giovedì 13 giugno 2019

Libri, malinconia e voglia di riscatto in "Sogni e Altiforni. Piombino - Trani senza ritorno" di Lupi-De Vita. La recensione

Aromi nuovi si percepiscono nell’ultima fatica di Gordiano Lupi, Sogni e Altiforni. Piombino - Trani senza ritorno scritto in collaborazione con Cristina De Vita.
Fragranze rinvigorite e scandite da un coraggio che sembra volersi insinuare tra le molte pieghe della nostra società disordinata e difficile. Un libro pregno di sfumature dove malinconia e voglia di riscatto si rincorrono senza sosta, creando nel vuoto mulinelli inaspettati forgiati da correnti d’aria plasmate dal tempo che passa, lasciando dietro di sé, un carico pesante d’inedia e di rimpianti. Uno di quei libri che necessitano di una fase rigorosa d’ossigenazione; tutto viene narrato attraverso gli occhi di una realtà cruda, veritiera, genuina: senza filtri né archibugi, vengono portati in superficie personaggi dall’animo nobile. Uomini schietti, che attingono dalla vita vera, floridi insegnamenti che oggi, purtroppo, sono andati perduti. Il personaggio principale (lo stesso di Calcio e Acciaio) è un ex-calciatore partito da una piccola e sonnecchiosa cittadina di provincia per poi farvi ritorno con un bagaglio nuovo d’esperienze e se vogliamo, delusioni vitaminiche capaci di solcare l’animo umano, attraverso nitidi ricordi di un tempo ormai passato. Il romanzo, tanto assomiglia a un lungo diario di bordo dove mappe e bussole convivono armoniosamente osservando il punto più lontano dove poter approdare senza tentennamenti, né ripensamenti vacui. Un componimento narrativo che getta l’occhio vispo sulle sfumature di un presente incerto, a tratti amaro, cercando con l’orecchio aguzzo uno scorcio di futuro, per poter dare slancio a una porzione di vita, che oggi, viviamo appena.
Fabio Strinati