giovedì 6 giugno 2019

Proscenio, Luca Milesi: Anduma e la passione per il palcoscenico. L'intervista di Fattitaliani

Il 13 e il 14 giugno è in scena alla Sala Strasberg del Teatro Tordinona di Roma ANDUMA, un racconto per la famiglia vissuto a metà fra due mari, scritto, diretto ed interpretato da Luca Milesi, con l’aiuto regia di Maria Concetta Liotta dedicato alla memoria di Monica Brizzi. Milesi ne parla a Fattitaliani nella rubrica "Proscenio".


"Anduma" in che cosa si contraddistingue rispetto ad altri suoi testi?
Anduma fa parte di una Trilogia dedicata essenzialmente al delicato tema della memoria. Come gli altri due racconti (“Miracolo del magico fascicolo” e “1.9.8.9”) è scritto rompendo le regole dell’unità di tempo, luogo e azione. Il protagonista si muove sulla scena attraversando evocando diversi frammenti della sua memoria personale, indossando quando in panni di padre, quando quelli di figlio. Le diverse “schegge di memoria” sembrano sovrapporsi fra di loro, ma in realtà la loro successione segue sempre un filo logico: le vicende che il protagonista vive con il proprio figlio evocano situazioni analoghe che un tempo hanno consolidato il rapporto fra lui e suo padre.
Quale linea di continuità, invece, porta avanti?
La linea della continuità è quella stilistica. Non esiste il “c’era una volta”. Lo spettatore, anche grazie a contributi video, è da subito proiettato nel racconto attraverso l’uso del “tempo presente”, nella voce come nel corpo dell’attore.
Com'è avvenuto il suo primo approccio al teatro?Racconti...
A 15 anni, nella calda estate del 1989, feci il siparista in uno spettacolo di Mimo del mio grande Maestro e amico Vladimiro Lembo, recentemente scomparso. Poi un po’ di silenzio, fino al nuovo incontro, quasi per gioco, nel 1998. Iniziai a frequentare le lezioni di recitazione, dizione ed espressione corporea presso lo “Studio Internazionale dell’Attore “Permis de Conduire”. Da quel momento il treno della passione per il palcoscenico non si è più fermato.
Quando scrive un testo nuovo può capitare che i volti dei personaggi prendano man mano la fisionomia di attrici e attori precisi?
Talvolta può accadere, ma non è una regola. Vale per i racconti autobiografici, ma in generale ritengo che i personaggi immaginari, possano essere interpretati da qualsiasi attore, se capace e nel ruolo.
Per un autore teatrale qual è il più grande timore quando la regia è firmata da un'altra persona?
Non deve esserci, c’è bisogno di fiducia. E non è questo il caso comunque. ANDUMA è scritto, diretto e interpretato da me.
Quanto è d'accordo con la seguente citazione e perché: "Il teatro è così infinitamente affascinante perché è così casuale. È come la vita" di Arthur Miller ?
Il teatro è affascinante perché la nera scatola vuota del palcoscenico può diventare veramente tutto ciò che vuole la nostra assurda fantasia, come pensava Samuel Beckett. Sento più vicina questa visione, anche se Miller  ha detto una grande verità.
Il suo aforisma preferito sul teatro... o uno suo personale..
Sulla scena so esattamente come muovermi. Nella vita sono uno sfollato.(Eduardo)
Assisterebbe comunque alla prima assoluta di un suo lavoro anche se non ne fosse regista e interprete? 
Assolutamente sì. Un regista esterno alla scrittura del testo riuscirebbe a leggere nel mio lavoro quello che io non immaginerei mai.
L'ultimo spettacolo visto a teatro? 
Novecento, con Eugenio Allegri. 
Degli attori del passato chi vorrebbe come protagonisti ideali di un suo spettacolo?
Senza dubbio Salvo Randone, forse il più grande talento espressivo del teatro italiano trascorso. Ma sono graduatorie che lasciano il tempo che trovano, sempre relative, opinabili.
Il miglior testo teatrale in assoluto qual è per lei?
Aspettando Godot
La migliore critica che vorrebbe ricevere?
L’ho ricevuta lo scorso febbraio, nel primo racconto della trilogia, quando Danilo Ferrin ha scritto “Di un attore che lavora abbastanza bene posso dire che è bravo. Ma quando, con la sua generosità, attraverso la sua umanità, un attore va oltre e mi fa sentire di essere lì anch’io con la mia di umanità, di partecipare con il cuore, io non sento il bisogno di aggiungere qualcosa. Solo di applaudire.”
La peggiore critica che non vorrebbe mai ricevere?
Quella di essere accademico.
Quale potrebbe essere una scena o una battuta di "Anduma" che ne sintetizzi contenuto o significato?
“Pronto Mà? Senti! Dì a papà che io sto a mori’! Come che dico! Sto a morì!!!! C’hai presente??? Aspè che te do l’indirizzo!”. Giovanni Zambito.
LO SPETTACOLO
“Anduma Luca! La strada è lunga...” sono queste le parole che il padre dell'autore pronunciava quando lui, suo figlio, doveva sbrigarsi. Un ricordo nitido del padre, un ricordo vivo, che sembra fresco di giornata. La memoria a schegge, a cui fa riferimento il titolo dello spettacolo, è quella che l’autore e interprete ha nel ricordare i racconti di chi lo ha generato e cresciuto. Racconti che raffiorano a distanza di anni, che gli fanno compagnia ora che anche lui è padre. Racconti che sono così vivi nella sua memoria, come se in quello stesso momento potesse ancora sentire la voce di suo padre dirgli: “Anduma Luca! La strada è lunga...” 
Anni prima invece la fretta si era occupata proprio di suo papà, in tenera età. Giusto il tempo di rubare il significato del termine Andumae poi di corsa, gambe in spalla, per scappare dai mitragliamenti dei caccia alleati o dalle retate dei nazifascisti. Da adulto, quando d'estate guidava verso la spiaggia, ogni albero della Via del Mare prendeva il nome di un amico che con lui, al tempo, era stato costretto a giocare alla roulette russa con la grande consolatrice. Avveniva un miracolo, però, lo stesso che un tempo gli aveva salvato la pelle: la sua voce tranquilla liberava quei racconti dal grigio della morte, trasformandoli in una Memoria a schegge. 

Compagnia Enter presenta

ANDUMA - Schegge di memoria salutano l’estate

Scritto, diretto e interpretato da Luca Milesi

Aiuto regia Maria Concetta Liotta

Video maker Francesco Sotgiu

Ufficio stampa Rocchina Ceglia

TEATRO TORDINONA

Via degli Acquasparta 16 - Roma

13 e 14 giugno 2019 ore 21

Biglietto Intero 15 Euro

Ridotto, Cral e studenti 10 Euro

Tessera associativa Tordinona € 3

Prenotazioni allo 06.7004932 o all'indirizzo info@compagniaenter.com

L'AUTORE
Biografia: Luca Milesi. attore, regista e insegnante di recitazione, con Maria Concetta Liotta fonda nel 2003 la Compagnia Enter della quale è direttore artistico. Nel 2008 il suo allestimento di "Zona Protetta" ottiene il riconoscimento di Migliore Spettacolo dalla giuria del Festival di Moncalvo. Nel 2015 il suo allestimento di "Tribù" ottiene il riconoscimento di Migliore Regia dalla giuria tecnica e da quella popolare del Festival di Casamarciano.