martedì 23 luglio 2019

Letizia Bonelli e la gestione corretta dell’informazione. L'intervista di Fattitaliani


Siamo a Milano dove Fattitaliani incontra per voi Letizia Bonelli, una manager impegnata da anni nel settore del marketing e della comunicazione.

Giornalista, è fondatrice e responsabile di diverse riviste tra cui Black and Gold, One Magazine (www.one-magazine.it) e Auto Class (www.autoclassmagazine.com). Direttore Responsabile della Critica.org (www.lacritica.org) magazine online. Come consulente della privacy, è uno dei maggiori marketing aziendale. Curatrice d'immagine, cultrice ed esperta del lusso, Letizia Bonelli ha curato eventi dedicati alla moda, all'arte e al sociale, grandi successi di critica e di pubblico. È presidente della UGC Viewconsulting esperti di web reputation, con particolare specializzazione nel diritto all'oblio (www.oblioreputation.it).
Tra i gruppi aziendali di sua afferenza meritano un'appendice non di maniera, la Bsolution società di tecnologie e innovazione nel settore dei servizi informatici, web (www.bsolutionsgroup.it), e business intelligence e la Whatever (www.whatever.it), agenzia leader nell'ambito della comunicazione e del (www.viewconsulting.it).
D. Dr.ssa Bonelli, innanzitutto grazie per concederci il suo tempo che è prezioso, a giudicare dalla molteplicità delle sue incombenze. Spaziare nei suoi ambiti non è possibile in una sola intervista, quindi mi atterrei a qualcosa che li accomuna tutti cioè la Comunicazione. La Comunicazione è informazione  ma allo stesso tempo formazione. Chi, a suo parere, soddisfa questo criterio: la carta stampata, la tv o i servizi informatici?
Oggi la carta stampata è sempre più in disuso, a causa della veloce imposizione dei nuovi mezzi di comunicazione. È difficile stabilire chi possa fornirci una corretta informazione, quest’ultima può esistere soltanto grazie alla nostra capacità di discernimento e spirito critico. Bisogna sempre confrontare più fonti e utilizzare media diversi per poter trarre le conclusioni. La formazione sia in ambito accademico che professionale, oggi è tutto, questo per il mutevole quadro normativo e per la necessità di essere, nei tempi in cui viviamo, quanto più possibile specializzati nel proprio settore di afferenza. 
D. L'informazione dà forma alla mente, disciplina e insegna. Cioè l'informazione agisce su di noi e ci modella. Ogni giorno siamo bersaglio di un flusso continuo di informazioni,  questo ci cambia? Come ci cambia?
Sicuramente l’informazione ha una forte capacità di penetrazione, vieppiù sviluppata a causa dell’uso continuo e smodato dei social network, che ci somministrano informazione spesso passivamente, influenzando le masse al punto di modificarne opinioni e costumi.
D. La Stampa, i Media e i giovani, come si deve porre l’informazione con i giovani che hanno sempre meno tempo e interessi fuorvianti?
Come dicevo prima sono i nuovi media ad offrire una più vasta prospettiva di diffusione dell’informazione, certamente è compito degli educatori di stimolare la necessità nei giovani a conoscere e a seguire i processi evolutivi della società.
D.Il telefonino è il simbolo della nuova generazione rispetto a quella di vent’anni fa, e gli sms sono il punto di svolta. La comunicazione non si limita più alle parole o ai gesti, ma può essere espressa tramite immagini e suoni. C’è il rischio di isolarsi dalla realtà, perché tanta solitudine?
Postare una foto o un fatto è un modo per comunicare agli altri la propria solitudine. Il processo è ormai consolidato e inesorabile, il telefonino e il virtualismo imperante hanno letteralmente sostituito i rapporti umani e la vita reale.
D.Che peso ha la pubblicità in una tv come la sua e quanto incide sulla qualità dell’informazione?
La pubblicità è l’anima del commercio ed fondamentale per la vita di un’azienda. Ha perso la sua capacità di convincimento delle masse, sempre più informate e comparative. Ma comunque resta il più grande contenitore di immagini e di informazione.

D. La pubblicità è un messaggio pubblico il cui scopo è quello di far conoscere qualcosa, come un concerto o un nuovo prodotto. Nel mondo degli affari, è comune sentire i termini "campagna pubblicitaria" e "trovata pubblicitaria". Dice Henry Ford:” Chi smette di fare pubblicità per risparmiare soldi è come se fermasse l’orologio per risparmiare il tempo” E’ così?
Un’azienda, pubblico o privata che sia, per stare al passo con i tempi, con le regole del mercato e per la diffusione della propria immagine, deve pubblicizzare la propria attività, anche attraverso agenzie o società che si occupano di comunicazione e marketing aziendale. Insomma un’azienda senza pubblicità non è niente e non può sopravvivere.  
D.È terribile vivere in un mondo di spot pubblicitari di dieci secondi, dove tutti ti spingono a comprare qualcosa, a fare qualcosa, o a pensare qualcosa. In passato, gli esseri umani non subivano una tale aggressione. Estromessi dall’esperienza diretta, estromessi dai nostri sentimenti e talvolta persino dalle nostre stesse emozioni, assumiamo troppo prontamente il punto di vista offertoci e che non è il nostro. Alla luce di questa considerazione come deve porsi una TV per non agevolare questa spersonalizzazione?
Il fenomeno è strettamente legato alla onestà intellettuale e commerciale di chi propone i prodotti e alla capacità intellettiva di chi riceve il messaggio pubblicitario. Fatto salvo qualche eccezione, nel più dei casi oggigiorno è sempre più difficile “appioppare” prodotti ad un’utenza sempre più attenta.
D.Perchè tanta violenza oggi, soprattutto sulle donne?
In realtà il fenomeno della violenza è sempre esistito, soprattutto sulla donna. Oggi i fatti vengono diffusi celermente su scala mondiale e quindi amplificano il disagio e il dissenso. La donna ha fatto delle grandi conquiste esistenziali e sociali. Basti pensare che fino alla metà del secolo scorso la donna viveva una condizione pietosa, vittima del maschilismo e del costume in generale, e tante violenze non venivano palesate ed erano ovattate dalle regole di una società barbarica dal versante del rispetto per il genere femminile. Bisogna continuare a combattere la violenza in tutte le sue forme, con messaggi d’amore e di libertà.
D. Cos’è per lei la Cultura?
La cultura è l’unico viatico salvifico per l’uomo. Per me la cultura non è solo quella nozionistica e libresca, seppur fondamentale, ma la cultura è conoscenza, passione e approfondimento dei valori e delle pratiche della specie umana, e nasce dal concerto delle diversità.
D. Viviamo nella società dell’apparire, il Gossip la incentiva o c’è un modo diciamo”sano” di poterlo fare.
L’apparenza è tutto. In nome e per conto di essa, le persone assumono atteggiamenti smodati e arrivistici pur di somigliare quanto più possibile alle stelle del cinema, dei patinati e della televisione. La superficialità è imperante.
D. L’ importanza della lettura, cosa legge Lei?
Leggo di tutto per necessità e i classici per passione.
D. Il valore della Famiglia, dei legami affettivi esiste ancora? Su quali esempi si può costruire?
Si sono affermati negli ultimi tempi nuovi modelli di famiglia, sempre più allargata, eterogenea e libera. In realtà non si può più costruire una famiglia in modo classico, non sempre, ma ci si può adattare e flettere alle topiche correnti. La sostanza non cambia, cambia la forma.
D. Se potesse andare a cena con un personaggio con chi uscirebbe e perché?
Mi piacerebbe uscire con una persona povera e umile, non con un personaggio. Un suo sorriso sarebbe poesia per me.
D. Può sintetizzare in una frase cos’è il senso della Vita?
Gliela sintetizzo in una parola: Amare
Possiamo, alla luce di quanto ci ha detto, ringraziandola per la sua amabile disponibilità, dire che Lei è l’esempio di quanto una Donna possa essere produttiva, competitiva senza perdere la sensibilità e la bellezza che le appartengono da sempre. C’è sempre un grande lavoro da fare su se stessi, perchè come diceva Simone De Beauvoir: Donne non si nasce ma si diventa.
Caterina Guttadauro La Brasca