domenica 8 marzo 2020

LAVIAMOCI LE MANI E LAVIAMOCENE LE MANI

L’ho scritto due giorni fa che gli italiani sono orfani e quello che è accaduto questa notte conferma purtroppo la nostra condizione.

Avevo già scritto di un uomo solo al comando che può fermare un paese, e questa notte, sempre quell’uomo ha continuato indisturbato nella sua “mission”.
Fino a ieri circolavano i video delle nostre istituzioni: hashtag #Milano non si ferma, #Venite in  Italia, stiamo tutti bene, e le raccomandazioni continuate a vivere normalmente con prudenza e “state buoni se potete” (come il film).
Tant’è che non era ancora chiaro se la cosa fosse seria, semiseria o serissima, e intanto laviamoci le mani, o meglio laviamocene le mani. Risultato, gli infetti sono aumentati esponenzialmente e gli ospedali del nord sono al collasso.
Chi, come me, lavora spostandosi da un posto all’altro o vive in più regioni, si sarà reso conto tuttavia di una realtà alquanto schizofrenica perché a seconda della regione veniva proiettato un film diverso.
In Emilia solo venerdì sera era tutto apparentemente normale. Certo, meno gente in giro, ma nessun metro di distanza nei bar o nei ristoranti.
In Lombardia altro scenario. Ma ancora ieri sera i navigli erano pieni di gente  e nessuno stava ad un metro di distanza l’uno dall’altro.
In autostrada però molti autogrill erano già chiusi.
In Piemonte, dal 2 di marzo sono stati riaperti i cinema, quindi  noi italiani orfani ci siamo nel frattempo comportati da creativi quali siamo. Ieri sera alle 20.30, molti milanesi sono andati a cena e al cinema in Piemonte e nelle zone limitrofe, alcuni  di loro che hanno le seconde case fuori Milano si sono spostati già da 10 giorni con i bambini e hanno continuato ad uscire e a circolare liberamente, addirittura alcuni della zona rossa sono andati a sciare!
Poi nella prima serata di ieri è iniziata a circolare la voce che la Lombardia stesse per essere dichiarata Zona Rossa… ma nessuna ufficialità, poi ecco la bozza scritta col piede sinistro in cui si leggono contraddizioni e concetti confusi. 
I social vanno in tilt, il panico si diffonde: i genitori vanno a recuperare con l’auto i proprio figli sparsi sul territorio per riportarli a casa , fino all’assalto ai treni in Stazione Centrale di Milano per lasciare la regione, come fossimo in guerra.
I governatori del Piemonte e della Lombardia intanto sono risultati positivi al Corona Virus mentre i sindaci delle città e delle province dichiarate zona rossa non erano stati informati del contenuto del nuovo decreto e hanno appreso la notizia come tutti gli altri
Già qualche giorno fa i sindaci delle zone rosse (che adesso sono zona rossa nella zona rossa) denunciavano l’insufficienza di informazioni chiare e indicazioni.
Eh sì, perché l’uomo solo al comando evidentemente ci ha preso gusto in questa pantomima e non lo ferma neanche il Coronavirus, ma continua a lavarsi le mani… prima  e dopo.
I giornali internazionali analizzano il decreto e scrivono Italy Locked down, ma non è proprio vero, non siamo blindati anche se dovremmo esserlo, ma chi si prende la responsabilità di scrivere DIVIETO ASSOLUTO DI USCIRE DI CASA?…  qualche giornalista ieri sera ha persino tirato in ballo la democrazia ed io l’ho interpretata come siamo in un paese libero, libero di ammalarsi perché ognuno si lava le mani come meglio sa fare.
A questo punto non resta che applicare le uniche serie norme dettate dal senso di responsabilità che i nostri nonni avrebbero applicato già settimane fa anche senza comitati scientifici. In caso di malattia gli animali si isolano e noi dovremmo fare altrettanto e questo vale anche per le altre regioni d’Italia non dichiarate zona rossa:, perché domani potrebbe toccare a voi, a tutti gli altri, visto che nell’ultima settimana i treni hanno continuato a circolare e siamo andati ovunque. 
Stiamo a casa, leggiamoci un libro, abbandoniamo i nostri ritmi impensabili tanto sbandierati nel video, che ci hanno fatto ammalare tutti quanti  di una patologia ben più seria del Coronavirus e approfittiamo per riordinare le idee, così forseusciremo da questo incubo prima del previsto per affrontare una recessione senza precedenti.
Personalmente avrei preferito che un mese fa ci dicessero chiaramente “non muovetevi”, anziché leggere ancora adesso un decreto che non vieta nulla, ma che se interpreti meglio, forse intende un’altra cosa.
E intanto laviamoci le mani….e laviamocene le mani, tenendo saldamente a mente che quando ci sono le mani di mezzo… la situazione è molto seria visto com’è andata per mani pulite.
Paola Palma