venerdì 9 agosto 2019

Gianluca Melillo: “Ragazzi, mettete il cuore in tutto ciò che fate”. L'intervista di Fattitaliani

Talento, caparbietà e intelligenza sono i punti di forza che gli hanno permesso di costruire una carriera contraddistinta da successo e credibilità. Gianluca Melillo, esperto e docente di comunicazione RP e CSR, si racconta a Fattitaliani. L'intervista.

Gianluca, cosa significa responsabilità sociale d'impresa? 
La Responsabilità Sociale d’impresa (Rsi) o Corporate Social responsibility (Csr) è, secondo la Comunicazione UE n. 681 del 2011, “la responsabilità delle imprese per gli impatti che hanno sulla società”. Rsi o imprenditoria socialmente responsabile, sempre secondo l’Unione europea, significa soddisfare le esigenze del cliente e saper gestire allo stesso tempo le aspettative di altri stakeholders, come ad esempio il personale, i fornitori e la comunità locale di riferimento. Questa la definizione formale, giuridica e corretta. Poi però c’è la mia che si riduce a poche, semplici, parole: la RSI è la volontà, e la capacità, da parte delle aziende di abbinare cuore e sensibilità al business. In sostanza è il voler provare a fare del bene, in infinite forme e maniere, ed a contribuire il mondo, iniziando dal proprio ma senza ovviamente snaturare la mission aziendale di un’impresa che resta quella di produrre e guadagnare
C’è un ambito del sociale a cui un’azienda dovrebbe prestare maggiore attenzione?
A mio parere qualsiasi iniziativa che sia funzionale a rendere migliore la vita degli altri, attraverso la cura dell’ambiente piuttosto che del rispetto delle diversità o del sostegno ai meno fortunati, è degna di nota e attenzione. Non esiste, e spero mai esisterà, una graduatoria di merito nel sociale: ognuno fa quanto può e come ritiene ciò che conta davvero è che l’obiettivo sia concreto e misurabile. 
L’attenzione al sociale incide sulla cultura d’impresa e nei processi aziendali?
La responsabilità sociale, come anche una particolare attenzione all’etica ed alla trasparenza, incide in maniera estremamente importante, e pratica, nella vita delle aziende. Ad esempio la migliore qualità di vita in un ambiente lavorativo sano e rispettoso oppure la volontà di distinguersi strategicamente dai concorrenti per una migliore reputazione (brand reputation), sia in termini di prestazioni commerciali che di prestazioni sociali. E molto altro, ma non vorrei annoiare i lettori con un mio personale piacere nell’essere un po’ didascalico su questa materia, che personalmente mi affascina oltre ad essere un aspetto fondamentale del mio lavoro.
Le aziende attente al sociale sono anche più competitive?
A mio, ma non solo mio basta leggere i numeri delle maggiori imprese mondiali, parere tutte le aziende che investono in responsabilità sociale sono quelle più performanti anche in termini produttivi. In sostanza ad una maggiore CSR (dall’inglese Corporate Social Responsability) corrispondono sempre dei migliori risultati aziendali.
Quali sono i progetti a cui hai lavorato di cui sei più fiero?
I progetti di cui vado fiero sono davvero tanti ma solo per citarne alcuni che mi sono particolarmente cari, sicuramente quelli che seguo per conto dell’Ipab Asilo Savoia, il cui vulcanico Presidente Massimiliano Monnanni oltre che un amico e una persona umanamente stupenda, è anche uno dei maggiori esperti di attività in ambito sociale che ci siano in Italia. Ed al suo fianco le attività che curo sono al top, sia in termini di contenuti progettuali e di partnership (un perfetto connubio fra pubblico e privato) che soprattutto di risultati tangibili per tantissimi cittadini in grave disagio socio economico. Ma anche i progetti che curo per conto di Medica Group Holding di Riccardo Starace sono una bomba: siamo riusciti ad utilizzare il cinema di qualità per raccontare temi di grande difficoltà come ad esempio il famoso cortometraggio “Sogni” per parlare di Alzheimer. E la comunicazione sociale è un altro aspetto sul quale Riccardo ha deciso di investire, perché per lui occuparsi di salute vuol dire innanzitutto occuparsi della persona prima che del paziente. 
Quale messaggio ti senti di dare ad un ragazzo interessato ad intraprendere un cammino professionale simile al tuo?
Ad un ragazzo che volesse intraprendere un percorso simile al mio consiglierei sicuramente di mettere il cuore in ciò che fa, perché tutti possono imparare la tecnica ma nessuno a mettere amore in ciò che fa. Ed è questa empatia, e la ferma volontà a pensare anche al bene degli altri oltre che al proprio, che fa la differenza. Sempre.