lunedì 4 maggio 2020

Andrea Lepone, poeta e scrittore, ci presenta il suo ultimo libro “La notte degli angeli”


«Si tratta di un libro particolare, estroso, frutto dell'unione di diversi generi letterari. Il romanzo è una sorta di thriller da leggere e interpretare in chiave filosofica» - di Andrea Giostra
Ciao Andrea, benvenuto e grazie per avere accettato il nostro invito. Come ti vuoi presentare ai nostri lettori? 
Grazie a voi per l'invito, essere qui è davvero un piacere per me. Potrei presentarmi come un amante della scrittura creativa in tutte le sue forme, dalla poesia alla narrativa, passando per il teatro, sebbene il mio lavoro sia prettamente giornalistico. Collaboro, infatti, con diversi quotidiani e periodici, occupandomi soprattutto di cronaca e cultura. 
Come nasce la tua passione per la scrittura? Ci racconti come hai iniziato e quando hai capito che amavi scrivere? 
Ho iniziato a scrivere da bambino, lasciando che la fantasia viaggiasse indisturbata. Era un'attività che mi faceva sentire libero. La passione vera e propria per la scrittura, invece, è nata durante gli anni dell'adolescenza, in quel periodo ho compreso che non avrei mai potuto fare a meno di scrivere. 
È stato appena pubblicato il tuo ultimo romanzo dal titolo “La notte degli angeli”. Ci racconti come nasce questo libro, qual è l’ispirazione che lo ha generato, dove è ambientato e di cosa narra? 
Il romanzo nasce dalla mia grande passione per il genere letterario noir ed è ambientato nei quartieri periferici di una cittadina immaginaria. L'intera storia si svolge nell'arco di una sola notte, fatta eccezione per il prologo iniziale, ed è incentrata sulle vicende di tre personaggi molto diversi, ma al contempo legati, tra loro e in particolare sulla loro voglia di cambiamento e riscatto. 
Cosa devono aspettarsi i lettori che leggeranno il tuo libro e quale il messaggio che vuoi lanciare loro con questa tuo romanzo? 
Ho cercato di porre la lente d'ingrandimento sugli eroi del quotidiano, sulla loro dura lotta per la sopravvivenza, e su alcune tematiche esistenziali che spesso vengono sottovalutate, come ad esempio il significato ultimo delle nostre decisioni, delle nostre scelte, il valore dell'amore e della libertà. 
Una domanda difficile Andrea, perché i nostri lettori dovrebbero acquistare “La notte degli angeli”? 
Penso che valga la pena di acquistare “La notte degli angeli” perché si tratta di un libro particolare, estroso, frutto dell'unione di diversi generi letterari. Il romanzo è una sorta di thriller da leggere e interpretare in chiave filosofica.
C’è qualcuno che vuoi ringraziare per la realizzazione di quest’opera? Se sì, chi sono queste persone e perché ti senti di ringraziarle pubblicamente?
Innanzitutto voglio ringraziare la Casa Editrice Aracne per aver creduto in questo libro, poi voglio ringraziare i miei famigliari e i miei amici, perché non hanno mai mancato di dimostrarmi affetto e sostegno.
Ci parli delle tue precedenti opere e pubblicazioni? Quali sono, qual è stata l’ispirazione che li ha generati, quali i messaggi che vuoi lanciare a chi li leggerà? 
Prima di questo romanzo ho pubblicato due raccolte di poesie: “Poesie di una mente silenziosa” (Kimerik) e “Riflessioni in chiaroscuro” (La Macina Onlus). Entrambi i libri sono il risultato delle mie personalissime meditazioni, le quali hanno interessato molti argomenti. Attraverso questi testi vorrei spingere i lettori a riflettere su alcuni aspetti della nostra vita e della nostra società. Ho anche scritto e diretto, in collaborazione con Maurizio Spoliti, la commedia teatrale “Fantasmi sotto sfratto”. Quest'ultima è stata una delle mie esperienze artistiche più belle in assoluto. 
Quali sono i tuoi prossimi progetti e i tuoi prossimi appuntamenti che vuoi condividere con i nostri lettori?
Al momento sto già lavorando alla stesura di un nuovo romanzo e di una nuova raccolta di poesie. In futuro, mi piacerebbe anche portare in scena una commedia teatrale che ho terminato di sceneggiare poche settimane fa.
Se dovessi consigliare ai nostri lettori tre film da vedere e tre libri da leggere assolutamente, quali consiglieresti e perché? 
Per quanto riguardo i film, consiglierei di vedere “Pulp Fiction” di Quentin Tarantino, “I guerrieri della notte” di Walter Hill e “Un giorno di ordinaria follia” di Joel Shumacher, poiché ritengo che siano tre pellicole estremamente originali, mentre per quanto concerne i libri, suggerirei “Ossi di seppia” di Eugenio Montale, “L'arte della guerra” di Sun Tzu e “Colloqui con sé stesso”, di Marco Aurelio. Si tratta di tre opere capaci di aprire la mente e temprare l'anima. 
Come vuoi concludere questa chiacchierata e come vuoi lasciare i lettori che leggeranno questa intervista? 
Per prima cosa vorrei ringraziarvi per avermi invitato, poi vorrei salutare tutti i lettori con un bellissimo aforisma di Daniel Pennac: “Un libro ben scelto ti salva da qualsiasi cosa, persino da te stesso”.

Andrea Lepone

La notte degli angeli

Andrea Giostra