martedì 4 giugno 2019

L'Aquila, la mostra Sadun100 a palazzo dell'Emiciclo fino al 27 giugno 2019


Uninaugurazione molto partecipata e soprattutto molto sentita, quella che si è svolta ieri per la mostra Sadun100 a Palazzo dellEmiciclo dell Aquila. 
Unantologica che vuole ricordare il primo direttore dellAccademia di Belle Arti, Piero Sadun, a cento anni dalla nascita e a cinquanta dallistituzione dellaccademia stessa. Per questo nei saluti e negli interventi della cerimonia di inaugurazione tutti hanno ricordato la figura di questo artista, modernissimo e generoso, sempre disponibile verso gli studenti, ma che più di ogni altro ha contribuito allavvio dellistituzione di alta formazione artistica aquilana facendola diventare il modello di innovazione e sperimentazione, quale è ancora oggi.  In particolare il Presidente Roberto Marotta, e il Direttore Marco Brandizzi dellABAQ hanno voluto rimarcare leredità importante che Sadun ha lasciato allAquila quale protagonista di un momento di grande fermento culturale per  la città. Un ringraziamento agli eredi dellartista, presenti all inaugurazione, e agli organizzatori delliniziativa è arrivato dai rappresentanti delle istituzioni: il Sindaco dellAquila Pierluigi Biondi e il Vicepresidente del Consiglio regionale Roberto Santangelo, anche per la bella opportunità culturale che liniziativa offre al territorio.  

Da oggi, martedì 4 e fino a giovedì 27 giugno, la mostra SADUN100 è aperta presso Palazzo dellEmiciclo, sede del Consiglio Regionale dellAbruzzo. Organizzata dallAccademia di Belle Arti dellAquila insieme con gli Eredi dellartista e della Galleria EdiEuropa, e il sostegno della Fondazione Carispaq, lesposizione intende celebrare un protagonista dellarte italiana del secondo Novecento, che nei primi anni Settanta ha contribuito in maniera significativa alla promozione della migliore cultura contemporanea nella città dellAquila. Unoccasione, questa mostra,  per riallacciare i fili tra il passato e il futuro, tutto da reinventare, della città, che nel 2019 ha visto due importanti ricorrenze della propria storia recente. Da una parte, i 10 anni dal terremoto, dallaltra, i 50 anni dalla fondazione della sua Accademia, che tuttora svolge sul territorio unessenziale e qualificato ruolo didattico, artistico e culturale,  non solo per la trasmissione delle conoscenze tecniche e materiali ereditate dalla tradizione, ma anche per la divulgazione dellestetica contemporanea.
Dal 1969 al 1974, anno della sua prematura scomparsa, Piero Sadun è stato, infatti, il direttore storico della neo-fondata Accademia di Belle Arti dellAquila, prima accademia sperimentale dItalia: più attenta allarte contemporanea e più recettiva verso i fermenti più interessanti emersi nel Paese dopo la contestazione studentesca del 68. Grazie alla sua illuminata direzione, sin dai suoi esordi listituzione aquilana ha annoverato tra i propri docenti personaggi di primo piano della cultura del nostro tempo, come Carmelo Bene, Alberto Arbasino e Sylvano Bussotti. A questi si aggiungono i critici e storici dellarte: Achille Bonito Oliva, primo vice direttore dellAccademia (1969-1971), Giorgio de Marchis, Lorenza Trucchi e Augusta Monferini. Tra gli artisti si ricordano:Antonio Scordia (Pittura), Mario Ceroli (Scenografia), Luigi Marotta (Decorazione), Andrea Cascella (Scultura) con Cesare Tacchi in qualità di assistente, Enrico Castellani, Guido Strazza, Paolo Scheggi, Giulia Napoleone, Gianfranco Notargiacomo, Franco Berdini, Franco Nonnis, insieme con il disegnatore e illustratore satirico Pino Zac (Giuseppe Zaccaria), il regista teatrale Antonio Calenda, larchitetto Piero Sartogo, lo scrittore Enzo Forcella e la giornalista Emilia Granzotto. Non a caso, in un articolo pubblicato nel dicembre 1974 sul Corriere della Sera in ricordo dellartista appena scomparso, Cesare Brandi rilevava che Sadun: «aveva fatto dellAccademia dellAquila una specie di Parnaso».
Lesposizione raccoglie una quarantina di opere tra le più rappresentative della ricerca matura dellartista, concentrandosi, orientativamente, sugli anni Sessanta e Settanta, coincidenti con la fase più vicina allesperienza accademica dellAquila. Poiché Sadun appartiene a quella generazione di artisti che, progressivamente, si allontana dalla figurazione per quanto aggiornata sulla lezione delle Avanguardie storiche per fare proprio il lessico astrattista, la mostra sincentra, in particolare, sui grandi quadri materici, dominati dallemergenza prorompente del colore, spesso monocromatico. Le opere, selezionate per la loro storia espositiva, provengono dalle collezioni degli Eredi e da prestigiose raccolte, si ricorda in particolare, quella del Ministero degli Affari Esteri italiano e la Fondazione Scialoja.
Un focus è dedicato allattività di decoratore dinterni compiuta dallartista, che ha firmato le case di importanti cantautori italiani, da Domenico Modugno a Franco Migliacci a Nada. Della cantautrice livornese, in particolare, lAccademia ha curato il restauro di tre grandi dipinti, realizzati da Piero Sadun nel 1970. Gli studenti delle Scuole di Fotografia e Decorazione sono stati, invece, coinvolti nelle attività, rispettivamente, di documentazione per il catalogo e allestimento della mostra.
Il catalogo è editato dalla casa editrice Luoghi Interiori di Città di Castello e contiene, oltre ai saggi dei curatori e di Alessandro Masi, Segretario Generale della Società Dante Alighieri, le interviste ad Achille Bonito Oliva e a Lorenza Trucchi curate da Luca Verdone, il contributo storico-critico di Anna Di Castro e una ricca antologia della critica.

Piero Sadun. Note biografiche
Nato l11 novembre 1919 a Siena, Piero Sadun è stato uno dei pittori più significativi del secondo dopoguerra. Di famiglia ebrea, sfugge alla deportazione e si unisce alle formazioni partigiane nel Casentino. Amico dinfanzia di Mario Verdone e di Cesare Brandi, suoi grandi estimatori, con gli artisti Giovanni Stradone, Toti Scialoja e Arnoldo Ciarrocchi, fa parte dei Quattro pittori fuori strada, che segnano una prima cesura in senso espressionista rispetto al linguaggio neocubista, dominante in quegli anni in Italia. Nel 1950 espone per la prima volta alla Biennale di Venezia e inizia a collaborare con il Teatro dellOpera di Roma, dove realizza scene e costumi per il coreografo Aurel Milloss.
Presente ad altre due edizioni della Biennale di Venezia, nel 1960 e nel 1962, Sadun riceve importanti riconoscimenti, tra i quali si ricorda, nel 1963, la medaglia del Presidente della Repubblica al Premio Marche di Ancona. Lanno successivo, cura scene e costumi del primo lavoro teatrale di Arnold Schönberg, Erwartung [Attesa] per il Maggio Musicale Fiorentino (riproposto dal Teatro dellOpera di Roma nello stesso anno). Nel 1966, insieme con Ettore Colla, Giuseppe Capogrossi, Lucio Fontana, Leoncillo Leonardi, Seymour Lipton e Victor Pasmore fonda la rivista QUI arte contemporanea, storicobollettino della casa editrice Editalia di Lidio Bozzini (oggi acquisita dallIstituto dellEnciclopedia Italiana Giovanni Treccani).
Progressivamente, si allontana dalla figurazione per fare proprio il lessico astrattista, incentrando la propria ricerca su grandi quadri materici dominati dallemergenza sempre più esclusiva e prorompente del colore(oggi conservati in musei quali la Tate Gallery di Londra e La Galleria Nazionale di Roma).

Attivo sin dallinizio del decennio come decoratore dinterni, negli anni successivi firma le case di importanti cantautori italiani, come Domenico Modugno, Franco Migliacci e Nada. Testimonianza deccezione di questa attività di interior designer è la porta di due metri per due, dipinta nel 1969 per una villa senese, rinvenuta fortunosamente nel 2015.
Già docente presso il Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma e lIstituto dArte di Urbino, nel 1969 è nominato primo direttore della neo-fondata Accademia sperimentale di belle arti dellAquila, incarico che mantiene fino alla morte, avvenuta  a Siena il 22 novembre 1974. In quello stesso anno era stato uno degli
artisti invitati da Antonio Del Guercio a esporre alla X Quadriennale Nazionale dArte di Roma dedicata al tema La situazione dellarte non figurativa.
Nel 1976 la Galleria Nazionale d'Arte Antica di Palazzo Barberini, allora sede dellEnte Premi Roma, organizza una grande mostra antologica in ricordo dellartista, corredata dalla presentazione in catalogo di Cesare Brandi.

Palazzo dell'Emiciclo
Via Michele Iacobucci 4, L'Aquila
4 - 27 giugno 2019
Orari: tutti i giorni, dalle ore 09.00 alle ore 19.00