"MR. GREGORY", IL NUOVO LIBRO DI SVEVA CASATI MODIGNANI: "LA LETTURA E' UNO SQUARCIO NEL BUIO" - L'INTERVISTA
15 luglio 2010 - di Giovanni Zambito - A una settimana dall'uscita il romanzo è già alla seconda ristampa di 30 mila copie, dopo una prima tiratura di 150 mila, ed è subito entrato nella classifica dei libri più venduti: si sta parlando di "Mister Gregory" (Sperling & Kupfer, pagg. 540, € 20,90), il ventunesimo romanzo di Sveva Casati Modignani. Ci aspetta all'Hotel Piranesi di Roma, seduta e intenta a leggere "Un posto perfetto" di Penelope Lively: "è una storia di famiglia con delle ombre; devo dire che mi sta un po' annoiando". Protagonista del suo nuovo libro è Gregorio Caccialupi, seguito fin dall'infanzia povera nel Polesine e passando per gli anni Trenta segnati dalla miseria e dalle malattie, per poi diventare il ricco proprietario di una catena di grandi alberghi italiani, fino alla perdita del suo patrimonio per un investimento sbagliato e a un nuovo, sorprendente incontro nella vecchiaia.
Quando comincia la storia, il protagonista è un 85enne che poi rievoca le vicende vissute e le persone incontrate e che vive stabilmente in una casa di riposo. Come mai un anziano come elemento principale di un romanzo che si definisce un "dinosauro" di cui il mondo non sa più che fare?
Gregorio si riferisce al suo tipo di esistenza di self made man che si è costruito da solo, senza santi in paradiso. Un uomo guidato da un'estrema onestà di fondo, tanto che alla fine quando deve onorare i suoi debiti non ci pensa manco un momento a dar fondo al suo patrimonio per sentirsi in pace con la sua coscienza. In un periodo in cui è premiato chi è di malaffare e scorretto, lui si sente "dinosauro": è sotto gli occhi di tutti perché il mondo non va da quella parte.
Ad un certo punto Gregorio vorrebbe non ascoltare la propria coscienza che a volte "ha una voce sgradevole": sarebbe quindi meglio non ascoltarla?
Gregorio ha ragione quando l'ascolta: alla fine non si può scendere a compromessi con se stessi.
Mr. Gregory ogni anno puntualmente per il suo compleanno torna al Grand Hotel Delta Continental di Milano: c'è un luogo o una dimensione dove lei torna spesso e volentieri?
Torno sempre volentieri a casa mia, il posto cui sono più affezionata: ci vivo da quando sono nata. E' la casa di mia nonna e della mia famiglia. E le case di famiglia conoscono la tua storia, ti parlano sempre anche se discretamente e continuano a raccontarti cose.
Lei dedica il libro a sua nonna Luigia detta Bice per le storie che le raccontava: qual è stato il primo viaggio mentale che le hanno suscitato?
Non mi trasportavano in luoghi concreti ma in luoghi di fantasia: boschi incantati, transatlantici immaginati - mia nonna non c'è mai salita - o una prateria inglese. Erano le storie che lei amava: una volta a un'ospite raccontò una storia inventata riferita a un quadro dell'Ottocento che ritraeva una scena di caccia alla volpe...
Quando Gregorio pensa alla sua nonna sembra che lei voglia ricordare nonna Bice...
Sono cresciuta con lei: sono sempre stata affascinata dal mondo degli anziani di una volta: avevano una forza e un'esperienza di vita e una saggezza che non ho più ritrovato.
A proposito di anziani, Gregorio dice che a una certa età il sesso risulta sconveniente: perché?
Mi fa tanta pena pensare a quegli anziani che a 60-70-80anni si rifugiano nelle balere e si inventano situazioni inadeguate; come pure i nostri anziani politici che a forza di viagra cercano di portarsi a letto queste puttane che oggi si chiamano escort: danno la misura di una grande povertà mentale...
Secondo lei per quale ragione "Il passato è un fardello ingombrante per le nuove generazioni"?
A loro non interessa il passato: io appartengo a una generazione dove il passato era fondamentale forse perché ci veniva continuamente raccontato. Mia nonna e mia mamma ripetevano gesti dei secoli passati, sempre uguali ma così rassicuranti. Il passato è un patrimonio di cultura, usanze, costumi, tradizioni e di rispetto che non c'è più. Forse perché appunto gli anziani di oggi vanno a ballare e rifiutano la vecchiaia che fisicamente è un'età poco allettante ma non intellettualmente; quasi se ne vergognano e si umiliano con espedienti meschini per mascherare gli anni, diventando ridicoli e grotteschi.
Isola, la mamma di Gregorio, sembra cambiare prima per effetto dei libri e poi grazie a ciò che vede e a chi incontra: è così?
Sicuramente: la lettura è davvero uno squarcio nel buio. Isola è un'anomalia, una creatura magica assolutamente inadatta a un'esistenza nel Polesine e la sua "biblioteca" mi appartiene.
Torna spesso il concetto dell'America come terra dell'opportunità: secondo lei, oggi l'Italia lo è per gli immigrati?
So di molti immigrati che qui stanno facendo fortuna. A Milano conosco alcune imprese artigiane di cui sono i proprietari. A Prato i cinesi hanno scippato l'antica tradizione della tessitura facendo affari d'oro: non so come gestiscano il business, forse sono più sfruttatori di quanto lo siamo noi. Molti di loro arrivano in Occidente in cerca di opportunità: e come accadeva per gli italiani e gli irlandesi a Ellis Island, anche i cinesi lavoratori si portano dietro quelli mafiosi.
Ad un certo punto mentre si trova in America, Gregorio ammette di aver ridimensionato i propri obiettivi: è successo anche a lei?
Non credo di avere avuto mai degli obiettivi: sono una che si lascia vivere e non ho voglia di stressarmi. Forse a livello incoscio avrei voluto fare quello che mi piaceva fare, ed è scrivere... Di certo non avevo il successo come obiettivo.
Come sta la sua macchina per scrivere Valentine?
E' perfetta: ha quarant'anni e non li dimostra, mai un raffreddore. Tuttavia l'editore mi ha creato una pagina personale su Facebook e mi telefonano per rispondere ai diversi quesiti che mi arrivano. Che dire? il computer mi è antipatico. Sono nata nel Novecento, il secolo delle scienze e delle più grandi risposte scientifiche; vivo nel 2000 che è il secolo della tecnologia con cui però non ho affinità e non ho voglia di appropriarmene.
In riferimento all'Italia degli anni Trenta si legge una frase di un giornalista de Il Resto del Carlino: "la paura è un sentimento che ci pervade tutti, oggi come oggi. Io ho paura di scrivere quello che so, perché è ormai evidente che la politica non agisce più nell'interesse del nostro Paese, ma nella difesa della posizione di un solo uomo". Nessun riferimento all'Italia odierna?
Lo dicevano gli oppositori del regime fascista: di nuovo siamo lì... i corsi e i ricorsi di Giambattista Vico.
Sceglie i libri da comprare come Gregorio che si fa affascinare da copertine e titoli?
Lui partiva da basi culturali molto limitate: io oggi cerco l'autore anche se in quel periodo titoli e copertine erano accattivanti e comunque è sempre meglio che farsi catturare da un paio di slip di Dolce & Gabbana.
Per lei i ricordi sono più cattivi compagni o un rifugio?
Forse l'uno e l'altro. Ho una grande fortuna: quella di avere poca memoria e questo mi aiuta. Giovanni Zambito.
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Inserisci CommentoSono rimasto calamitato da questa storia
Che mi assomiglia in parte, sembra reale e a dir poco attuale Faccio i mori complimenti all artista.
Gregorio lagana' - 21/Nov/2011