lunedì 29 giugno 2020

Intervista a Stefania Convalle una scrittrice “vera”, in continua evoluzione


di Laura Gorini - Scelgo la musica, indosso la cuffia, entro nella mia bolla creativa e mi abbandono alla scrittura. Divento, io stessa, la scrittura.



Rifugge le etichette, considera la genialità non catalogabile e descrive come vero il suo modo di scrivere. Lei la scrittrice, poetessa ed editore Stefania Convalle, dichiara fin dalle prime battute, di scrivere per i suoi lettori e non “per chiudere tutto in un cassetto”.
Stefania, perché scrivere e pubblicare un libro oggi?
Scrivere, per uno scrittore, è un’esigenza che appartiene alla notte dei tempi. Che sia oggi, ieri o domani, non conta. Conta esprimere la propria arte, se ci appartiene. La pubblicazione è una conseguenza, almeno per me. Scrivo per i miei lettori, non per chiudere tutto in un cassetto.
In un'epoca in cui la Tecnologia, Internet e il Digitale la fanno da padroni, come si può amare e apprezzare il profumo della pagine dei libri e della carta stampata?
Non credo che la Tecnologia in tutte le sue espressioni sia riuscita a mettere in un angolo la carta stampata. Personalmente amo il libro in carne ed ossa e mai lo sostituirei con ebook et similia. E credo che la maggioranza dei lettori sia della mia stessa opinione.
Siamo tutti tecnologici ma paradossalmente amiamo sovente per l'abbigliamento il vintage: come te lo spieghi?
Non è difficile rispondere a questa domanda, perché io sono poco tecnologica, giusto quel tanto che basta per sopravvivere! Quindi amo tutto ciò che abbia un fascino nostalgico, compreso il vintage.
Abbiamo forse un bisogno nascosto di tornare alle origini?
Abbiamo bisogno di toccare. Di provare sensazioni ed emozioni. La tecnologia, se pur utile, è fredda.
A proposito di vintage, quali sono gli autori e i romanzi che sono alla base della tua passione per la Scrittura e la Letteratura?
Non sono tanto vintage gli scrittori che sono alla base della mia passione, sai? Sicuramente Oriana Fallaci, in prima battuta. I suoi romanzi hanno fatto parte della mia adolescenza. Come Isabel Allende, che ho seguito fin da quando l’ho scoperta: la sua scrittura così “di pancia” mi ha coinvolta ed è diventata la mia modalità. Ma ci sono tanti scrittori che ho seguito e seguo, pilastri della letteratura, soprattutto americana, che amo parecchio.
Leggendo sovente alcuni testi di alcuni scrittori in erba anche in fase di bozze, si può notare che vogliano assomigliare un po' troppo a mostri sacri della narrativa mondiale oltre che ai classici. Come si può evitare ciò e, soprattutto, come si può trovare un proprio stile?
Sfondi una porta aperta con questa domanda. I laboratori di scrittura che conduco vertono proprio su questo punto: trovare il proprio stile e la propria unicità. Non è facile e richiede un duro lavoro di ricerca e di consapevolezza. Ma prima bisogna imparare a scrivere. È come un musicista che prima deve conoscere la musica classica e poi, quando è padrone della materia, trovare il proprio Jazz.
Tu come l'hai trovato e con quali parole lo descriveresti?
L’ho trovato scrivendo, scrivendo, scrivendo. Leggendo, leggendo, leggendo. Sperimentando, sperimentando, sperimentando.
Come lo definirei? Vero.
In linea generale ti spaventano le definizioni troppo nette e le classiche etichette?
Non mi spaventano, ma le rifuggo. Quando mi chiedono a che genere appartengono i miei romanzi, non trovo la risposta, perché la risposta non c’è. La narrativa di genere credo sia la morte dell’arte e della creatività. La genialità -parlo in generale - non è catalogabile.
Ma quali sono le maggiori paure che provi quando ti accingi a scrivere un romanzo?
Nessuna paura. Solo grande appagamento.
Sei una persona che ama scrivere di getto o sei più riflessiva?
Ambedue le cose, se per riflessiva si riferisce ai contenuti. Scrivo di getto, sotto l’onda dell’ispirazione che ho imparato a cercare quasi a comando. Scelgo la musica, indosso la cuffia, entro nella mia bolla creativa e mi abbandono alla scrittura. Divento, io stessa, la scrittura.
E cos'altro sei Stefania?
Un essere umano, in continua evoluzione.