venerdì 12 luglio 2019

Arena di Verona, ne "La Traviata" il grande lascito di Franco Zeffirelli. La recensione di Fattitaliani

Ogni opera ha dentro di sé una sua linea essenziale, un suo filo conduttore fondamentale, un suo codice genetico: tutto è possibile nel rappresentarla ma  rispettando questo codice. Per esempio, come il Gattopardo trasformato in film da Visconti ne mantiene l'essenza, così La Traviata - che cita il capolavoro viscontiano nel corteo funebre iniziale - nella flamboyant ricostruzione storico-teatrale di Zeffirelli incarna e rispetta lo spirito dell'opera verdiana, senza intellettualismi e sovrastrutture inutili.
Il racconto, melodramma poco verosimile ma intimamente vero nella sua realtà letteraria, ci porta in una sorta di meta-realtà che la vita e il mistero dell'amore sintetizza e spiega.
Il  "realismo teatrale"  della messa in scena di Zeffirelli ci immerge in una magnifica "casa di bambole" che fa da sfondo alla rappresentazione, risvegliando in noi spettatori il piacere di lasciarsi andare alla narrazione in un melodramma che ci cattura e avvolge ma il cui spessore è dato dalla straordinaria verità dell'immortale musica di Verdi.
Lo spettatore, abbandonandosi al fluire del racconto, grazie alla bacchetta leggera del M° Andrea Battistoni, viene immerso e trasportato nella profondità della musica senza avvertirne il peso.
Le scene dello stesso Zeffirelli, le coreografie di Giuseppe Picone, i meravigliosi costumi di Maurizio Millenotti, le luci di Paolo Mazzon concorrono alla perfetta riuscita dell'ultimo lavoro del regista fiorentino che ci lascia così un'eredità di genio e classe.
Il pubblico abbraccia gli interpreti e osanna Irina Lungu, una Violetta perfetta, e l'immenso Simone Piazzola nel ruolo di Giorgio Germont.
La Traviata è l'Opera! La messa in scena All'Arena di Verona ne rispetta e ne esprime il cuore narrativo e musicale permettendo anche a chi è meno preparato di godere delle meraviglie di questo capolavoro immortale, lasciandogli il ricordo prezioso di un sera carica di magia.