura di essere giudicati e di essere vittima dei pregiudizi. Ci sono ancora molti tabù duri a morire ma la curiosità pruriginosa è palese altrimenti non ci sarebbe stata la corsa all’acquisto. Il problema è che la maggior parte di questi libri fa un minestrone di sesso, droga, pornografia quasi come per dire “mentre ne parlo ne prendo le distanze”, questo libro fa un po’ di pulizia e ci dice che c’è mondo e mondo, e quello di cui parlo non ha niente di sporco.

La stampa italiana e anche alcuni importanti giornali di altri paesi, hanno riportato la notizia del tuo libro e della tua intervista a “La zanzara”, forse perché sei la moglie di un senatore della Repubblica Italiana, senza analizzare il contenuto di “GangWhite Senza Veli” e riprendendo solo piccole parti dell’intervista dalla quale, se ascoltata tutta, emerge tutt’altro. Cosa ti senti di dire in proposito?

Sappiamo che giornali e giornalisti vanno a caccia di notizie e hanno individuato in questo elemento privato ma per certi aspetti pubblico per l’incarico che ricopre mio marito, l’elemento più attraente della vicenda a quanto pare. In fondo fanno solo il loro mestiere. Certo è che davanti ad alcune domande che riguardavano una persona terza e assente mi sono trovata impreparata e questo mi dispiace ma non posso dire che non lo rifarei.  

Il libro racconta, attraverso l’intervista ad alcuni protagonisti italiani di “Gang Bang”, di una pratica sessuale, nata non si sa quando, ma divenuta famosa negli Stati Uniti d’America tra gli anni Cinquanta e Sessanta, che ha preso corpo anche in Italia negli ultimi anni con diversi gruppi organizzati, associazioni e club privati, dove, nel rispetto delle libertà di tutti i partecipanti, e con regole rigidissime, si praticano queste modalità di avere rapporti sessuali. Ci racconti come nasce questa tua ultima opera?

Dal mio incontro con l’ideatore di uno di questi gruppi, detto appunto GangWhite Senza Veli, quello che ha indubbiamente la migliore reputazione e che ha festeggiato lo scorso anno il decennale. Pertanto desideravano pubblicare un libro sulla loro storia che, francamente, ho trovato molto interessante soprattutto per le testimonianze di numerose donne e coppie che si affidano a loro per realizzare le loro trasgressioni in piena sicurezza in quanto hanno un severissimo codice etico di tutela nei confronti della donna che decide le regole del gioco e può tirarsi indietro in qualsiasi momento. È anche proibito agli esponenti del gruppo, al termine del gioco, cercare le donne in questione. Se una di loro desidera incontrare qualcuno in privato lo fa presente al capogruppo in modo che sia tutto sotto controllo e nessuna abbia da sentirsi molestata per un’esperienza che può anche essere un unicum.

Nell’intervista de “La zanzara”, che abbiamo ascoltato prima, tu racconti di esperienze personali. Mi dicevi però che il messaggio che alcuni giornali hanno ripreso dalle tue dichiarazioni in radio è stato volutamente distorto se non sostanzialmente alterato. Ti senti di fare qui delle precisazioni e, soprattutto, di dirci qual è il messaggio che vuoi che passi con il tuo libro e con le tue interviste?

Considerato che questo mondo detto Swinger, sia pur numerosissimo, e basta entrare in un qualsiasi sito d’incontri e vedere le centinaia di migliaia di iscritti per capirlo, persone normalissime ma costrette a vivere le loro stravaganze sessuali usando dei nik name ai fini di non nuocere alla loro immagine o restare vittime di spiacevoli etichette; in un mondo ideale sarebbe bello che potessero agire alla luce del sole. In sostanza è dedicato alle donne che per la loro trasgressione sono vittime di stigmi sociali come dimostrano i fatti di cronaca che leggiamo di frequente. Un ex fa girare una foto hot ed ecco che perdi il tuo rispettabile lavoro che svolgi con dedizione, o ragazzine che per motivi simili a questo decidono di suicidarsi. Lo stigma ha una natura razzista e può avere conseguenze drammatiche soprattutto per le donne di cui non si è ancora accettata del tutto la libertà sessuale come dimostra lo scandalo che si è creato per le mie affermazioni. Nessuno ha diritto di giudicare o insultare nemmeno una escort o una pornostar, né di bullizzare i suoi figli o ridicolizzare la sua famiglia. Ricordiamoci che non sappiamo niente dei loro problemi, desideri, fragilità. Ho detto che la parola “puttana” non è l’insulto peggiore che si possa subire, personalmente mi urtano di più le parole ipocrita o falsa o intellettualmente disonesta. C’è un passo in un libro di Marquez in cui la protagonista dice al protagonista “Ti ringrazio per avermi fatto sentire una puttana”, a volte le donne nel contesto giusto hanno bisogno di sentirsi dire anche questo, numerosi sondaggi lo dimostrano. Ho detto pure che la consiglio ma in questo caso mi riferivo, ovviamente, non a qualsiasi donna ma a chi nutre questa fantasia, sempre rivolgendosi alle persone giuste e prendendo tutte le cautele del caso poiché se è vero che abbiamo il diritto di sentirci libere di fare ciò che vogliamo è altrettanto vero che la prudenza aiuta ad evitare le brutte esperienze. Come dire nessuno ha il diritto di rubare ma siccome i ladri esistono è meglio non andare in giro con la borsetta aperta. Come per esempio fa la sottoscritta.

Sempre nell’intervista hai raccontato che anche tu pratichi e hai praticato questa forma di sessualità. Vuoi raccontarci come nasce questo tuo interesse e soprattutto chiarire ai lettori quello che hanno invece mal interpretato i giornali che hanno riportato la notizia? Cos’è che in origine ti ha incuriosito di questa pratica sessuale e come si è sviluppata nella tua esperienza negli anni?

Premetto che non ho nessuna bulimia da Gang Bang, ma è capitato, mi era stato proposto e lo trovavo intrigante, quindi ogni tanto succede e ricapiterà. Mi fa star bene ma è un evento occasionale, è qualcosa sì di eccitante ma anche di giocoso e divertente. La prima volta che l’ho fatto ricordo di essermi sentita un’altra donna, più forte, più consapevole e psicologicamente per me è davvero un’antistress. Ho i miei lati oscuri che mi piace portare alla luce. Lo scandalo per queste cose mi fa sorridere. Non amo nascondermi, quella che sono sono, nessuno è obbligato ad accettarmi e dell’altrui giudizio me ne frego altamente. Ho ricevuto tanti attestati di stima da uomini e donne per il coraggio di espormi, appunto, Senza Veli. Sicuramente i benpensanti non hanno avuto il coraggio di esprimermi il loro pensiero e vedono in ciò che ho detto la depravazione; sono sicuramente molti di più di quelli che si sono espressi e ne sono consapevole come sono consapevole che ho una sola vita e devo poterne fare l’uso che voglio. E poi sono una creativa e la creatività si nutre di esperienze vissute con tutti i sensi.

Una domanda difficile Valentina, perché i nostri lettori dovrebbero acquistare “GangWhite Senza Veli”?

Nessun libro è per tutti. Intanto se vogliono conoscere meglio questo mondo, se hanno questo tipo di fantasie, se amano i racconti erotici, se vogliono essere più consapevoli di una certa realtà perché anche in questi contesti nascono amori e amicizie molto profondi.    

C’è qualcuno che vuoi ringraziare per la realizzazione di quest’opera? Se sì, chi sono queste persone e perché ti senti di ringraziarle pubblicamente?

Santelli Editore che sia pur con molte perplessità ha accettato di pubblicare questo libro che non rientra esattamente nei parametri del loro catalogo, Giuseppe Cruciani, per la visibilità che ha dato a questo libro ma soprattutto ai GangWhite, in particolare GangWhite L., il loro capogruppo e tutti coloro che si sono prestati a questa operazione come Marta e Mikela, Matteo, Angy, il Manina, Doroty, Tara che si sta occupando della traduzione in inglese, Giuliano Grittini il famoso artista che ha realizzato il lato b della copertina e i loro splendidi ragazzi corretti, educati che considero ora carissimi amici.

Quali sono i tuoi prossimi progetti e i tuoi prossimi appuntamenti che vuoi condividere con i nostri lettori?

Intanto, attorno a GangWhite si stanno sviluppando diversi progetti, è nata una canzone di cui abbiamo appena girato il video clip, musicata da Dj Loi e Vincenzo Romano scritta e cantata in inglese da Alessia Annis, la realizzazione di un film di cui è già pronta la sceneggiatura e altri che è prematuro citare.

E poi in giugno uscirà il mio libro intervista a Luca Nannipieri, uno degli storici dell’arte più importanti d’Italia che mi ha onorata prestandosi a rispondere alle mie domande. Il libro, “L’Arte ha bisogno di carezze” inaugura una collana che s’intitola “I protagonisti del Duemila” e prende in considerazione solo personaggi che con le loro capacità innovative stanno contribuendo a migliorare la società da tanti punti di vista: giuristi, scienziati, impresari, medici, registi, sportivi purché di acclarato valore sociale. 

Come vuoi concludere questa chiacchierata e come vuoi dire ai lettori che leggeranno questa intervista?

Con una citazione cristiana: “Il male è nell’occhio di chi guarda”. Un sentito grazie per questa generosa intervista.

Valentina Neri

https://www.facebook.com/valentina.neri.37 

Il libro: Valentina Neri, “Gang White”, Santelli ed., 2021

https://santellionline.it/products/gangwhite-senza-veli 

Andrea Giostra

https://www.facebook.com/andreagiostrafilm/ 

https://andreagiostrafilm.blogspot.it 

https://www.youtube.com/channel/UCJvCBdZmn_o9bWQA1IuD0Pg