giovedì 28 marzo 2019

Pascal Schembri scrittore fuori dal coro

Decisamente fuori da ogni schema letterario è Pascal Schembri, uno scrittore di origini siciliane (è nato a Realmonte in provincia di Agrigento) ma vissuto per moltissimi anni a Parigi dove era approdato in giovane età per inseguire il suo sogno d’amore con una signora francese.
Già questa scelta faceva presagire la doppia personalità presente nel nostro scrittore: da una parte l’istintività e la passione siciliana che lo trascina “là dove lo porta il cuore” e, dall’altra parte il bisogno di conoscere e fare nuove esperienze di vita anche in Paesi con costumi ed abitudini ben diverse da quelle italiane.
Questa dicotomia permea tutta la sua produzione letteraria; i primi scritti, infatti, richiamano il mondo della sua Sicilia: “Il miracolo di San Calogero” e “Macelleria siciliana” sono thriller in cui la mafia e le conseguenti violenze la fanno da padrone in un contesto ambientato negli anni ’60.
Ma ecco poi emergere la sua vena di giornalista di inchiesta con il suo primo libro, del 2001, da titolo “La storia di”, in cui viene approfondito il tema della pedofilia in generale ma anche con evidenti riferimenti a ciò che accade in ambiti ecclesiastici e “Perché gli uomini picchiano le donne”, pubblicato in Francia nel 2007 e tradotto in Italia nel 2008,  in cui precorre tutti i recenti movimenti contro la violenza sulle donne ed i femminicidi. Seguono poi pamphlet, gialli psicologici e riflessioni che prendono in esame i problemi legati alla libertà sessuale e di opinione che hanno caratterizzato quest’ultimo decennio. 
Né, in questo contesto, poteva mancare un riferimento anche al problema dei migranti provenienti soprattutto dai Paesi in cui la guerra è divenuta endemica: ne è un esempio il suo libro “Venere in Burqa”, in cui il racconto di una famiglia costretta a fuggire dall’Afganisthan viene a rappresentare in maniera più ampia le situazioni drammatiche e a volte mortali in cui precipitano comuni persone che vengono a trovarsi in Paesi estranei alla loro cultura originaria con le devastanti conseguenze che ne possono derivare.
Altro filone letterario in cui Schembri manifesta la sua versatilità è quello dei racconti biografici di personaggi del mondo dello spettacolo e della cultura da lui conosciuti: si va da saggi sulla scrittrice Françoise Sagan ad Ennio Flaiano, da Marilyn Monroe a Mario Monicelli, da Edith Piaf a Marcello Mastroianni di cui tratteggia con raffinata eleganza il suo carattere indolente e quasi aristocratico in contrasto con il lassismo e, a volte, la volgarità del cinema di quell’epoca.
A fronte di tanta prolificità (oltre 30 libri pubblicati nell’arco di soli 7 anni) non potevano mancare per Schembri altrettanti premi letterari, dal “Premio Telamone” della città di Agrigento al “Premio Antonio Buttitta” attribuitogli per il suo libro “Femminicidio - Loro si sono salvate” e tanti altri. E chissà che un premio non arrivi anche per il suo ultimo lavoro “Uomini in gonnella”, in cui viene argutamente approfondito il tema di importanti dirigenti di azienda, padroni nell’ambito lavorativo ma schiavi in casa delle loro mogli e compagne!