domenica 19 maggio 2019

Chiara Fiorelli e Paola Raciti in "Riflessi" al Barnum Seminteatro. L'intervista di Fattitaliani

Stasera al Barnum Seminteatro appuntamento con "Riflessi" di Daniela Giannini, regia di Marzia Verdecchi. Sul palco Chiara Fiorelli e Paola Raciti, intervistate da Fattitaliani.

Una stanza senza uscita, quasi claustrofobica. Cosa provate? 
Chiara Fiorelli: È una stanza senza porte ma c'è una finestra e una finestra affaccia per forza da qualche parte, una porta non è detto; magari si passa solo da una stanza ad un altra, magari più piccola e senza finestre. Si, in un primo momento può dare un senso di soffocamento ma poi lo spirito d'adattamento prende il sopravvento e ci si modella in base a quello che si ha a disposizione. Come nel film "Room", in cui madre e figlio, costretti a vivere da anni in una stanza dove sono stati segregati dal loro rapitore, riescono addirittura a crearsi angoli diversi per i vari momenti della giornata.
Paola Raciti: in questo spettacolo c'è un infinito senso di attesa come se tutto fosse sospeso in aria. È tangibile la malinconia di una donna che fa il bilancio della sua vita che nessun sogno di grandezza sa illuminare.
In quale dei tre personaggi vi identificate maggiormente e perché?
Chiara Fiorelli: Mah, forse il fatto che tutte le donne di questo spettacolo sono padrone, adesso, della scelta che hanno fatto o che sono state costrette a fare e che le ha portate ad essere quelle che sono ora. Si guardano indietro, sì, a volte con nostalgia ma mai con rimpianto. Nella "contessa solitaria" (per riassumere un po' il personaggio che interpreto in questo spettacolo) c'è un infinito senso di attesa come se tutto fosse sospeso in aria, è tangibile la tristezza la malinconia di una donna che fa il bilancio della sua vita che nessun sogno di grandezza ha saputo illuminare
Paola Raciti: I personaggi che interpreto sono una misteriosa donna in nero una suora, una bambina. Sono tutti e tre molto distanti da me ma in ognuno di loro ho trovato qualcosa che mi appartiene sicuramente quello in cui mi riconosco di più è sicuramente la bambina per il suo senso di leggerezza con cui affronta la vita per il suo entusiasmo infinito e per la sua curiosità.
Cos’è per voi il Teatro? 
Chiara Fiorelli: Un modo di vivere! 
Paola Raciti: Per me il teatro è un gioco  meraviglioso e ci "gioco " da talmente tanto che ormai è vita

Elisabetta Ruffolo