mercoledì 3 luglio 2019

Il rettoriano Riki Cellini a Fattitaliani: lo scodinzolio di un cane è un'emozione ineguagliabile e imparagonabile a qualsiasi altra cosa. L'intervista

Torna l'estate e con la bella stagione anche la triste realtà dell'abbandono di animali, coccolosi e indispensabili fino a primavera, per diventare successivamente fardello di cui sbarazzarsi perché "ingombrante" da portare con sé in vacanza. Per fortuna, c'è chi rema contro questa barbara tendenza e artisti come Riki Cellini danno il proprio contributo per sensibilizzare sul problema e cercare il più possibile di scongiurarla. Nell'intervista rilasciata a Fattitaliani ci parla del brano realizzato a tal fine (video) e anche della sua grande passione per Rettore

Davvero efficace la tua canzone "With my dog": quando per la prima volta un animale è entrato nella tua vita? Racconta...
Grazie Giovanni sono molto felice che il messaggio della canzone abbia catturato il tuo interesse. Una vita senza un affetto come quello che solo un animale può regalarti è una vita vissuta a metà. Il primo peloso è arrivato quando ancora ero ragazzino: Lara, una collie dolcissima. Da quel momento in poi tutto è cambiato e con il corso degli anni sono arrivati anche Oliver, il mio grande amore, ed infine Yoko. Non riuscirei a immaginare la mia vita senza di loro. Lo scodinzolio di un cane è un'emozione ineguagliabile e imparagonabile a qualsiasi altra cosa. Come ogni storia d’amore ognuno di loro ha avuto e ha un corso speciale con le responsabilità e le dedizioni indispensabili per la costruzione di un amore, di una famiglia.
E il cane di oggi? ce ne parli?
Yoko, una border collie scatenatissima, è un cane speciale. Con lei mi sono avvicinato al mondo dell’agility dog per poter stimolare fisicamente e mentalmente le sue infinite capacità. Infatti in questa disciplina è bravissima… io un pò di meno ma ho sempre un margine di miglioramento. La cosa importante è divertirsi e fare delle attività insieme. Naturalmente quest’estate andremo al mare. È arrivata d’estate Yoko, tre anni fa e la prima vacanza insieme è stata, poco dopo il suo arrivo, nella splendida cornice del Conero dove ritorneremo anche quest’anno. Si diverte come una matta in acqua e io più di lei.
Credi che per abbandonare un animale occorra essere dotati di una particolare insensibilità e stupidità oppure è proprio dell'essere umano?
Io davvero non riesco proprio a comprendere come l’essere umano riesca prima ad adottare e poi ad abbandonare un animale. In “With my dog” canto: “… e poi ci son bestie vere senza razza e rabbiose, se ti prendo io ti lego, sulla strada e sotto il sole così la tua abbronzatura quest’estate non avrà un altro campione di stupidità”. Non dimentichiamoci che abbandonare un animale è un reato punibile con l’arresto ed è nostro diritto e dovere denunciarlo. Le bestie vere, siamo noi. “With my dog” però è anche una canzone che parla del rapporto speciale che si instaura tra un essere umano e un animale… della serie “non c’è musica, non c’è amore senza peli sul maglione”. 
Parliamo dell'album "Rettoriano": Rettore è un'artista molto "coverizzata" (scusa il brutto termine), ma addirittura farci un intero disco... Come è nata questa simpatica follia?
Nasce dalla follia (sorride, ndr) e da un grande affetto nei confronti di questa cantautrice, da sempre con lo sguardo avanti. Con “Rettoriano” ho voluto, a modo mio, far emergere proprio la forza cantautorale di Rettore con una playlist unconventional, portando nel mio mondo le canzoni meno note e più di nicchia della sua discografia. Coverizzare “Splendidio splendente” o “Lamette” era troppo scontato. Le scorciatoie non mi sono mai piaciute.
Sabato 29 giugno hai aperto il suo concerto al Polo Fieristico di Chiuduno: com'è andata? 
Beh, bene. Con Rettore è sempre una grande festa multigenerazionale.
Con lei vi conoscete da molto?
Sono un rettoriano anomalo. La seguo da sempre ma avvicinarla per una parola mi ha sempre creato imbarazzo e soggezione, quindi sono rimasto in disparte finché, dopo l’incisione del disco, è arrivata una telefonata. Yoko è figlia di Orso, uno dei suoi tre suo border collie, quindi potrai facilmente intuire che da quella telefonata in poi è nata un’amicizia disinteressata e speciale coronata dalla nostra passione per i pelosi e la musica.
Gli altri "rettoriani" come hanno reagito e reagiscono al tuo omaggio?
Dai feedback ricevuti direi bene anche se a tutti, per fortuna, non si può piacere. Mi sono tolto delle belle soddisfazioni con questo progetto: dalla classifica alle autorevoli recensioni. Infatti sono state spese belle parole dagli addetti ai lavori, ma anche e non solo dai fan di Donatella e il secondo singolo “#iosonorettoriano”, l’unico inedito dell’album, è entrato inaspettatamente nella classifica più importante d’Italia, la Indie Music Like del MEI.
Secondo te, c'è una canzone che più delle altre La rappresenta in toto?
“Konkiglia”, una canzone inclusa nell’album “Figurine” dei primi anni duemila.
A settembre festeggi 30 anni di attività: qual è il filo rosso che lega fra loro le cose disparate di cui ti occupi?
Indubbiamente la passione. Per me fare musica è come fare una bella nuotata. Mi rilassa, mi diverte, mi fa stare bene. La comunicazione è la professione che ho scelto e per la quale ho studiato e mi sono dedicato. Senza entusiasmo, senza curiosità, senza approfondimenti e umiltà non vai da nessuna parte e il mio è da sempre un viaggio meraviglioso ricco di contaminazioni, scambi e opportunità.
C'è una persona cui ti affidi per consigli e suggerimenti riguardo al look e alle gestione della tua carriera?
Sono un artista indipendente e amo l’indipendenza. Tuttavia certo, ci sono persone alle quali mi affido per dei confronti, indispensabili. Le stesse che fanno parte della mia vita come il creativo Luca Cavenaghi, Attilio Fontana, attore e musicista romano e Valerio Baggio, il mio produttore artistico. Stiamo preparando un nuovo disco che uscirà entro la fine dell’anno, anticipato a settembre dal singolo “La Tigre e il Samurai”, ennesima dimostrazione del nostro connubio artistico all’insegna del pop d’autore. Giovanni Zambito.