mercoledì 12 giugno 2019

Danza, Fabio Cilento: la bellezza non può essere fine a se stessa. L'intervista di Fattitaliani

Il giovane danzatore Fabio Cilento è pronto per una nuova sfida, una nuova emozione da vivere danzando e far vivere al pubblico: sarà protagonista sabato 15 giugno alle ore 20.30 presso il teatro ODEON di Paola nello spettacolo di fine anno dell’associazione artistica Expression dance. Ne parla a Fattitaliani. L'intervista.

Parlami intanto della serata: di che si tratta?
Come ogni anno presso l’associazione artistica Expression dance fervono i preparativi per lo spettacolo di fine anno. Sabato debutteremo con  nuove coreografie di classico e neoclassico curate dal meastro Gabriel Roman. 
Metteremo in scena una “protesta”, letteralmente “in punta di piedi”, contro la green economy. Nel secondo tempo andranno in scena esercizi di ginnastica artistica e ritmica curati da Vera Cilento, le mie coreografie contemporaneo e le  coreografie di modern di Anna Di Blasi (mia zia) il tutto ispirato al famoso romanzo di Oscar Wilde “Il ritratto di Dorian Gray”… ho sempre adorato questo libro ed ora voglio che prenda vita tramite la nostra danza. Io interpreterò il personaggio principale... sono onorato di potermi calare nei suoi panni e molto, molto emozionato!
Che rappresenta per te il personaggio di Dorian Gray?
Per me Dorian rappresenta l'estremo, l'eccesso perché un personaggio nella propria vita ha bisogno della bellezza, ma questa non può e non deve essere fine a se stessa, non può innalzarsi a scopo unico della propria etica morale. Dorian lo sperimenterà sulla propria persona: è giovane, bello e aitante ma queste caratteristiche lo  porteranno alla distruzione e alla disperazione. Gray vive una vita basata sul lusso, sul piacere e sull’immoralità ed è ossessionato dal pensiero del tempo che trascorre inesorabile e allontana  da noi stessi le cose  più preziose che secondo la corrente estetica un uomo possiede: bellezza e gioventù.
Nell'interpretarlo avverti più l'emozione o il senso di responsabilità?
Nell'interpretarlo sento molto  il senso di responsabilità  perché  a parte, essere un capolavoro assoluto della letteratura inglese e non solo.Vorrei,con la mia  interpretazione far arrivare al pubblico ciò  che aveva nel proprio animo Dorian, il suo senso di frustrazione per il tempo che passa,la sua lacerazione interiore e la struggente disarmonia del suo animo.
Foto di Leonardo Garritano
Come rendere coreograficamente il personaggio: come ci state lavorando su?
Appena ho saputo che avrei dovuto interpretare questo contorto personaggio ho riletto il libro, mi sono documentato, ho visto il film e l'ho fatto mio.
Vuoi presentarti ai nostri lettori riassumendo le tappe più significative della tua carriera?
A 14 anni sono stato ammesso all’Accademia Nazionale di Danza di Roma, a 16 anni ho fatto parte del corpo di ballo dell’Opera “Francesco De Paula” con regia di Marco Simeoli. A 18 anni ho ballato nei vari programmi televisivi tra cui “House Party” con regia di Giuliano Peparini (Canale 5), “Stasera Casa Mika” (Rai 1) e “Music” di Paolo Bonolis (Canale 5).
Chi ti ha aiutato e incoraggiato in questo percorso?
Mi hanno sempre aiutato e supportato nella mia vita da danzatore, tutta, tutta  la mia famiglia e mia zia Anna, la mia spalla in primis. Giovanni Zambito.