sabato 9 novembre 2019

Danilo Sannelli, in arte Danilō presenta l'ep Sirius, tra la new wave anni 80 e l’elettronica moderna. L'intervista

Da un altro cervello in fuga (Danilo Sannelli, in arte Danilō) che ha lasciato l’Italia per Parigi, un disco che parla del treno (Sirius Train) che ci porta tutti inesorabilmente verso la morte. Lo fa con un disco che si colloca a metà strada tra la new wave anni 80 e l’elettronica moderna più sognante.
Ovvero, se i Joy Division fossero nati nel nostro decennio, dopo una buona dose di ascolti della Morr Music, o di My Bloody Valentine, oltre che di sana ambient music dai toni soffici e psichedelici, forse suonerebbero come Danilō.
Parlaci di Sirius: che impronta hai voluto dargli?
Sirius è un Ep che parla dell'uomo e della sua condizione nella nostra era. Parla del nostro rapporto con lo spazio, dove l'annientamento in un nulla cosmico non è altro che l'inizio dell'eterno ritorno dell'uguale. E' in questo senso che, nella canzone Sirius Train, la morte dell'Io non è altro che un pretesto per una grande istanza di rinnovamento e rinascita. Per quanto riguarda l'impronta musicale, i riferimenti diretti sono sicuramente rivolti alla New Wave e al punk, ma non mancano echi del rock psichedelico anni '70, riferimenti all'elettronica di oggi e all'elettronica di un tempo, vocoder, sintetizzatori e strumenti digitali, in un mix che cerca di riunire gli echi del passato con quelli di oggi. Il tutto senza dimenticare l'aspetto melodico e pop.
Quali sono i tuoi cantanti di riferimento? 
Penso che se cominciassi a parlare di referenze le mie parole tenderebbero all'infinito. Ho cominciato ad ascoltare la musica moderna con i Bee Gees e i cantautori degli anni 50. Poi sono passato al punk, al rock, ai kraftwerk, a Brian Eno. Amo David Bowie, Iggy Pop, Gary Numan, ma anche gli Abba,  i Nirvana, i Kraftwerk e la musica anni trenta. Per il versante italiano, potrei citare Battisti, Patty Pravoo il recentemente scomparso Fred Bongusto. A tutto ciò bisogna aggiungerci la musica progressive, con gruppi come la Pfm, Il Banco del Mutuo Soccorso, gli Ash Ra Temple e i Tangerine Dream. Tra le referenze, non posso dimenticare la disco anni '70, Moroder e Donna Summer.
Qual è l’esperienza lavorativa che più ti ha segnato fino ad ora?
Per la musica, lavorare e stringere amicizia allo stesso tempo con il mio label manager. Abbiamo condiviso idee e progetti, ci siamo ritrovati ad essere vicini di casa e siamo arrivati a discutere di tutto, dalla filosofia al cibo. Potrei anche citare la collaborazione con John and the Volta e la sua label rouge Neon Records per il remix del mio primo singolo.
Invece quella mai fatta e che ti piacerebbe fare?
Mi piacerebbe registrare musica con un'orchestra dotata degli strumenti più strani che possano esistere. Parlo di strumenti che magari non esistono ancora!Senno' in generale mi farebbe piacere incrementare le collaborazioni, con cantanti che apprezzo dall'infanzia o con altri nuovi e ancora da scoprire.
Progetti futuri? Farai un tour? 
Spero di fare ancora più collaborazioni artistiche con gente che si occupa di tutte le arti, da quelle visive alla musica. Inoltre, il mio obiettivo è quello di mescolare sempre di più i generi, senza dimenticare tuttavia la mia identità. Ho dei live previsti a Parigi per ora (si tratta della città in cui vivo) e suonerò prossimamente al Supersonic in apertura di Pick a Piper, progetto fondato da Brad Weber, batterista del gruppo canadese Caribou. Ho previsto uno showcase da Castel, celebre locale parigino fondato negli anni '60 e da cui sono passati Gainsbourg, Bowie, Mick Jagger e Amanda Lear. Ho in mente di fare ancora dei live nel resto della Francia, nel Regno Unito e in Italia.