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Cultura e Leggibilità

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Grandi Musei: La Casa di Goethe. Intervista alla direttrice Ursula Bongaerts

29 luglio 2010 -

Fattitaliani prosegue con una intervista alla dott.ssa Ursula Bongaerts, direttrice della Casa di Goethe,  una serie di interviste a direttori di musei, grandi e piccoli, e di  istituti  culturali italiani e stranieri presenti in Italia. Lo scopo è  quello di conoscere  e di far conoscere meglio alcuni dei tesori straordinari che custodiamo e nello stesso tempo dare la parola a chi queste istituzioni, fondamentali per la vita culturale di un paese, le vive quotidianamente e, fra capolavori di assoluta bellezza ma anche fra scartoffie burocratiche,  ne conosce approfonditamente le meraviglie, i limiti, le caratteristiche e le possibilità di sviluppo.


Nelle stanze dove Johann Wolfgang von Goethe soggiornò durante il suo viaggio dal 1786 al 1788 insieme a Johann Heinrich Wilhelm Tischbein e altri artisti tedeschi, è stato inaugurato nel 1997 l'unico museo tedesco all'estero, la Casa di Goethe. Una mostra permanente racconta il viaggio in Italia del poeta e il suo soggiorno romano. Il visitatore può scoprire molti aspetti del vivere quotidiano degli artisti nel famoso appartamento al Corso. Con lettere e diari di Goethe, disegni e schizzi di Tischbein - dove appare un Goethe per lo più rilassato e felice - la Casa di Goethe cerca di restituire un'immagine della vita romana, tanto diversa da quella di uomo di stato che conduceva a Weimar. Sono esposti non solo alcuni dei suoi disegni italiani, ma anche stralci di saggi sull'architettura e la scultura, nonché il suo lavoro scientifico per la teoria dei colori. La mostra ospita un vero gioiello: il ritratto di Goethe realizzato nel 1982 da Andy Warhol che si ispira al famoso dipinto di Tischbein "Goethe nella Campagna di Roma", la più celebre raffigurazione del poeta. Una copia di quest'ultimo è esposta nella sala dove più di duecento anni fa fu dipinto l'originale - l'atelier di Tischbein. Nel Museo sono esposte anche le opere scritte in Italia o ispirate dal nostro paese: Ifigenia, Le Elegie romane, Tasso, Egmont, Faust, Il Carnevale romano e naturalmente il Viaggio in Italia . Cuore della biblioteca di consultazione della Casa di Goethe è la collezione dell'editore Richard W. Dorn, dove sono consultabili anche preziose prime edizioni delle opere di Goethe. Le mostre temporanee sono spesso dedicate a temi italo-tedeschi e alla tradizione del viaggio in Italia fino ai nostri giorni.

La dottoressa  Bongaerts ci riceve nel suo ufficio, luminoso, sobrio, moderno,  come si conviene ad un ambiente  che coniuga cultura ed efficienza. Il sole di una  mattinata estiva si riflette nei mobili chiari addolcito dalla frescura e dall'ombra delle foglie degli alberi  che si intravedono dalla finestra... Goethe era misura ed equilibrio e il forte sole romano sembra volerne rispettare lo spirito mitigando i suoi eccessi. Bella signora tedesca  dai modi cortesi, la Dott.ssa Bongaerts ha l'eleganza sobria delle persona di cultura del nordeuropa, i capelli corti curati, un bel sorriso non di circostanza. Da' l'impressione netta di una persona realizzata nel suo lavoro e felice di essere a Roma...

Cominciamo col chiedele da quanto tempo è in Italia...

Sono arrivata in Italia proprio per l'apertura della Casa di Goethe, nel 1997. Era la prima volta che mi si apriva la possibilità di vivere in Italia, cosa a cui non avevo mai pensato prima. Io sono una storica, ho studiato a Bonn, ed ho lavorato nella Haus der Geschichte (Casa della Memoria) e poi ho cominciato, ormai da ventanni, ad occuparmi del progetto della Casa di Goethe.

Quindi sono molti anni che vive in Italia. Potesse scegliere daccapo lo rifarebbe?

Sì, volentieri.

E' facile dirigere un museo come questo?

La Casa di Goethe non è solo un museo. È anche una istituzione culturali con tanti manifestazioni come letture, conferenze, convegni, incontri e naturalmente mostre: è una grande soddisfazione e gioia poter organizzare un programma così ricco e svariato. Inoltre la Casa è un bellissimo posto proprio al cuore di Roma: un sogno per ogni tedesco, e naturalmente anche per me. La Casa di Goethe non vuole essere un luogo commemorativo e storicizzante, vuole essere un luogo di incontro tra tedeschi e italiani, uno spazio per il dialogo amichevole e per lo scambio artistico e scientifico, invoglia i visitatori a ritornare. E tanti ritornano, vengono regolarmente: questo è una grande soddisfazione. Siamo un "ambasciatore culturale" della Germania. Naturalmente c'è tanto lavoro, e non sempre lavoro che mi piace (per esempio l´amministrazione che per noi è molto difficile perché dobbiamo rispettare le regole italiane e quelle tedesche), ma non voglio lamentarmi. E poi ho un piccolo, ma efficiente team che lavora proprio dall'inizio con grande entusiasmo.

La Casa di Goethe è' una istituzione statale?

No. Siamo un'associazione privata ma sovvenzionata dallo stato. Siamo parte, godendo di una posizione particolare e privilegiata di una grande Associazione tedesca che è la AsKI, Arteitskreis selbstaendiger Kultur-Institute e. V., che ha oltre quaranta membri. Abbiamo la particolarià di essere l'unico museo tedesco all'estero; quando lo abbiamo istituito il museo ovviamente  avevamo delle incertezze,  ma oggi la Casa di Goethe ha trovato la sua identità, il suo ruolo, una sua collocazione... per dire, la mostra che attualmente ospitiamo è stata prima che da noi in uno dei più importanti musei tedeschi. Per noi ha un ruolo importante il Ministero della Cultura, che è stato istituito solo da pochi anni, ministero piccolo ma fondamentale. In Germania per molti anni non abbiamo avuto un vero e proprie Ministero della cultura.

Come si è formata la collezione permanente del museo?

Già prima dell´inaugurazione del museo abbiamo avuto fondi per poter procedere a degli acquisti; abbiamo avuto la fortuna di acquisire la biblioteca Dorn , una eccellente collezione di libri goetheani, che più che un acquisto è stata una donazione; grazie a questi fondi abbiamo acquistato lettere di Goethe, disegni di altri artisti che sono stati qui a contatto con Goethe, libri, sculture;   abbiamo anche avuto la grande opportunità di acquistare il quadro di Goethe di Warhol, che è esposto all'ingresso del Museo,  che è diventato una icona della Casa, un modo per collegare idealmente il passato con il presente. Di questo quadro esistono sei versioni. La nostra è l'unica esposta in un luogo pubblico. Le altre sono in collezioni private.

Che tipologia di visitatori avete?

All'inizio sono stati soprattutto tedeschi, ma oggi vengono anche tanti italiani e romani. La mostra attuale su Piranesi per esempio attira molti italiani. Inoltre pochi giapponesi, americani, inglesi. Vengono anche tanti studenti, offriamo proprio per loro visite guidate gratuite, workshops ecc.

 

Direttrice, in tanti anni certamente si è fatta un'idea su di noi. Cosa le piace degli italiani?

Quello che mi piace degli italiani è il senso di libertà, di leggerezza, l'amore per la vita nel senso più pieno del termine. Mi piace il vostro gusto del vivere, la vostra capacità di prendere tutto con più facilità. Devo dire che un po' ci avete contagiati: lo osservavo per il nostro modo di vivere il recente campionato di calcio: è stato vissuto con più allegria, con più spirito di festa... stiamo diventando un po' italiani. Trovo questo molto bello.

Roma ha tante meraviglie, tanta confusione ma anche tanti angoli riparati, felici. Lei cosa ama di più, di questa Roma più quotidiana?

Mi piace passeggiare nei luoghi verdi e tranquilli, soprattutto la mattina presto: tutti i giorni nella Villa Borghese (vicino a Casa di Goethe) e il fine settimana nella Villa Ada (vicino a casa mia).

Lei, ovviamente, è una esperta di Goethe. Cosa in Goethe è particolarmente attuale?

Goethe aveva una straordinaria capacità di aprirsi a esperienze diverse. Aveva una grande capacità di osservare, di guardare le cose e di modificare il suo punto vista in relazione a quello che vedeva: questo lo rendeva capace di cambiare opinione, cosa che ammiro molto. Era un viaggiatore aperto. E' stato poeta, scrittore, ma anche pittore, ha studiato l'arte, la natura. Questa sua poliedricità lo rende attuale, moderno. Ha cercato di capire il mondo da diversi punti di vista e questo è il suo fascino, la sua attualità. Per dire, la sua Teoria dei colori è un riferimento ancora oggi, e su questo abbiamo in programma per esempio un workshop per studenti in autunno. Devo dire che questo mio ruolo mi ha dato l'opportuntià di amare Goethe ancora più intensamente: Goethe è stata una persona gravata di grandi responsabilità: Ministro, direttore di teatro, scrittore già celebre in vita, eppure restava una persona di grande umanità: il suo viaggio in Italia nacque anche dal bisogno di ritrovare il suo respiro come persona, di alleggerirsi, di ritrovare una sua identità più profonda. Certo, ha avuto la fortuna di poter viaggiare godendo comunque dell'appannaggio di Ministro, cosa che all'epoca suscitò non poche polemiche. Era anche una persona generosa. Risulta dagli scritti ritrovati che saldava lui i conti degli altri artisti che abitavano insieme a lui in Via del Corso 18. Devo dire che anche voi  italiani lo amate molto:  per dire, vedo con molto piacere, e sono anche un po' stupita di quanto il suo Viaggio in Italia sia molto conosciuto anche da voi. Tanti visitatori arrivano qui con questo libro in mano... amate anche Thomas Mann, su cui abbiamo anche fatto una mostra.

Certamente in Germania avete, in letteratura, un grande passato, e non solo per Goethe. Ma come sta la letteratura tedesca in questi anni?

Io sono sposata con uno scrittore tedesco, nato a Roma, e quindi il mondo della letteratura è un mondo che conosco anche per ragioni esterne al mio lavoro. In Germania per la letteratura è un periodo fertile. C'è un bel clima, che certamente favorisce la grande produzione che abbiamo: tanti premi, tante borse di studio, tanti incentivi: tanti talenti possono scrivere anche senza vendere molto proprio grazie al fatto che sono molto aiutati, dallo Stato ma anche da Fondazioni private. In Germania usa pagare per assistere a letture, a conferenze, proprio perchè c'è questa sensibilità verso la produzione culturale. Anche lo Stato da tanti soldi. Per esempio, pur essendo anche per la Germania un periodo di crisi, abbiamo avuto la possibilità di comprare l'immobile sopra il piano dove è la Casa di Goethe, cosa che io stessa pensavo sarebbe stata difficile. L'Italia è un paese di grande cultura, ma oggi mi sembra che purtroppo non investiate abbastanza nella cultura, a differenza di quello che accade da noi. La Merkel, malgrado la crisi, ha addirittura aumentato i fondi per la formazione e non sono stati diminuiti i fondi del Minstro della cultura.

Degli scrittori tedeschi contemporanei, chi le piace particolarmente?

Difficile da dire, perché attualmente ci sono tanti interessanti scrittori di alto livello: Herta Müller (premio Nobel della letteratura 2010), Brigitte Kronauer, Wilhelm Genazino, Durs Grünbein, Sybille Lewitscharoff ....

So che lei legge molto... chi ama della letteratura italiana?

I miei scrittori italiani preferiti sono Italo Svevo, Giorgio Bassani ed Antonio Tabucchi.

Lei di formazione è una storica. In Germania la guerra è stata una esperienza terribile, ancora più che per l'Italia. Pensa che abbiamo imparato da tutto questo?

Secondo me i tedeschi hanno imparato dalla storia... Si sono confrontati col passato, con l'esperienza della guerra e della dittatura. Un esempio: Hitler cominciò il suo percorso creando un consenso attraverso la manipolazione della stampa. Questo i tedeschi lo abbiamo capito bene, per cui c'è una grande sensibilità sul tema. Per dire, un politico da noi non potrebbe possedere giornali. Un conflitto di interesse come quello italiano da noi non sarebbe ipotizzabile. Mi spiace dire che questa è una grande delusione per noi. I miei amici tedeschi si stupiscono di quello che accade attualmente in Italia, confrontando l'idea che ne hanno con la realtà attuale. G.C.

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Grandi Musei: Die Casa di Goethe. Ein Interview mit der Direktorin Ursula Bongaerts

29 Juli 2010 . Die italienische Internetplattform für Kultur im weitesten Sinne fattitaliani.it interviewt in ihrer Reihe Grandi Musei regelmäßig Direktoren von großen wie kleinen italienischen Museen und Kulturzentren. Dabei widmet sich fattitaliani gerade auch in Italien wirkenden ausländischen Institutionen. Die Reihe zielt sowohl darauf ab, die enorme kulturelle Vielfalt in den Ausstellungsräumen und Archiven unseres Landes bekannter zu machen, als auch einmal diejenigen zu Wort kommen zu lassen, die diese Schätze hüten. Museumsmacher gestalten das kulturelle Leben jedes Landes entscheidend, leben es sozusagen in ihrem Alltag und kennen, an der Schnittstelle zwischen Meisterwerken und Bürokratie, besser als die meisten anderen die Wunder, die Entwicklungschancen, aber auch die Grenzen dieses ganz besonderen Alltags.

Genau in den Räumen, in denen Johann Wolfgang von Goethe während seiner Italienreise von 1768 bis 1788 gemeinsam mit Johann Heinrich Wilhelm Tischbein und weiteren deutschen Künstlern lebte und arbeitete, wurde 1997 das einzige deutsche Museum im Ausland eingerichtet, die Casa di Goethe. Eine Dauerausstellung widmet sich der Italienreise des Dichters und seinem Künstlerleben in der Ewigen Stadt. In den Wohnräumen direkt an der Via del Corso, unweit der Piazza del Popolo, finden sich zahlreiche Dokumente aus dem Alltagsleben Goethes, die den Weimarer Geheimrat zeigen, wie man ihn in Deutschland kaum kennt. In seinen Briefen und Tagebüchern und Tischbeins Skizzen und Zeichnungen wirkt der in den Staatsdienst zuvor vollständig eingespannte Enddreißiger plötzlich entspannt, sogar jugendlich ausgelassen. Aus Goethes Reisejahren, die ihn vom Brenner bis nach Sizilien führten, zeigt die Casa di Goethe sowohl diverse seiner Zeichnungen als auch Schriften über Architektur und Bildhauerei, die Goethes Blick auf die Kunst Italiens stark beeinflussen sollten. Seine Abhandlungen zur Botanik und zur Farbenlehre, die ihren Ursprung ebenfalls in der Italienreise haben, stellt ein weiterer Raum vor.

Auch die zwei vielleicht bekanntesten Goethe-Portraits beherbergen die Räume am Corso - das Gemälde "Goethe in der Campagna Romana", das Tischbein ebendort malte, allerdings nur in einer Kopie. Andy Warhols 1982 entstandene Bearbeitung des Gemäldes empfängt die eintretenden Besucher hingegen tatsächlich gleich im Foyer.

Schließlich setzt sich das Museum auch mit denjenigen Werken Goethes auseinander, die in Italien entstanden oder deren Inspirationsquelle hier liegt: Iphigenie, Die Römischen Elegien, Tasso, Egmont, Faust, Das römische Carneval und natürlich Die italienische Reise.

Herz der in das Museum integrierten umfangreichen Bibliothek der Casa di Goethe ist die Sammlung des Wiesbadener Verlegers Richard W. Dorn. Ihre Besucher können den Bestand einfach einsehen, zu dem auch zahlreiche Goethe-Erstausgaben gehören. Sonderausstellungen widmet die Casa di Goethe häufig deutsch-italienischen Themen vom 18. bis ins 21. Jahrhundert. Ein Schwerpunkt liegt hierbei auf der Tradition der Italienreise unter den deutschen Künstlern.

Frau Bongaerts empfängt uns in ihrem hellen, modernen Büro. Sie arbeitet in einem Ambiente, das ausstrahlt, dass dort Kunst und Effizienz zusammenfinden können. Die sommerliche Morgensonne wird von den hellen Möbeln reflektiert und scheint hier weniger zu brennen als andernorts in Rom, so als wolle sie dem für seine Gemessenheit bekannten späten Goethe nachkommen. Mit ihrem unaufgesetzten Lächeln und der den Nordeuropäern so eigentümlichen schlichten Eleganz vermittelt sie unmittelbar den Eindruck einer Person, die in ihrer Arbeit aufgeht und zufrieden in Rom lebt...

Beginnen wir damit, Sie zu fragen, wie lange Sie bereits in Italien wohnen ...

Ich bin genau zur Eröffnung der Casa di Goethe nach Italien gekommen, das war 1997. Da bot sich mir zum ersten Mal die Gelegenheit, hier zu leben. Das hatte ich zuvor nie geplant. Ich bin Historikerin, zunächst habe ich in Bonn studiert und im Haus der Geschichte gearbeitet. Vor zwanzig Jahren habe ich dann begonnen, mich mit dem Projekt der Casa di Goethe zu beschäftigen.

Also leben Sie seit vielen Jahren in Italien. Wenn Sie noch einmal die Wahl hätten, würden Sie die gleiche Entscheidung treffen?

Ja, aber natürlich.

Ist es leicht, ein solches Museum zu führen?

Die Casa die Goethe ist gar nicht nur Museum. Sie ist auch eine kulturelle Einrichtung, die ganz unterschiedliche Veranstaltungen ausrichtet: Vorlesungen, Tagungen,Vorträge und natürlich Ausstellungen. Es ist eine große Freude für mich, ein so reichhaltiges Programm organisieren zu dürfen. Außerdem ist die Casa ein wunderschöner Ort mitten im Herzen von Rom, ein Traum für jeden Deutschen und natürlich auch für mich. Die Casa di Goethe will keine reine Gedenkstätte sein, sondern ein Ort, an dem sich Deutsche und Italiener begegnen können, ein Ort des freundschaftlichen Dialogs wie auch des wissenschaftlichen und künstlerischen Austauschs, der die Besucher zum Wiederkommen animiert. Und sehr viele kommen wieder und kommen regelmäßig, was uns sehr freut. Wir verstehen uns als "Kulturbotschafter" Deutschlands. Natürlich ist das mit sehr viel Arbeit verbunden, manchmal auch mit solcher, die mir weniger gefällt. Zum Beispiel sind für uns viele Verwaltungsakte recht kompliziert, da wir uns sowohl an die deutschen wie an die italienischen Regeln halten müssen. Aber ich will mich nicht beklagen. Wir bilden ein kleines, aber effizientes Team, das von Beginn an mit großem Eifer zusammenarbeitet.

Ist die Casa di Goethe eine staatliche Institution?

Nein. Wir sind eine private, aber vom Staat finanzierte Einrichtung. Wir gehören zu einem großen Verband namens AsKI, der Arbeitskreis selbständiger Kultur-Institute e.V., in dem wir unter den über vierzig Mitgliedern eine Sonderstellung einnehmen. Die Casa ist das einzige deutsche Museum im Ausland. Direkt nach der Gründung hatten wir noch mit einigen Unsicherheiten zu tun, aber heute hat die Casa di Goethe zu ihrer Identität gefunden, ihre Rolle, ihren Platz gefunden.

Wie entstand die Sammlung des Museum?

Bereits vor der Eröffnung des Museums wurden uns Mittel für den Aufbau einer Sammlung zur Verfügung gestellt. Ein Glücksfall war es für uns, dass wir die hervorragende Goethe-Bibliothek des Verlegers Richard W. Dorn außergewöhnlich günstig erwerben konnten. Auf diesen Grundbestand bauten wir mit Briefen Goethes, mit Zeichnungen von Künstlern, die mit Goethe in Kontakt standen, mit Büchern und Skulpturen die Sammlung weiter aus. Wir hatten auch die großartige Möglichkeit, das Goethe-Gemälde von Warhol zu erwerben, das zu einer Ikone des Hauses geworden ist. Durch sie verbinden sich auf ideale Weise Vergangenheit und Gegenwart. Sechs Versionen existieren von dem Bild, aber nur unseres ist öffentlich ausgestellt.

Welche Besucher kommen in die Casa di Goethe?

Anfangs waren es vor allem Deutsche, aber heute kommen auch sehr viele Italiener, viele von ihnen Römer. Unsere Ausstellung über Piranesi beispielsweise hat viele Italiener angezogen. Auch Japaner, Amerikaner und Engländer kommen häufiger. Es besuchen uns gleichfalls viele Studenten. Denen bieten wir kostenlose Führungen an, auch Workshops und ähnliches.

Frau Bongaerts, in den vielen Jahren haben Sie sich bestimmt ein Bild von uns gemacht. Was gefällt Ihnen an den Italienern?

Was mir an den Italienern so gefällt, ist ihr Freiheitssinn und ihre große Liebe zum Leben. Und mir gefällt  eure Fähigkeit, alles mit Leichtigkeit zu nehmen. Ihr habt uns damit sogar ein wenig angesteckt: Bei der letzten Fußballweltmeisterschaft scheint sich unsere Lebensart etwas verändert zu haben. Alles wurde mit größerer Leichtigkeit erlebt, in einer so lockeren Stimmung ... Wir wurden ein wenig zu Italienern. Das fand ich sehr schön.

Rom birgt so viel Wunderbares, es herrscht ein großes Durcheinander, aber es gibt auch viele versteckte, beglückende Orte. Was lieben Sie am meisten am alltäglichen Rom?

Ich liebe meine Spaziergänge durch die grünen und ruhigen Orte der Stadt, besonders früh morgens. Wochentags laufe ich durch die Villa Borghese, in der Nähe der Casa, und am Wochenende durch die Villa Ada in der Nähe meiner Wohnung.

Sie sind eine Goethe-Expertin. Was an Goethe ist besonders aktuell?

Goethe hatte die außergewöhnliche Fähigkeit, sich vollkommen unterschiedlichen Erfahrungen zu öffnen; er hatte eine großartige Beobachtungsgabe. Er betrachtete die Dinge genau und überdachte dann seinen Standpunkt.  Das machte es ihm möglich, seine Einstellung zu verändern – etwas, was ich sehr bewundere.

Goethe war ein aufgeschlossener Reisender. Er war Dichter, Schriftsteller, aber auch Maler. Er hat die Kunst und die Natur gleichermaßen studiert. Diese Vielseitigkeit macht ihn modern. Gerade den Versuch, die Welt aus verschiedenen Blickwinkeln zu sehen, finde ich so faszinierend. Seine Farbenlehre ist auch heute noch aktuell, wozu wir übrigens auch einen Workshop für Schüler angeboten haben.

Durch meine Arbeit hat er für mich noch an Bedeutung gewonnen: Auf Goethe lastete große Verantwortung als Minister, Theaterdirektor und als bereits zu Lebzeiten berühmter Schriftsteller. Doch blieb er dabei sehr menschlich. Seine Reise nach Italien entstand auch aus dem Bedürfnis heraus, seinen eigenen Rhythmus wiederzufinden, sich zu befreien und seiner eigentlichen Identität wieder näherzukommen.  Sicher, er hatte das Privileg, reisen zu dürfen und gleichzeitig als Minister weiterbezahlt zu werden, was ihm nicht wenig Kritik einbrachte. Dabei war er aber ein sehr großzügiger Mensch. Verschiedene Schriftstücke zeigen uns, dass er die Rechnungen aller Künstler beglich, die mit ihm an der Via del Corso 18 lebten. Zu meinem großen Vergnügen, aber auch zu meiner Verblüffung merke ich oft, dass auch die Italiener ihn sehr mögen und erstaunlich gut kennen, gerade seine Reise nach Italien. Viele Touristen kommen hierher mit diesem Buch in der Hand. Und auch Thomas Mann mögt Ihr sehr, über den wir ja ebenfalls eine Ausstellung gemacht haben.

In Deutschland habt Ihr offenkundig nicht nur durch Goethe eine eindrucksvolle literarische Vergangenheit. Aber wie steht es mit der Literatur der Gegenwart?

Ich bin mit einem deutschen Schriftsteller verheiratet, der übrigens in Rom geboren wurde. Darum befasse ich mich mit der deutschen Literaturszene natürlich auch außerhalb meiner Arbeit. Die deutsche Literatur erlebt im Augenblick eine sehr fruchtbare Zeit. Die Arbeitssituation ist durch die vielen Auszeichnungen, Stipendien und Förderprogramme äußerst günstig. Sie tragen mit Sicherheit sehr zur derzeitig hohen Produktivität bei. Vielen Talenten wird es möglich gemacht auch ohne große Verkäufe zu schreiben, sei es durch Förderungen von staatlicher Seite oder aber von privaten Stiftungen.

In Deutschland ist man es gewohnt, Lesungen und Treffen zu finanzieren, gerade weil kulturelle Bildung so einen hohen Stellenwert hat. Auch vom Staat kommen immer wieder Fördersummen. Zum Beispiel haben wir trotz der Finanzkrise die Möglichkeit erhalten, eine Wohnung oberhalb der Casa di Goethe aufzukaufen, was selbst ich für kaum möglich gehalten hatte. Italien ist ein Land mit einem schier unglaublichen kulturellen Erbe, aber es scheint mir, dass es heutzutage nicht mehr genügend in Kultur investiert. Frau Merkel beispielsweise hat ungeachtet der Krise sogar die Gelder für Bildung erhöht und von Kürzungen des Etats des Ministeriums für Bildung und Forschung abgesehen.

Und welcher der zeitgenössischen Schriftsteller gefällt Ihnen zurzeit am besten?

Schwer zu sagen, es gibt im Moment so viele interessante Autoren von hohem Niveau: Herta Müller, Brigitte Kronauer, Wilhelm Genazino, Durs Grünbein, Sybille Lewitscharoff ...

Mir ist zu Ohren gekommen, dass Sie sehr viel lesen ... Welche italienischen Autoren sind Ihnen die liebsten?

Italo Svevo, Giorgio Bassani und Antonio Tabucchi.

Sie haben Geschichtswissenschaften studiert. Für Deutschland ist der Krieg eine noch grauenhaftere    Erfahrung als für Italien gewesen. Haben wir aus ihm gelernt?

Meiner Meinung nach haben die Deutschen aus ihrer Geschichte gelernt. In Deutschland setzt man sich immer wieder auf allen Ebenen mit der Vergangenheit, mit den Erfahrungen von Krieg und Diktatur auseinander. Beispielsweise ist uns sehr bewusst, dass die Gleichschaltung der Nationalsozialisten nur mithilfe der Presse möglich war. Bei Fragen der Pressefreiheit sind wir darum sehr sensibel. Ein deutscher Politiker könnte unmöglich Besitzer einer Zeitung sein. Es fällt mir schwer zu sagen, dass die Situation in Italien für uns ein großes Problem darstellt. Meine deutschen Freunde sind von den aktuellen Ereignissen schon sehr irritiert, gerade weil ihre Vorstellungen von Italien sich mit der derzeitigen Realität nicht decken. von G.C.

 

 

 

La Casa di Goethe
Via del Corso 18 (Piazza del Popolo)

Tutti i giorni dalle 10.00-18.00. Ingresso fino alle 17.30. Chiuso il lunedi.

biglietto: euro 4,00 / ridotto: euro 3,00 (studenti e over 65)
ridotto euro 3,00 per convenzioni

Visite guidate su appuntamento: 35 Euro / (max. 25 persone) / gratis per gruppi di studenti.
Per informazioni : Tel. 06 32 650 412 / info@casadigoethe.it

Bus 52, 53, 63, 60, 61, 62, 175, 204, 25, 45, 490, 495, 88, 117, 118.

Metro A, Fermata "Flaminio"

Parcheggio Villa Borghese

 

vai al sito della Casa di Goethe

(le ultime tre foto che accompagnano il testo tedesco sono di Martin Claßen)

riproduzione riservata


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