sabato 11 maggio 2019

Teatro, Enzo Casertano in "Musicanti" con le canzoni di Pino Daniele. L'intervista di Fattitaliani


Al Teatro Olimpico fino al 12 maggio, Musicanti con le canzoni di Pino Daniele. Regia di Bruno Oliviero. Direzione Artistica: Fabio Massimo Colasanti. Autori: Alessandra Della Guardia e Urbano Lione. Scena e Costumi: Carlo de Marino. Light Designer: Marco Palmieri.
Sul palco: Noemi Smorra, Alessandro D’Auria, Maria Letizia Gorga, Simona Capozzi, Pietro Pignatelli, Enzo Casertano, Francesco Viglietti, Leandro Amato, Ciro Capano e la “resident band” composta da: Fabio Massimo Colasanti alla chitarra, Roberto d’Aquino al basso, Alfredo Golino alla batteria, Simone Salza al sax, Elisabetta Serio al pianoforte e alle tastiere. 

Per fattitaliani.it l’intervista a Enzo Casertano

Musicanti. Un Musical oltre il Musical. Perché? 
È riduttivo chiamarlo Musical, per la presenza di una band dal vivo, la Storia è sia recitata che cantata. È una via di mezzo tra teatro, musical e concerto. C’è un momento dello spettacolo in cui la band fa la JamPassion perché la storia si sviluppa all’interno del “Ue Man”, storico locale partenopeo degli anni 70.
Ma quanto è forte la band?
Sono dei musicisti eccezionali, che avevano fatto concerti con Pino Daniele, c’è un livello musicale altissimo, a parte per come suonano ma anche l’impianto acustico che è veramente eccezionale. Gli arrangiamenti sono quelli originali.   C’è il repertorio del primo Pino Daniele, tranne alcune eccezioni, tipo Anima e poi Nero a metà, Napule è, Terra Mia, tutte canzoni che hanno fatto la storia.  La band è fondamentale per questo spettacolo, non sarebbe la stessa cosa farlo con le basi registrate.
Il racconto parla di Antonio che torna nella Napoli degli anni 70, dopo un’assenza di 25 anni. Cosa succede?
Antonio vive a Torino e torna nella sua città perché il padre gli ha lasciato in eredità, il Ue Man, che è gestito dal mio personaggio Tatà. La confusione di Napoli gli dà un po’ fastidio, ma quando conosce i napoletani e il loro calore, si appassiona al Ue Man che invece voleva vendere immediatamente per tornare a Torino. Come in tutte le belle storie romantiche, s’innamora della ragazza che canta all’interno del locale, se ne innamora e cerca di salvare il locale, perché l’acquirente è una persona poco raccomandabile e vuole farne un supermercato. Lo scopo fondamentale è salvare la musica e l’arte del commercio. Ci sono vari personaggi, il cattivo, il buono, è una “favola” da vedere.
Tatà che personaggio è?  
È il soprannome di Bianco Esposito, il gestore del locale che conosceva molto bene il padre di Antonio. Tatà parla molto veloce, è logorroico, da lì il soprannome. È un personaggio molto divertente per il pubblico ed in alcuni tratti molto romantico. Per Antonio diventa un secondo padre.  Gli racconta com’era il padre, cosa faceva e gli svela un po’ di segreti insieme a Donna Concetta che interpreta la coscienza di Napoli. Tutti il gruppo del Ue Man cerca di aiutare Antonio a scoprire Napoli ed ad amarla.

Avete fatto tantissime repliche, chiudete la tournée a Roma per quest’anno, come sta andando a Roma?
Sì, noi abbiamo avuto un grande successo in tutt’Italia, vabbè naturalmente siamo partiti da Napoli, dalla patria di Pino, dal Teatro Palapartenope dove aveva fatto l’ultimo concerto, un’emozione incredibile. Roma ci sta accogliendo alla grande, c’è fila al botteghino, abbiamo fatto sold-out alla prima, ieri comunque era quasi tutto pieno, siamo comunque sempre in crescita. Ci sarà una ripresa l’anno prossimo perché una settimana a Roma è poco, anche in un teatro di 1800 posti come l’Olimpico ci sono tantissime richieste inevase. C’è la ressa al botteghino, sono veramente contento come artista perché è un progetto che comunque funziona. Pino Daniele è ancora molto amato.
Elisabetta Ruffolo