domenica 19 gennaio 2020

Proscenio, Marina Pizzi racconta la biografia collettiva di una società fluida. L'intervista di Fattitaliani

Oggi Fattitaliani per la rubrica teatrale Proscenio intervista Marina Pizzi, autrice della commedia "Una poltrona per Giulia" che debutta in prima assoluta al Teatro Tordinona dal 23 gennaio al 16 febbraio con la regia di Patrizio Cigliano.

"Una poltrona per Giulia" in che cosa si contraddistingue rispetto ad altri suoi testi?
Salve! Parlo con gioia di una mia grande passione: il teatro. Vorrei però, prima di “Giulia”, dire qualcosa di me, presentarmi. Scrivo commedie: sono una persona che ha una visione positiva della vita e mi piace divertire ed emozionare il pubblico oltre che testimoniare la realtà che ci circonda, con particolare attenzione al mondo femminile.  
“Una poltrona per Giulia”, rispetto ai miei testi precedenti, contiene  una riflessione critica sul  momento storico che l’Italia sta vivendo: un periodo in cui sono cambiati valori e certezze, un periodo tutto proteso verso il profitto, l’economia e il potere che ne deriva. “È business non è un fatto personale” è la frase che sentiamo spesso ripetere. La differenza con le altre mie commedie consiste anche in questo: rappresentare  rapporti non solo tra persone, tra culture, ma tra ruoli, tra ingranaggi. Anche il ruolo della donna faticosamente sta mutando e acquista nella società posizioni sempre più apicali: ma a quale prezzo? La vicenda di Giulia ce lo racconta a tinte forti.   
Quale linea di continuità, invece, porta avanti?
Sono una donna di una… età certa! la mia generazione ha vissuto ed ha combattuto le più svariate battaglie civili  e ha contribuito, spero, a migliorare il Paese. In questo testo, in comune con le altre commedie, prosegue il mio racconto di una sorta di biografia collettiva; ovvero di questa società fluida in continuo cambiamento, sempre più avviata alla demolizione dei rapporti interpersonali, dove le persone perdono la loro umanità, i rapporti individuali hanno spazi sempre più ridotti e il dialogo, cercando certezze, avviene il più delle volte in modo gerarchico o  legato ai ruoli che ciascuno ricopre.
Com'è avvenuto il suo primo approccio al teatro?
Il mio primo approccio al teatro è legato alla mia collaborazione artistica con Stefano Satta Flores. La prima commedia scritta con lui vinse il Premio Flaiano 1979/80… La mia passione per la scrittura teatrale parte quindi da lontano e la passione per le Arti dello Spettacolo nasce con me, figlia di un autore e regista del neorealismo italiano. 
Quando scrive un testo nuovo può capitare che i volti dei personaggi prendano man mano la fisionomia di attrici e attori precisi?
Certo! Stimo e sono amica di molti attori e mi è accaduto, scrivendo, di immaginare come quest’attore o quell’attrice avrebbero recitato le mie battute…! Qualche volta i miei desideri si esaudiscono e riesco a far interpretare la parte all’attrice per cui ho scritto. Questa commedia ne è una prova. È emozionante vedere come una attrice dello spessore di Beatrice Fazi interpreti e scolpisca un personaggio come Giulia, così lontano dalla sua natura. Un ruolo che le ho disegnato, conoscendo le sue grandi potenzialità. 
È successo anche che un incontro casuale abbia messo in moto l'ispirazione e la scrittura?
La scintilla che fa nascere l’idea… Grande mistero… ! Un episodio della mia vita, un fatto di cronaca, una immagine, un commento catturato casualmente, uno sguardo, un gesto, un’alba? Mah! Come ho detto prima ho una visione vitale dell’esistenza grazie anche alla Fede, non vivo la vita come una sfida ma come un dono, e  cerco, nonostante tutto, di coglierne sempre  il lato positivo... Mi è capitato di trarre spunti dalla realtà, da avvenimenti che mi hanno colpita, da persone che mi hanno interessata…
Per un autore teatrale qual è il più grande timore quando la regia è firmata da un'altra persona?
Ho affidato sempre i miei testi e continuerò a farlo a registi di cui condivido la creatività, il talento, la sensibilità, la professionalità. È il caso di questo incontro fortunato, promosso da Beatrice, con il regista Patrizio Cigliano (nella foto sotto), un artista, uomo colto, visionario e aristocratico come il suo nome. Ha saputo creare un’atmosfera carica di ironia, comicità e dramma trovando soluzioni sorprendenti degne della grande tradizione teatrale. Beatrice Fazi a parte, devo anche dire che il regista ha selezionato un cast di primordine: Francesco Gabbrielli, Claudia Genolini, Matteo Milani, Nicolò Scarparo, Marina Zanchi. Attori e attrici che come in un orchestra sinfonica suonano in perfetta armonia e la direzione di Patrizio esalta le loro capacità. Desidero anche ricordare Lucia Nigri, l’architetta, che ha realizzato in  sintonia con la visione del regista, il progetto scenografico dando “forma” a una originale visione dello spazio. E ringrazio anche la costumista Fabrizia Miliarotti, gli scenotecnici e tutti coloro che hanno contribuito al progetto. Penso che ognuno possa apportare un contributo; quanto a me… non sono una madre gelosa dei propri figli, ma mi piace vigilare sulla loro salute…
Quanto è d'accordo con la seguente citazione e perché: "Nel teatro si vive sul serio quello che gli altri recitano male nella vita" di Eduardo de Filippo?
Come si fa a non essere d’accordo col grande Eduardo? E non vorrei aggiungere parole a una citazione che ha un ”padre” così illustre… 
Il suo aforisma preferito sul teatro... o uno suo personale...
Il mio aforisma sul teatro ? mmmmm … Lo scelgo da un grande maestro, Molière: "Spesso compongo il primo verso molto bene, ma incontro problemi nel comporre i successivi…”.
Assiste sempre alla prima assoluta di un suo lavoro?
Qui vorrei essere precisa. Alla “prima” assisto sempre e se possibile assisto alla maggior parte delle rappresentazioni. Perché? ma perché per me sono importanti per comprendere le reazioni del pubblico… per migliorare, e, svelo un segreto: perché mi diverto se gli altri si divertono! e mi commuovo se gli altri si commuovono e mi emoziono se gli altri… 
L'ultimo spettacolo visto a teatro?
Sto vedendo molti spettacoli in questo periodo perciò la scelta sarebbe complicata: comunque e sempre W il teatro!
Degli attori del passato chi vorrebbe come protagonisti ideali di un suo spettacolo?
È una domanda che è lontana dal il mio modo di vedere.Non esistono graduatorie per i tanti grandi attori e attrici che ci hanno preceduto. Casomai mi tuffo nella storia e penso a Molière che mi onora leggendo un mio testo!… 
Il miglior testo teatrale in assoluto qual è per lei?
A questo punto resto su Molière: L’Avaro o Tartufo. Personaggi che sono sempre esistiti ed esisteranno sempre… NB. nel prossimo futuro prevedo anche un robot avaro e uno tartufo…
La migliore critica che vorrebbe ricevere?
Non vorrei soffermarmi sugli elogi… la mia vanità potrebbe esaltarsi!  (“sembra un testo di Molière…ahhh”)
La peggiore critica che non vorrebbe mai ricevere?
E per lo stesso motivo non vorrei soffermarmi su giudizi negativi. Ne potrebbe risentire la mia creatività che non mi dà mai certezze…  (Ma  questa qui non ha mai letto Molière…!) 
Dopo la visione dello spettacolo, che Le piacerebbe che il pubblico portasse con sé a casa?
Mi piacerebbe che il pubblico per un po’ continuasse a pensare,  a riflettere, a sorridere, a discutere e che, come chiesto … si portasse a casa qualcosa di me.
C'è un passaggio, una scena che potrebbe sintetizzare in sé il significato e la storia di "Una poltrona per Giulia"?
Eh …una frase?! Una frase di  Giulia: …"Il mio lavoro è tutta la mia vita...”. Chiarisce il vuoto della nostra epoca! Ma penso che soprattutto in questa commedia, l’ultimo quadro sia davvero fondamentale per tutto il racconto, nel turbinio dei colpi di scena… in un finale che naturalmente non si può raccontare. Vi aspetto a teatro!
Giovanni Zambito

Note biografiche
Marina Pizzi è nata e vive a Roma dal millennio scorso. Autrice e regista teatrale e televisiva. Esperta di comunicazione.
Ha al suo attivo ben 12 commedie rappresentate. In questa stagione vanno in scena due suoi nuovi testi: Una poltrona per Giulia e Le pantere rosa..
Ha realizzato come regista-autrice numerosi programmi televisivi della RAI.
Per più di qualche lustro si è occupata di comunicazione istituzionale creando e realizzando numerose campagne informative
È stata direttrice artistica di TV2000 per 10 anni dove continua a collaborare come autrice e consulente di programmi  televisivi.
Ha il vizio di scrivere sempre… infatti è impegnata nella stesura di una nuova commedia…
LO SPETTACOLO
In un Mondo Moderno, anche un po’ futuribile, uno spaccato di umanità ambigue, grottesche, torbide e surreali.
In una Mega Multi-Nazionale, la “irreprensibile” Amministratrice Delegata, donna cinica ed esigente, gestisce le vite di tutti i suoi sottoposti, con maniacale rigore e severità. E’ il prototipo di una “donna in carriera” portato alle estreme conseguenze: nessuna empatia con il mondo, nessuna pietà professionale, nessuna concessione, nemmeno a se stessa. Tutti la temono spaventosamente, in un clima di ipocrisie e opportunismi. Sopra di lei, in Azienda, in pochissimi potrebbero metterla in difficoltà… se lo ritenessero opportuno; sotto di lei, tutte marionette nelle sue mani, di cui sa di poter disporre nel bene, ma soprattutto nel male. Il suo cinismo e la sua aridità emotiva, pescano nel passato, e l’incontro con sua madre, altro esempio di anaffettività cronica, ne fa intuire l’origine.
In questa commedia, molto tragicamente comica, nessuno si salva: si racconta una simpatica, ma orribile umanità, fatta di sorrisi falsi, vessazioni, convenienze e arrivismi. Tutti vogliono fare carriera alle spalle di qualcun altro. E nella meccanica coreografia di queste esistenze, tutto è permesso, per il proprio tornaconto. Non c’è lealtà, non c’è sincerità, amicizia, rispetto, cuore. Il Dio profitto e il Dio successo sono gli unici valori, da raggiungere senza alcun pudore, in un cerchio di angherie e paradossi del quale è difficile riconoscere l’inizio e la fine.   
Una Poltrona per Giulia di Marina Pizzi
Regia di Patrizio Cigliano
Con: Beatrice Fazi, Claudia Genolini, Francesco Gabbrielli, Matteo Milani, Nicolò Scarparo, Marina Zanchi.
Scene: Lucia Nigri ASC - Assistente Scenografa: Martina Cardoni ASC.
Realizzazione scene: Sr Arredamenti di Stefano Roberti sas & C.
Arredamenti: Effemme Snc.
Costumi: Fabrizia Migliarotti.
Aiuto Regia: Luana Pesce.
Dal 23 gennaio al 16 febbraio
Teatro Tordinona