lunedì 8 giugno 2020

SCALA H presentano l'album FINESTRE: senza sogni il mestiere di vivere risulta troppo pesante. L'intervista

Quando si ha il dono del pop, della capacità di scrivere canzoni catchy fin dal primo ascolto, beh, allora escono fuori dal nulla dischi come Finestre. A iniziare dalla saltellante e gioiosa “Se è primavera anche quest’anno”, in bilico tra synth pop anni 80, dream pop e funk, passando per la malinconia pop e onirica di “Tavolo numero 6” o il bellissimo tributo a “Genova”, crocevia e luogo simbolo del cantautorato vecchio stile. E di fatto, oltre alle bellissime melodie e agli arrangiamenti azzeccati, c’è un profondo sentire in tutti i brani che fa srotolare parole e rime mai scontate, che ti lasciano spesso spiazzato perché pensavi “ok, qui adesso arriva la solita parolina pop melensa italiana”. Ecco, il segreto di Finestre sta soprattutto qui. In testi che aprono finestre che pensavi ti facessero vedere panorami scontati. L'intervista al gruppo Scala H.

Parlateci del nuovo album.
Tavolo numero sei parla di un pub che esiste davvero in una piccola città di provincia emiliana: in un tavolino di legno di quel pub è partita una storia molto speciale per la musica e quindi ci ha interessato parlarne. Dallo stesso pub si apre una finestrella sulla strada sottostante: ecco, l'album parla di " finestre " in senso soprattutto metaforico, varchi tra la realtà visibile e non, ponti tesi nel passato e verso l'avvenire di ognuno di noi.
Che impronta avete voluto dargli?
Un certo ermetismo nei testi abbinato ad una ricerca semantica non banale ci pare la cifra stilistica comune ai 13 brani. Si parla di tematiche attuali ma sempre dalla prospettiva interiore dell'autore, il quale dalla sua "finestra" sul mondo esteriore vede scorrere maschere personaggi e modi di essere provando a descriverli: il brano "spiaggia vuota" forse quello riuscito meglio a livello di descrizione nel ponte teso tra interiorità ed esteriorità. Si ispira ad una spiaggia che esiste davvero quella delle boccasette sul delta del Po ed alla fugacità del nostro passaggio sul palcoscenico della natura
Quali sono i vostri cantanti di riferimento?
Tutti i cantautori in genere specie quelli italiani degli anni 70' /80'
Qual è l’esperienza lavorativa che più vi ha segnato fino ad ora?
Paradossalmente quella del servizio militare sotto forma del servizio civile ha aiutato a capire come si sta in una organizzazione in un momento in cui non ci si pensa proprio!
Invece quella mai fatta e che vi piacerebbe fare?
Il navigante di un caicco !  
Progetti futuri? 
Davvero non si può ipotecare nulla prendiamo questa avventura come un hobby parallelo ai nostri lavori ufficiali.. forse per questo risulta meno studiata e più libera e spontanea. Se troviamo un ingaggio molliamo tutto subito certo e si parte per il tour; scherzi a parte crediamo che la nostra dimensione perfetta sia appunto quella di esibirci in un pub di provincia, per poi ritrovarci al nostro "tavolo numero 6", il luogo dei sogni, ciascuno dovrebbe averne uno perché il mestiere di vivere altrimenti risulta troppo pesante.

Scala H è una band musicale che nasce nel 2018 dall’aggregazione di un gruppo di amici di parma, avendo avuto in passato esperienze musicali in comune, sia in Italia che a Los Angeles. L'esperienza dei membri della band decennale abbina innovazione e ricerca musicale e lessicale.
Significati:
Il nome della band, Scala H , allude a un percorso di elevazione  ( " Scala " ) attraverso la musica verso mondi paralleli ed immaginifici nonché al tempio della musica lirica mondiale.  
“La lettera H richiama , in particolare, sia la città di Verona , nel cui stemma ricorre una scala a pioli che richiama la lettera H : Verona come simbolo non banale di arte e poesia e storia in Italia, che affonda le radici nell'antichità ma prosegue sino ai giorni nostri passando per un florido Medio Evo e Rinascimento.
“H” come la durezza delle matite. In un mondo sempre più tecnologico e social , i membri della band invitano ad uscire dalla " rete" e a tuffarsi in un mondo in cui le matite servono ancora per disegnare su ingialliti taccuini i pensieri del diario quotidiano ovvero i disegni che rappresentano le proprie emozioni e pensieri estemporanei , " senza vergognarsi mai".