martedì 23 luglio 2019

Cecilia Gayle solare, energica, simpatica e determinata: "io sono l'estate". L'intervista di Fattitaliani

di Laura  Gorini - È solare, energica, simpatica e nel contempo molto determinata Cecilia Gayle. Star internazionale, ha deciso di omaggiare la mitica Giuni Russo, riproponendo per l'estate 2019 una versione tutta sua della hit “Un'Estate Al Mare”.
Cecilia, è appena uscita una versione tutta tua della celebre hit “Un'estate al mare” dell'indimenticabile Giuni Russo. Come è nata l'idea di riproporre questo storico pezzo e che effetto ti ha fatto cantarlo?
Sto lavorando su un album di brani italiani riarrangiati in chiave latina che uscirà nell'estate 2020. Ho cominciato con "L'Importante è Finire'' (brano interpretato da Mina e scritto da Cristiano Malgioglio, ndr) a ritmo di bachata. Inoltre includerà anche altri generi di ritmi latini come - tra gli altri - la salsa, il cha cha e la kizomba.Un'artista come Giuni Russo non poteva mancare, essendo stata una delle più grandi figure nel panorama artistico-musicale italiano. Tra l'altro questo brano è molto estivo e mi rappresenta molto perché nell'immaginario collettivo io sono l'estate. 
Che cosa apprezzi in particolar modo di questo brano e dell'artista?
E' un brano  molto solare e coinvolgente. La mia ammirazione nei confronti di Giuni Russo non si limita solamente al lato professionale, ma sconfina anche in quello umano. Era magica a 360°! Infatti non è stato per niente facile reinterpretare "Un'estate al mare". Ho dovuto impegnarmi molto.
A proposito, che cosa significa essere un'artista oggi?
Possedere molto amore, passione, dedizione, determinazione e spirito di sacrificio perché i tempi non sono facili.
Tu quando hai capito di esserlo e come vivi ogni giorno la tua passione per la musica?
Penso che l'ho capito da quando ero nel grembo della mia mamma. Provenendo da una famiglia  molto povera, arrivare ad emergere lo vedevo come qualcosa di molto  lontano, tuttavia non ho mai smesso di sognare. Oggi mi sento una donna fortunata perché la vita e il lavoro costante mi hanno dato la possibilità di fare ciò che amo. 
Oggi grazie alla nascita di nuove tecnologie è possibile creare canzoni con poco, credi che ciò possa in qualche maniera sminuire il talento musicale?
Bisogna camminare assieme all'evoluzione. L'uomo è molto creativo ed ingegnoso. Sono convinta che saprà sfruttare, come già lo sta facendo, le mille possibilità che la tecnologia riserva senza privarsi del suo talento.
Che cosa significa possederlo?
Una grande virtù perché il talento è innato. Si può migliorare ma non si può comprare.
A proposito di talento, che spettatrice sei dei Talent Show? Credi che possano essere davvero un efficace strumento per far conoscere ad ampio raggio alcuni talenti o che siano, come molti sostengono, una fabbrica di illusioni?
I Talent li guardo poco, ma sono decisamente favorevole al loro proliferare! Difatti non riuscivo a concepire che un Paese grande come l'Italia girasse intorno ad un solo Festival una volta l'anno. E poi ogni ambito della vita funziona come un Talent Show: c'è chi vince e c'è chi perde.
Tu hai mai vissuto sulla tua pelle un'illusione? Come sei riuscita a riconoscerla e a superarla?
Certo, penso che faccia parte del corso della vita. Personalmente, dopo aver sbattuto la testa sul muro e versato qualche lacrimuccia, l'ho superato con pragmaticità, uscendone più forte di prima.
Ad oggi, che cosa ti senti di consigliare ad un giovane che si affaccia al vasto mondo della musica?
La nuova generazione è molto preparata, quindi bisogna studiare tanto, ma proprio tanto tanto! É difficile farcela, ma non impossibile. Poi fate musica prima di tutto per voi stessi, quindi perché la amate e perché vi regala un'emozione.
Ma oggi, Cecilia, per che cosa o in che cosa ti senti di dire grazie alla tua persona?
Dico grazie a me stessa perché il duro lavoro non mi spaventa e non ho paura di ricominciare con umiltà.