domenica 30 giugno 2019

Rettore: io faccio musica moderna, non leggera. Bella intervista a "La mia passione" su Raitre

Per fortuna non c'è stata la solita trita domanda "Ma perché non vuoi essere chiamata Donatella?": inizierei da qua per parlare bene de "La mia passione" trasmissione andata in onda ieri sera su Raitre dedicata a Rettore.

Solo un rettoriano come me può accorgersi del rispetto e dell'affetto che il bravo ed educato giornalista Marco Marra ha riversato nelle domande e nei frammenti che aveva preparato per parlare di e con Rettore.
Abbiamo con la cantautrice ripercorso momenti più o meno noti della sua carriera e della sua vita personale: dal successo clamoroso all'estero e al Festivalbar, ai 40 anni di Splendido splendente, all'episodio che ha originato Kobra, ai Festival di Sanremo, alle recenti apparizioni tv, all'incontro e alla vita con Claudio Rego, alla perdita del bambino, al suo carattere a volte impossibile da padroneggiare, alla sua infanzia, al rapporto coi genitori. 
Graditissimo e azzeccato il riferimento alla vena compositrice dell'artista che si vede in canzoni come "Konkiglia" e "Lamette" in cui si evidenzia una capacità sciolta e originale di mettere le parole l'una accanta all'altra in un inusitato modo.
E poi, come non restare piacevolmente spiazzati e sorpresi di fronte a certe affermazioni sincere di Rettore: "a Londra mi scatenavo, andavo a tutti i concerti, tornavo in Italia e mi deprimevo perché trovavo Toto Cutugno".
Rettore, hai ragione: in Italia c'è sempre stata e ci sarà un rifiuto a priori del guizzo inedito, della possibilità di uscire dai ranghi, dell'idea di non farte parte del gregge.
Bravo Marra, fantastica anzi Magnifica Rettore...
Giovanni Zambito