mercoledì 22 maggio 2019

Valentina Gullace fra disco, musical e "All together now": non saprei pensare alla mia vita senza la musica e il teatro. L'intervista di Fattitaliani


Il 16 maggio Valentina Gullace ha debuttato in “All together now", il programma televisivo serale di Canale 5 condotto da Michelle Hunziker e J-Ax. L’artista infatti è parte integrante del “muro dei giudici”, un insieme di 100 esperti musicali tra cantanti, vocal coach, producer, Dj e musicisti pronti a cantare e ballare con i concorrenti che si presenteranno al loro cospetto. L'intervista di Fattitaliani.
Come sei arrivata a "All together now"?

Grazie al mio percorso professionale. Sono stata contattata per questo nuovo programma e, dopo alcuni colloqui, mi hanno comunicato che ero stata scelta per fare parte del Muro dei 100 giudici.
Com'è l'atmosfera in studio?
L’atmosfera è sempre molto giocosa e leggera, con una grande voglia di divertirsi tutti insieme e di condividere la passione per la musica.
Fra le tante esibizioni quale ti è rimasta impressa?
Nella prima puntata, andata in onda giovedì scorso, ho apprezzato moltissimo l’esibizione di Rosy Messina, che ho trovato potente, sicura, un vero animale da palcoscenico. Il livello dei concorrenti è davvero molto alto ma lei mi ha colpito particolarmente.
Foto di Massimo Cappelleri
In che modo questa partecipazione rappresenta una sorta di continuità e allo stesso tempo di riconoscimento con le altre tappe del tuo percorso?
Premetto che nonostante io sia uno dei “giudici”, non è stato sempre facile calarsi nel ruolo. Certo è che è bellissimo condividere questa esperienza, fatta di molti momenti di divertimento e di gioco, anche con i concorrenti. D’altronde, questo è All Toghether Now: un game show musicale. Mi ha fatto piacere essere stata scelta perché il Muro dei 100 giudici è composto da addetti ai lavori, tutti esperti del mondo della musica e dello spettacolo. Per me è stato dunque un onore essere riconosciuta come professionista ed esperta di musica, dopo un percorso di anni su tanti palcoscenici.
Foto di Domenico Scali
Puoi riassumere ai nostri lettori le esperienze che hai vissuto che ti hanno particolarmente temprato e formato?
Sono una cantautrice, musical performer e insegnante di canto. Mi sono formata inizialmente come danzatrice classica per poi proseguire gli studi come attrice/performer e come docente di canto. Il canto e la musica fanno parte di me da sempre. Avevo un pianoforte da piccola e ne sono sempre stata attratta, iniziando ben presto a cantare e accompagnarmi da sola. A 8 anni ho preso le prime lezioni di pianoforte e solfeggio ma per troppo tempo ho cantato di nascosto perché mi sentivo troppo esposta e fragile. La danza classica invece mi faceva sentire più “nascosta” e quindi al sicuro, per questo mi sono trasferita a Roma dalla Calabria per studiare all’Accademia Nazionale di Danza. Qualche anno dopo ho scoperto la passione per il musical theatre e così ho frequentato una accademia specializzata in questa arte: la MTA.
Negli anni successivi sono stata interprete di tanti celebri musical (come: Jesus Christ Superstar, Cabaret, Aladin, High School Musical, Frankenstein Junior, La febbre del sabato sera, A Bronx Tale...) e nel 2015 ho vinto il premio Oscar Italiano del Musical per la mia interpretazione del personaggio di Inga di Frankenstein Junior.
Fra una tournée e l’altra ho sempre continuato a studiare (mi sono laureata in Lettere e ho frequentato il Corso di Alta Formazione in Vocologia Artistica), senza mai smettere di comporre la mia musica, che scrivevo dall’età di 17 anni.
Il 24 maggio esce il mio primo singolo “La mia stanza segreta” (Filibusta Records) e in autunno pubblicherò l’intero album, che conterrà 11  brani scritti interamente da me. Non riesco a smettere di dedicarmi alle arti a 360 gradi! Quando mi chiedono se mi sento più cantante o attrice o danzatrice o insegnante mi innervosisco perché solo in Italia si sente questo bisogno di attaccare su ognuno di noi una etichetta che ci definisca. Preferisco definirmi “artista” e vorrei continuare a servirmi di differenti linguaggi per esprimermi.
Foto di Luca Vantusso
Secondo te, rispetto a prima sono cambiate le ragioni per cui tante persone vanno in tv per tentare la strada musicale?
Indubbiamente la tv continua ad essere il più potente mezzo per arrivare ad un pubblico più vasto, ma rispetto al passato anche i social hanno assunto una funzione determinante in tal senso.
Si pensi alle schiere di “influencers” che grazie ad Instagram hanno creato un vero impero. Ho la sensazione che i giovani di oggi non guardino più molto la tv e siano maggiormente attratti dai social.
Personalmente non mi sono mai sentita particolarmente adatta al mezzo televisivo, nonostante nella mia carriera mi sia capitato più volte di partecipare come ospite a moltissimi programmi (Festival di Sanremo, Striscia la Notizia, Unomattina e molti altri). Andare in tv ti espone in modo molto brusco a una infinità di critiche spesso gratuite e non sempre ti garantisce di restituire la tua vera essenza. Per questo, personalmente, continuo a preferire il teatro e i jazz club in cui potermi esprimere e raccontare senza filtri, fermo restando che non si può piacere a tutti. All Toghether Now è una bellissima esperienza che mi ha permesso di “riappacificarmi” col mezzo televisivo ma una cosa è certa: non avrei mai voluto partecipare come concorrente! Non è per niente facile esibirsi di fronte ad un muro di 100 addetti ai lavori!
Foto di Laura Sbarbori 
Tu ti ricordi il tuo primo assoluto approccio alla musica? Racconta...
Da quando ho memoria di me ho sempre cantato e ballato. La musica ha fatto parte della mia vita da sempre e il mio approccio al canto è stato naturale e spontaneo. Sono nata e cresciuta fino ai 18 anni in una cittadina della Calabria e nessuno mi ha mai spinta a dedicarmi alle arti, anche se i miei genitori dipingevano entrambi e amavano la buona musica. Mio padre collezionava vinili jazz e da ragazzo suonava la tromba. Mia madre suonava la chitarra e cantava le canzoni di De Andrè... mio zio mi ha fatto conoscere alcuni dei musicisti che amo maggiormente come: Stevie Wonder, Pat Metheny, i Led Zeppelin, Joni Mitchell, Ella Fitzgerald e molti altri.
Ho sempre saputo che avrei fatto l’artista e nemmeno per un istante ho avuto dubbi. Non saprei pensare alla mia vita senza la musica e senza il teatro.
E la tua prima esibizione?
Come cantante la mia prima esibizione è stata a 10 anni, ero alle medie e ho cantato “Why” di Annie Lennox durante una manifestazione scolastica. Ero agitatissima ma adoravo sentire la mia voce al microfono
Cosa speri ti possa portare come persona e artista l'esperienza di Canale 5?
Come si diceva prima, il mezzo televisivo ha ancora la potenza di farti arrivare nelle case di tante persone e in questa fase della mia carriera in cui mi sto proponendo come cantautrice, poter essere conosciuta da più gente possibile è una cosa che desidero e alla quale aspiro, per poter diffondere la mia musica.
"La mia stanza segreta"- recording session - Foto: Laura Sbarbori
Ci dici qualcosa di più sul tuo singolo?
“La mia stanza segreta” è un brano autobiografico. Ho scritto questo pezzo circa 7 anni fa, durante una fase di profondi cambiamenti e di emancipazione da vecchi schemi che mi portavano a limitarmi. La canzone è quasi una preghiera, ma la persona a cui mi rivolgo nell’inciso non è altro che il mio stesso giudice interiore, quello che in fondo ognuno di noi possiede e che tante volte ci impedisce di assecondare la nostra natura e le nostre più profonde esigenze. 
“La mia stanza segreta” è quindi un brano che celebra la libertà di fare il proprio percorso, di sbagliare in pace, di scoprire il suono della nostra vera voce (interiore), di sperimentare per capire che cosa davvero ci rappresenta, cosa realmente desideriamo, chi sinceramente siamo.
Fra tv, musical, docenza, disco... un periodo intenso, direi: qual è la tua fonte di tranquillità e di equilibrio, a chi o a cosa fai ricorso per vivere tutto senza farti travolgere?
Ho un carattere piuttosto emotivo e certamente questo mi fa vivere ogni cosa col doppio dell’ansia! Nello stesso tempo, l’ansia  e l’adrenalina mi permettono di essere sempre concentrata e attiva. Ho la fortuna di avere il sostegno della mia famiglia, senza la quale non avrei potuto fare nemmeno una di tutte queste cose. Sono loro la mia forza e il mio equilibrio. Giovanni Zambito.

Foto copertina: Laura Sbarbori Photographer