martedì 17 novembre 2020

Musica, Blue Virus a Fattitaliani: per un artista indipendente internet è un'arma a doppio taglio. L'intervista

“Radio Modem: Un Mixtape di Blue Virus” è il nuovo progetto di Blue Virus uscito il 10 novembre 2020 per l’etichetta torinese RKH, realizzato con lo spirito che da sempre contraddistingue l’artista, che ama inserire brani più d’impatto e sopra le righe assieme a tracce più intime e personali. Da lì è nata l’idea del titolo ed è come se l’ascoltatore si trovasse in macchina con qualche amico e lo stereo acceso: qualcuno vorrà sentire qualcosa di intimo e qualcun altro preferirebbe distrarsi ascoltando un pezzo meno ricercato e più d’impatto.
Sembrano tante le anime che costituiscono l'album "Radio Modem: Un Mixtape Di Blue Virus": se dovessi presentarlo con una definizione, cosa diresti?
"La Stazione FM che non ci meritiamo, ma di cui avevamo bisogno."

Che tappa rappresenta nella tua carriera? In che cosa costituisce una linea di continuità con i precedenti dischi?
Questo nuovo mixtape segue il filone di quelli precedenti ("Sandro Terapia Mixtape" del 2016 e "Hiatus Mixtape" del 2017) e si discosta da una vera e propria uscita ufficiale. Però, nonostante la parola Mixtape sia scritta persino nel titolo, posso dirti di averci lavorato in maniera così metodica che ha quasi le sembianze di un disco ufficiale. I mixtape un tempo si realizzavano scaricando i beat americani e rappando sopra le prime punchline scritte al volo, in un puro spirito d'intrattenimento, mentre negli anni la cosa si è evoluta fino ad arrivare ad una sorta di coesione tra, appunto, disco ufficiale e mixtape. Io comunque, per la cronaca, rappavo su beat originali già nel primo mixtape del 2016, ho sempre cercato di distinguermi e rendere inedito il pacchetto nella sua completezza, nonostante sentire i rapper italiani rappare su hit americane mi abbia sempre divertito un sacco.

Puoi dirci qualcosa anche sulla curiosa copertina?
Il concept dietro "Radio Modem: Un Mixtape Di Blue Virus" è quello di una Stazione FM che tu ascolti in macchina durante un lungo viaggio: per natura, la radio, non trasmette mai lo stesso pezzo che a sua volta non ti trasmetterà mai la stessa emozione, quindi ho voluto gettare le due "anime" che mi contraddistinguono in un unico calderone: ci sono pezzi ironici ed autodistruttivi misti a brani più introspettivi e personali. Serviva contestualizzare il tutto con una copertina d'impatto e quindi ho deciso di farmi truccare da Speaker radiofonico. Il booklet del CD fisico è molto divertente. Acquistare per credere.

Che significa oggi essere un artista indipendente? Internet e i Social facilitano le cose? 
Internet ed i Social facilitano la buona riuscita di un prodotto a prescindere dal livello di fama dell'artista di cui si sta parlando: è vero che i colossi continuano a vendere i dischi nei negozi, ma senza una buona promozione che spesso e volentieri avviene online credo che chiunque farebbe numeri più bassi. Per un artista indipendente è un'arma a doppio taglio questo discorso, perchè può sentirsi alla pari di chiunque, giocando sulle stesse piattaforme, ma al contempo deve essere bravo a trovare una strategia vincente per farsi notare. Io poi ho un rapporto strano coi Social, già solo se devo mettere troppe Storie di fila per promuovere una mia uscita vado in paranoia perchè penso di rompere le palle a chi le guarderà, nonostante sappia quanto sia necessario, per il discorso che ho fatto qualche riga su.

Ci sono dei posti, dei momenti, delle persone, degli oggetti che ti ispirano particolarmente?
Sono un po' lo Spongebob del rap italiano: assorbo informazioni e spunti praticamente da qualsiasi cosa, è uno dei pochi punti di forza che urlo al mondo intero con immensa fierezza. Ho tanto di quel materiale inedito da parte che potrei non pubblicare più musica per il resto della mia vita, per la gioia di tanti. Giovanni Zambito.

Biografia

Artista indipendente, nato a Torino.

Ha all’attivo i dischi ufficiali “I Migliori Anni Del Nostro Mitra” del 2014, “Fosse Per Lei” del 2016 e “Moebius” uscito nel 2019. “Sandro Terapia Mixtape” e “Hiatus Mixtape” vengono pubblicati rispettivamente nel 2016 e nel 2017. 

Nel pieno della quarantena, nella prima metà del 2020, scrive, registra e pubblica nel giro di pochi giorni “Memo”, il primo disco del suo alter ego Sandro Terapia. Le voci del progetto sono state tutte registrate con l’iPhone.

Negli anni ha collaborato con diversi artisti di spicco, tra cui MadMan, Nayt, Mostro, Eddy Veerus (Il Pagante), Willie Peyote, Samuel Heron, Dani Faiv, Fred De Palma, Skioffi, Jack The Smoker, Shade, Dutch Nazari. 

Con un background prettamente rap, ma con un conseguente avvicinamento al mondo alternative e indie, all’interno dei suoi brani è possibile trovare la sfera più intima e sentimentale, passando per quella nuda e cruda dello sfogo più diretto, come se l’artista avesse due personalità.

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