mercoledì 22 maggio 2019

Antonio Maggio e le sue canzoni accoglienti come il Salento. L'intervista di Fattitaliani: l’inquietudine è portatrice di ispirazione

Due anni dopo “Amore Pop”, venerdì 17 maggio esce “Il maleducato” (Avarello Music srl), il singolo che segna il ritorno del cantautore Antonio Maggio scritto e composto dallo stesso Maggio e prodotto artisticamente da Alessandro Canini presso il “Martina’s Studio” di Anzio. Il brano è il manifesto di una generazione che troppe volte deve fare i conti con se stessa per cercare un raggio di futuro, che deve fare leva esclusivamente sulle proprie forze e sulla propria buona volontà per ritagliarsi il proprio spazio. È un incitamento, uno stimolo, un incoraggiamento. È una festa, una satira poetica. L'intervista di Fattitaliani.

«Spero che questo brano possa rappresentare, in forma di canzone, lo spirito di chi la ascolterà. Purtroppo alla festa del nostro futuro non siamo stati invitati da chi ci ha preceduto e quindi da chi l'ha organizzata - afferma l’artista a proposito del nuovo singolo - perciò credo che, in questi casi, l'unico modo per prenderci il futuro sia quello di auto-invitarci a questa festa, con la giusta sfrontatezza di chi sa cosa vuole, a muso duro e con le maniche rimboccate. Perché il futuro non è niente di più e niente di meno di qualcosa che ci spetta. Insomma che la festa abbia inizio, anche per chi non è stato invitato!».
Come stai vivendo questo ritorno? anche se mi pare tu non sia stato inattivo...
Il ritorno ha una regola ben precisa, in tutti gli ambiti: tornare sempre diversi e mai uguali a come si è partiti. Credo sia questo il segreto di un buon ritorno. Lo sto vivendo con grande entusiasmo e con grande voglia, in fondo ogni nuova uscita è come se ti riportasse a una verginità emotiva.
La fase creativa, per un cantautore, non può avere tempi preconfezionati; è invece un percorso tutto da scoprire, che risponde a delle esigenze personali. 
In questi due anni ho scritto tanto e mai troppo. Ma, come hai anteposto tu nella domanda, non sono stato per niente inattivo: ho alternato la scrittura con la dimensione più bella per chi fa questo mestiere, vale a dire il live. Insieme al mio amico Pierdavide Carone, per tutto il 2018, abbiamo portato in giro “diamoci del ToUr”, un momento artistico di confronto e crescita molto importante; e poi ho scritto anche per altri miei colleghi, esperienza quest’ultima che mi ha dapprima incuriosito e poi affascinato tanto: proprio in questi ultimi mesi ho avuto il privilegio e l’onore di poter ascoltare un mio brano cantato dalla signora della musica italiana, Patty Pravo.
"Mi piacerebbe sapere" se hai approfittato di questo periodo per ricaricarti in ispirazione ed energia? Hai un modo o un luogo speciale per farlo? 
È stato un periodo lungo e certamente travagliato. Non riesco a stare mai fermo, sono un inquieto cronico, e l’inquietudine è portatrice di ispirazione. Quindi va bene così. L’energia poi arriva in automatico quando tutto ciò che scrivo viene pubblicato: il confronto con chi ascolta, la critica, suonare dal vivo nuovi pezzi, sono tutte cose che mi danno una carica pazzesca.
Ad essere sincero non ho un luogo fisso dove scrivere, ne cambio tanti a seconda del momento: in questi ultimi mesi, ad esempio, mi sono rifugiato nelle campagne umbre, che conoscevo poco e delle quali mi sono innamorato.
"Il maleducato" della canzone quanto riflette le aspirazioni e aspettative della tua generazione? 
Le riflette tanto nella loro incompiutezza. La maleducazione alla quale aspiro nella canzone é certamente provocatoria, é uno sprone ad andare a prenderci da soli ciò che fondamentalmente ci spetta: il nostro futuro. La mia generazione, ma ancor di più quelle successive alla mia, devono comprendere che viviamo in una fase storica molto delicata; dobbiamo rimboccarci le maniche in maniera coscienziosa, con un senso di responsabilità profondo, che ci ricorda che su questa Terra facciamo tutti parte di una catena e che da noi e dalle nostre scelte dipenderà anche il futuro di chi ci seguirà.
Quanto dà la gratificazione di una vittoria, di un premio, di una collaborazione artistica? 
Tanto. Nella mia vita ho avuto non solo la fortuna di vivere tante belle opportunità, ma anche di saperle vivere al meglio, coronandole con premi, riconoscimenti e vittorie. Diciamo che la gratificazione più grande, tra i premi ricevuti, é la consapevolezza di fare le cose per bene, di sentirsi apprezzati e riconosciuti da parte di chi ti ascolta. 
Le collaborazioni artistiche invece ti permettono di crescere tanto in poco tempo, perché sono esperienze di confronto. E la musica é, per l’appunto, una delle più alte forme di confronto. 
Poi io non credo a quelli che dicono di fare musica per sé stessi, é una cazzata: gli artisti vivono di riconoscimenti, sono il sale della loro creatività. E poi, se non fossero apprezzati, non sarebbero riconosciuti come tali.
Come autore delle tue canzoni, presumo che molte raccontino seppur trasversalmente di te. Ce n'è una in particolare che ti rivela al pubblico più di altre?  
Io ho due modi di rapportarmi alle canzoni che scrivo, che poi sono i due lati che mi rappresentano nel mio quotidiano: quello ironico e quello più intimo, più introspettivo. Sicuramente fino ad oggi il pubblico ha avuto modo di conoscere meglio il primo, adesso invece mi piacerebbe che imparasse a conoscere e magari ad apprezzare  anche l’altro. Nelle nuove cose che ho scritto (Maleducato a parte), c’è tanto del mio secondo lato. 
Le prossime che usciranno saranno altamente rivelatrici. 
Quanto e cosa di salentino c’è nelle tue composizioni?
Il Salento è una terra storicamente accogliente, quindi mi piace immaginare che lo siano anche le mie canzoni. Giovanni Zambito.

Biografia
Antonio Maggio, cantautore salentino, vince nel 2013 il Festival di Sanremo nella sezione "Giovani" con il brano “Mi servirebbe sapere”, che in poche settimane raggiunge la certificazione di Disco d’Oro, per le oltre 25mila copie vendute. Il singolo anticipa la pubblicazione dell'album d’esordio “Nonostante tutto” e un lungo tour estivo di oltre 40 date. Al Festival di Sanremo viene anche insignito del Premio della Sala Stampa Radio e Tv “Lucio Dalla”, del Premio “Emanuele Luzzati” e del Premio AFI come miglior progetto discografico dell’anno. Nella stessa estate partecipa alla prima edizione del Coca Cola Summer Festival, che lo vede vincitore della seconda tappa, con il brano “Anche il tempo può aspettare”, scelto come singolo estivo. A settembre viene pubblicato il singolo “Santo Lunedì”, che diventa sigla del programma sportivo Il Processo del Lunedì, in onda su Rai Sport 1 per due stagioni televisive. Nel 2014 viene pubblicato il secondo album in studio, “L’Equazione”, anticipato dal singolo omonimo; a seguire il singolo Stanco, in featuring con il rapper Clementino, che fa da colonna sonora a un nuovo e lungo tour estivo. Nello stesso periodo viene scelto come rappresentante dell’Italia al festival internazionale “New Wave”, svoltosi nella città di Jurmala, in Lettonia. Il suo percorso all’estero si arricchisce anche con date in Canada, Russia, Lettonia, Belgio e Albania. Il 4 novembre 2016 esce “Amore Pop”, brano che gli permetterà di ricevere il prestigioso Premio Giorgio Faletti per la musica, con menzione speciale al valore letterario. Amante da sempre, tra le altre cose, del grande cantautorato italiano, il suo spettacolo MAGGIOcantaDALLA in Jazz gli vale l’invito a esibirsi il 4 marzo 2017 in casa di Lucio Dalla, in occasione del compleanno del compianto artista bolognese. Nell’aprile dello stesso anno, comincia un lungo tour nei club italiani, L’Odore delle parole, in una dimensione acustica raffinata che racconta la genesi delle sue canzoni. Il 2018 è l’anno di un’intensa collaborazione live assieme all’amico cantautore Pierdavide Carone: i due danno infatti vita al “diamoci del ToUr”, dapprima in chiave acustica nei club e successivamente in elettrico durante l’estate. Precedentemente (nel 2008), vinceva la 1° edizione di X-Factor con gli Aram Quartet, pubblicando successivamente 2 album: chiARAMente (2008) e Il pericolo di essere liberi (2009).