venerdì 12 luglio 2019

Teatro, Igor Chierici a Fattitaliani: racconto e musica vanno a braccetto. L'intervista


Domenica 14 luglio al Festival di Borgio Verezzi in collaborazione con il Festival di Cervo “La leggenda del Pianista sull’Oceano” liberamente tratto da “Novecento” di A. Baricco. Con Igor Chierici e con l’Atlantic Jazz Band: Lauretta Grechi Galeno, Mario Martini, Emanuele Valente, Gianluca Fiorentino, Matteo  Pinna, Renzo Luise Da Fano, Marco Vecchio. Regia di Luigi Cicolella.

La leggenda del pianista sull’Oceano, liberamente tratto da Novecento di Baricco. Cosa cambia rispetto al Film? 
La storia parte con un Flash, interpreto Max che si trova già nella nave che ha le sale macchine piene di dinamite e di casse di tritolo. Sotto forma di monologo. Inizia a raccontare la storia di Danny Boodman T.D. Lemon ossia Novecento.  Nel momento in cui la nave riprende vita, con me c’è un’Orchestra jazz di sei elementi che fa da colonna sonora a tutto lo spettacolo. 
Debuttate in un’unica data, il 14 luglio in collaborazione con il Festival di Cervo… 
Sì, perché questo gemellaggio sulla carta è nato da un paio d’anni, il tutto è poi iniziato l’anno scorso con La leggenda di Moby Dick anche al Festival di Cervo e quest’anno ritorniamo sia a Borgio Verezzi che a Cervo. Non è un debutto vero e proprio perché siamo alla sessantesima replica ma è all’interno di due Festival prestigiosi. 
Quanti anni fa è nato lo spettacolo? 
Nel 2016, non eravamo presenti alla Conferenza Stampa di Roma perché eravamo già in tournée.
Quanto la musica può aiutare il racconto e viceversa? 
Molto! A mio avviso vanno di pari passo. Mi occupo di drammaturgia e di direzione artistica da un po’ di anni e sia il mio percorso artistico che quello della vita, mi hanno fatto unire la musica perché nasco come pianista compositore e poi il percorso si è ampliato, fino a quando il Teatro non è entrato nella mia vita. Secondo me vanno a braccetto. 
Da un po’ di generazioni a questa parte, siamo abituati che il cinema ci ha fatto emozionare grazie anche alle colonne sonore.  L’esempio più lampante potrebbe essere il connubio Ennio Morricone - Sergio Leone. Nel contesto in cui sono nati questi due spettacoli, l’Isola delle Chiatte (il Molo che costeggia l’Acquario fino alla sfera di Renzo Piano, dove quest’anno ritorniamo con la nuova produzione “Ulisse”) è quel quid in più che l’apparato scenografico e tecnico, prende vita nel migliore dei modi. 
Che pubblico avete?  
Abbastanza variegato. In inverno ci affacciamo spesso alle Matinée delle scuole, riscuotendo grandi applausi ed attenzioni e ci fa molto piacere. Sia io che i miei collaboratori abbiamo da sempre un occhio di riguardo per le nuove generazioni.  Normalmente abbracciamo bambini che vanno dai sette, otto anni che sono la cartina di Tornasole per il gradimento dei nostri spettacoli fino a “chi ha voglia, viene” così accoglie sia i piccolini che gli ultra ottantenni.
Come dire “La musica non ha età”…  
Esatto! In realtà tutte le Arti non hanno età, riesce sempre a emozionare, nel bene e nel male. Negli anni ci sono stati anche dei moti di dissenso sotto forma di provocazione. Non è il nostro caso ma nel bene o nel male, l’importante è che se ne parli. 

Elisabetta Ruffolo