lunedì 13 maggio 2019

La poetessa Annunziata Urzo, in arte Nancy: poesia e scrittura sono una valvola di sfogo. L'intervista


di Laura GoriniL'amore è la base della mia vita, la poesia e la scrittura sono una valvola di sfogo, mi aiutano a metabolizzare gli eventi della mia vita, dei miei ricordi e maturare.

È una giovane poetessa che ha iniziato a scrivere poesie per vincere la sua proverbiale timidezza, Annunziata Urzo in arte Nancy. Ragazza semplice, solare ed estroversa, come lei stessa ama definirsi, ci racconta della sua arte e del suo amore non solo per la scrittura ma anche per la lettura e per la vita. E- a microfoni spenti- ci ha anche rivelato che molto presto, a giugno, uscirà il suo primo romanzo del quale certamente avremo modo di parlare in una nuova intervista.
Annunziata, in arte Nancy, cominciamo questa nostra chiacchierata a cuore aperto con una classica domanda, o meglio richiesta: presentati ai nostri lettori con pregi, vizi e virtù
Sono una ragazza semplice, solare ed estroversa. Il mio più grande pregio è il saper estrapolare emozioni in ogni avvenimento della mia vita, trasformando il tutto in pensieri e poesie.
Un vizio - che non è poi un difetto così grave - è quello di comprare libri a profusione; ne leggo in quantità smisurata. Sai, mio mio marito Luca e la nostra libreria cominciano a non apprezzare “la cosa”! (ride)
La mia più grande virtù è il non essermi mai fatta piegare dagli eventi della vita, a volte non semplici da affrontare, e per questo a volte mi sento una guerriera piccola ma tosta. 
Leggendo la tua biografia, ho notato che è stata la poesia ad aiutarti ad uscire “dal guscio”, facendoti vincere la tua proverbiale timidezza, eppure, quando si scrive una poesia è come se ci si mettesse - metaforicamente parlando - a nudo... Come sei riuscita non solo a scriverle ma anche a farle successivamente leggere agli altri?
È vero, la poesia mi ha aiutata ad abbandonare quella bolla di riservatezza che mi ero creata.
Le poesie che compongo arrivano semplicemente, ricordando un avvenimento passato, guardando un film, un'immagine, qualsiasi cosa può smuovere la mia ispirazione.
Se ripenso alla mia infanzia, non avrei mai immaginato di riuscire a condividere la mia passione e pubblicarla in dei libri. La scrittura col passare degli anni è riuscita a far crescere la mia autostima, da quel momento ho capito che ero pronta a condividere le mie opere.
Sii sincera: quali sono state le prime persone a cui le hai fatte leggere e quali sono state le loro primordiali reazioni quando le hanno lette?
In primis a mio marito, penserai che sia di parte, al contrario mi ha aiutata suggerendomi di scavare più a fondo nella mia persona; del resto lui sapeva che c'era molto di più da tirare fuori. Diciamo che dovevo solo guardarmi interiormente andando in profondità.
Poi ci sono stati gli amici e i colleghi che non erano a conoscenza dei temi principali delle mie poesie ma sono rimasti piacevolmente sorpresi, come se si fossero resi conto di come ero davvero, caratterialmente parlando. Si erano emozionati come se avessero ascoltato la loro canzone preferita. E per me certe parole sono un gran successo!
Una cosa è - però - far leggere i propri componimenti poetici a famigliari e amici e un'altra a un pubblico più vasto composto per lo più da persone che non si conoscono... Non hai mai avuto paura del loro giudizio? E più in generale, ti spaventano le critiche? Come le affronti nella quotidianità?
No, il loro giudizio ora non mi fa più paura, ogni cosa negativa a cui vado incontro la prendo come uno sprono per dare sempre il massimo. Fino a qualche anno fa prima di pubblicare la mia prima raccolta di poesie “Anima nel tempo” i possibili giudizi e critiche mi frenavano un po’, ma vedendo che le recensioni non sono mancate, e fortunatamente sono state positive ho deciso di pubblicare la mia seconda raccolta “La Carezza di un sogno” (a breve in vendita).
Inoltre e devo dire che ora i giudizi e critiche altrui li vedo come uno stimolo per continuare  a migliorare.
Quando - a tuo avviso - una critica può risultare costruttiva e quando -invece - è solo fine a se stessa?
Una critica può risultare costruttiva quando consiste nell’invitarmi ad approfondire meglio le sensazioni e i sentimenti quando scrivo poesie.
Mentre quella fine a se stessa è  sentire una persona che nemmeno legge, affermare che è inutile scrivere poesie sull'amore o su altri temi che racchiudono sentimenti.
E tu quanto sai essere critica nei confronti degli altri e autocritica nei tuoi?
Sono molto autocritica, ergo faccio molto spesso viaggi introspettivi in tutti gli aspetti della mia vita. Sono critica in modo razionale e costruttivo e - in alcuni casi - consiglio anche come si può migliorare.
Ti spaventa l'idea di imperfezione e al contrario quella di perfezione?
La perfezione secondo me si divide in due categorie, in primis quella che mi spaventa: ad esempio succede che molte persone sono disposte a tutto per mostrarsi perfette che poi finiscono per scoprirsi noioso e deludenti.
Poi c'è la parte di perfezione che personalmente adoro: quella soggettiva, si può essere essere perfetto per qualcuno che si ama (partner e amici) oppure passare dei momenti indimenticabili (ad esempio una serata intima o un viaggio romantico).
Mentre l’imperfezione non mi spaventa è un modo di essere dalle tante sfaccettature, ti può sorprendere in modo negativo portandoti anche delle delusioni (come si può leggere anche nelle mie poesie) o in modo  positivo facendoti ricredere su ogni cosa che credevi impossibile.
In amore - il tema da te prediletto quando scrivi poesie - come si può vivere in maniera sana il precario equilibrio tra imperfezione e perfezione? Credi che si tenga talvolta a idealizzarlo, o meglio a idealizzare in maniera eccessiva chi ci sta accanto?
Secondo me il rimedio migliore è dare il giusto peso alle cose, bisogna bilanciare ogni dettaglio in base all'importanza che ha. Si tende spesso ad idealizzare in maniera eccessiva chi ci sta accanto senza renderci conto che una persona che per te era perfetta e speciale in realtà era una persona che non meritava nulla delle tue lodi, e fortunatamente non è il mio caso.
I media - in particolare film e romanzi - in che maniera - a tuo avviso - influenzano la visione della perfezione dell'amore? E sopratutto sono loro che in qualche maniera ci inducono a pensare che il sesso e l'amore coincidano?
Viviamo un una società dove soprattutto i giovani cercano incessantemente dei modelli da seguire soprattutto nei film. Quindi si, credo che i media influenzino la visione dell'amore perfetto.
Il sesso e l’amore devono coesistere, il sentimento è senza dubbio importante, ma il contatto fisico è essenziale per non far spegnere quelle sensazioni che tengono l'amore vivo. 
Perché oggigiorno non solo in Letteratura e sul Grande Schermo, ma sopratutto nella vita di tutti i giorni, si tende a non apprezzare l'amore romantico nel senso più moderno possibile?
Oggigiorno - a parer mio - non si conosce l’amore romantico. I Social Network hanno rivoluzionato tutto, anche l’amore.
Ai tempi dei nostri genitori e nonni esistevano solo le lettere e ciò faceva alzare il desiderio, la passione e la voglia di stare assieme superando anche le avversità.
Ci si conosceva così per caso in un bar, l’uomo corteggiava e la donna attendeva la sua mano senza mostrare nulla, giocava con il mistero, con il fascino della scoperta.
Ora molto spesso vedo l'esatto opposto con la differenza che non c'è più mistero e il fascino della scoperta, senza contare che molto spesso troppi amori al primo ostacolo terminano.
Poi è subentrato Facebook, è tutto molto più veloce, non c'è più attesa, tutto troppo virtuale e si bruciano tappe fondamentali.
Credi che molti lo considerino troppo demodé o che lo confondano con quello più etimologico, ovvero di autentico struggimento su se stessi?
Credo che sia una domanda che dovrebbe porsi la società, dove oggi conta più apparire che essere, dove si sono persi alcuni sani principi di una volta, e a pagarne è stato anche l' amore vero, merce sempre più rara, ma oasi felice in cui ognuno di quelli che ha perso fiducia nei veri sentimenti in cuor suo vorrebbe ritrovarsi ed abbeverarsi, saziandosi l'anima. 
Come si può vivere – secondo te – l'amore oggigiorno in maniera sana?
A parere mio l'amore oggigiorno si può vivere in una maniera sana rispettando i seguenti valori: rispetto, fedeltà, sincerità e sostegno, senza dimenticare di non giudicare la libertà di espressione altrui. 
E in particolare, la scrittura, quanto ti ha aiutata a viverlo bene nella tua quotidianità?
La scrittura mi ha aiutata tantissimo, grazie a questo riesco a scoprire nuovi aspetti della mia persona, darmi forza e consapevolezza di poter esprimere tranquillamente i miei sentimenti e le mie emozioni. 
A proposito di quotidianità, com'è la tua? Che ruolo hanno all'interno di essa l'amore, la poesia e la scrittura?
L'amore è la base della mia vita, la poesia e la scrittura sono una valvola di sfogo, mi aiutano a metabolizzare gli eventi della mia vita, dei miei ricordi e maturare.
In quale parte della giornata o della serata ami dedicarti alla scrittura e alla lettura?
Non ho un momento della giornata in cui amo dedicare il mio tempo alla scrittura e alla lettura.
Quando mi si presenta un momento privo di impegni mi faccio rapire da ciò che amo di più, scrivere che è un po’ come sognare ad occhi aperti 
Ma che tipo di lettrice sei?
Sono una lettrice seriale, è impensabile per me non farmi coinvolgere nella trama di qualche romanzo romantico o thriller. Ogni pretesto è buono per leggere! 
Quali sono i tuoi autori preferiti?
Nicholas Sparks, Paula Hawkins, Stephen King, e Jojo Moyes. 
Se dovessi dire un grazie a ognuno di essi, per che cosa li ringrazieresti? E più in generale,  quali altre persone della tua vita vorresti ringraziare e per che cosa?
Nicholas Sparks lo ringrazio per avermi insegnato nel tempo che nell'amore vero si riescono a superare tutte le difficoltà e avversità.
Paula Hawkins per avermi mostrato che nella vita nulla è deciso, tutto è imprevedibile.
Stephen King per la suspance e i colpi di scena che regala nei suoi libri e per il suo stile unico di scrittura.
Jojo Moyes per avermi insegnato che la delicatezza non è solo nella persona ma anche  nella scrittura.
Ringrazio poi  gli amici veri che mi hanno sempre supportato.
Infine vorrei ringraziare mio marito Luca, perché se oggi credo così tanto nell’amore puro è in gran parte merito suo.


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