lunedì 4 marzo 2019

Gaspare Maniscalco, eclettico violinista: orgoglioso di tutto quello che ho fatto, anche degli errori. L'intervista

di Ester M. Campese - Gaspare Maniscalco, è l’ospite della nostra intervista. Eclettico violinista, figlio d’arte, il nonno violinista, all'età di soli 6 anni, gli regalò il suo primo violino.
A soli 17 anni già, il siciliano Gaspare, lascia la sua città natale per intraprendere la strada del violinista professionista seguendo così il suo sogno e le orme anche paterne. Il curriculum di Gaspare Maniscalco è ben nutrito e ricco di successi, tantissimi anni in concerto con i più grandi del pop e della musica classica. Musicista da camera, ma non solo, da anni è impegnato in una vigorosa attività concertistica collaborando con orchestre sinfoniche, liriche, spesso come primo violino di spalla. Si è esibito nei più prestigiosi teatri nel mondo.
Gaspare intanto ben trovato e grazie del tempo che ci dedichi per questa intervista. Quando è scoccata la scintilla e com'è che ci si ritrova da bambini a studiare violino e poi a desiderare di farne la propria professione?
A 6 anni il nonno, violinista, mi regalò il mio primo violino e già da giovane suonavo con papà anche lui violinista. E’ stato, come dire, un fatto naturale. La musica accompagna la mia vita da sempre. Poi a 17 anni già lavoravo in orchestre professionali. Intorno ai 30 anni mi sono trasferito a Roma e pian piano ho lavorato con tutti i più grandi musicisti. Quindi non c’è un momento preciso in cui ho deciso che questa sarebbe diventava la mia professione, ma è qualcosa che da sempre sapevo, dal momento in cui mi fu regalato il violino.
La musica richiede un impegno forte, una dedizione assoluta. Viene mai voglia di mollare?
No, dentro c’è un forza che ti spinge a combattere le difficoltà che si presentano e che sicuramente ci sono in ogni percorso artistico. Capita nella vita di ogni artista di incontrare dei momenti più difficili, dove magari non hai scritture, ma è proprio lì che si tira fuori la forza di andare avanti con più coraggio. Da lì a pensare di “mollare” non ci ho mai pensato.
A cosa hai rinunciato?
La cosa più forte è stata la “rinuncia” dei miei genitori perché loro sono anziani e sono lontani, in Sicilia mentre io vivo a Roma e nel mondo. Questo è il prezzo più alto da pagare per me. In ogni caso sono allenato fin da piccolo alla disciplina, rammento che i miei amici giocavano a pallone ed io invece studiavo il violino oppure loro uscivano la sera ed io alle 9 ero a letto perché il giorno dopo avevo una lezione in conservatorio e dovevo alzarmi presto. Sono orgoglioso di tutto quello che ho fatto, anche degli errori, “servono a crescere”.
Ma la tua musica preferita quale potremmo dire che sia?
Non posso scegliere, la musica la amo tutta e in tutti i suoi generi musicali. Nelle mie esperienze ho avuto modo di collaborare artisticamente con diversi premi oscar italiani e stranieri, per musiche da film e non solo, quali: Ennio Morricone, Nicola Piovani, Luis Bacalov ma anche con il premio oscar Francese Ludovic Bource. Amo molto anche la musica pop e ho avuto collaborazioni con grandissimi nomi come Claudio Baglioni, Renato Zero, Lucio Dalla, Gino Paoli e Ornella Vanoni, con Riccardo Cocciante, Massimo Ranieri, Zucchero, Andrea Bocelli, Gianni Morandi, Katia Ricciarelli, Al Bano Carrisi, Fausto Leali e la grande Mina  in ambito nazionale. In ambito internazionale ho lavorato Roger Waters bassista dei Pink Floyd, Patty Smith, Dulce Pontes, Gli Abba, Michael Bolton, Sting, Dionne Warwick, Kevin Kostner, Yo-yo Ma. Diverse le presenze al Festival di Sanremo e in molte trasmissioni Rai, come “Ti lascio una canzone”, “La bella e la Bestia”, “Socrate”, “Ancora più di me” con la Vanoni, "Volami nel cuore", il "Concerto di Natale in Vaticano", e anche molte trasmissioni Mediaset come le diverse edizioni di “Amici”. Per la musica classica e lirica ho lavorato presso svariati enti lirici e festival nazionali ed internazionali diretto tra gli altri Peter Maag, Daniel Harding, Anton Guadagno, Boris Brott, Riz Ortolani, Gianni Ferrio e Stelvio Cipriani, Steven Mercurio, Karl Martin. Ho partecipato ai Festival di Ravello, Festival dei due mondi di Spoleto, Festival lirico Giuseppe di Stefano di Trapani, concerto di apertura Olimpiadi invernali di Torino, Inaugurazione mondiali di nuoto a Roma, Concerto Orvieto 4 ever (celebrazioni per l'Indipendence Day degli United States of America.
Hai girato il mondo e suonato nei teatri più belli quali ti ricordi?
Tantissimi, tutti mi hanno regalato una emozione sono ben 32 le nazioni che ho visitato suonando nei teatri più belli del mondo come l’Arena di Verona, Teatro la Fenice di Venezia, Teatro Reggio di Parma, Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, il Teatro Antico di Taormina, al Colosseo, al Quirinale, al Teatro del Silenzio di Lajatico,Aula Magna dell'Università la Sapienza di Roma, Aula Paolo Sesto in Vaticano, Sferisterio di Macerata, Teatro Vittorio Emanuele di Messina, Teatro Greco di Siracusa, al Partenone di Atene, al Cremlino a Mosca, Radio City Music Hall di New York, Palazzo delle Nazioni Unite "ONU", Palazzo dei Congressi di Parigi, Teatro Apollo di Londra, Stadtalle di Vienna, International Forum di Tokio, Festival Halldi di Osaka, Teatro dell'opera di Seul e di recente ai Teatri d’opera di Shangai e Pechino. Sono stato in Francia, Spagna, Svizzera, Inghilterra, Danimarca, Germania, Russia, Repubblica Ceca e ancora in Canada Stati Uniti, Messico, Brasile e Cile, in oriente in Corea, Giappone, Cina, Singapore etc.
Ed in ambito discografico? 
Ho registrato diversi CD; con Mina un disco dal titolo “Sulla tua bocca lo dirò”, con Yo-Yo Ma Plays Morricone, Morricone Dulce Pontes, Voci dal Silenzio, Arena Concerto alle Nazioni Unite, Note di Pace sempre con Ennio Morricone, La Cantata dei Cent'anni con Nicola Piovani, Una lunga Storia con Gino Paoli, "Ti ricordi? No, non mi ricordo"  con la Vanoni e Gino Paoli (CD e DVD), Ciao Poeta di Sergio Endrigo (CD e DVD), I love you more di Mario Biondi (CD). Le colonne sonore di vari Musical: Ça ira, musiche di Roger Waters, Notre Dame de Paris, di Riccardo Cocciante, Tosca Amore Disperato di Lucio Dalla, Divina Commedia di Marco Frisina, Vacanze Romane, remake di Armando Trovajoli.
Dicevi prima che hai collaborato con molti Premi Oscar per musiche da film, per quali colonne sonore?
Sì, ho collaborato per la realizzazione di diverse colonne sonore di film quali Falcone, Bartali, Karol, Cefalonia, La sconosciuta, Lucia, San Pietro Burgo, Anna Karenina, I 10 Comandamenti, Maria Montessori, Callas ed Onassis e Giovanni Paolo Secondo.
Ci racconti un momento emozionante della tua carriera artistica?
Si, ricordo ancora il primo giorno di prova con Morricone, arrivai un’ora e mezza prima all'appuntamento, Ero molto emozionato nel vederlo sul podio e poter collaborare con lui musicalmente. Avevo sempre sentito le sue musiche nei film, nei dischi e quindi fu una forte emozione averlo proprio li di fronte a me. In quel momento pensai di aver fatto bene a credere nel mio sogno. E non sai quanto è bello realizzare i propri sogni!
Gaspare secondo te come possiamo avvicinare le nuove generazioni alla musica classica e lirica oggi?
In Italia la cultura musicale è stata un po’ tralasciata e dimenticata se non solo per poche realtà concertistiche. A differenza di molti giovani che oggi ascoltano solo musica di “consumo commerciale” io già da piccolo ascoltavo le opere e la musica classica, apprezzavo la musica anche pop, ma questo molto più in là. Credo in TV dovrebbero trasmettere più concerti di musica classica e lirica ed invitare i giovani ad ascoltarla nei teatri, partendo da una buona educazione musicale impartita dai genitori. Oggi tutte le trasmissioni in palinsesto presentano format “mordi e fuggi” in cui si trasmette forse un “valore artistico” distorto da ottenere senza sacrifici ed impegno. Io i primi concerti li facevo gratis per il piacere di suonare e l'amore per la musica. Uscivo tardissimo dal Conservatorio ed affrontavo programmi difficilissimi. Ricordo ancora la mia prima esperienza musicale in orchestra, dove in programma c’era la V^ sinfonia di Beethoven. Ricordiamoci che l’Italia è stata la Patria della musica, abbiamo avuto operisti dello spessore di Verdi, Puccini, Rossini, Bellini, Donizetti etc, Anche il volino è stato “inventato” in Italia da Gasparo da Salò ed abbiamo avuto il più grande violinista di tutti i tempi: Niccolò Paganini. Purtroppo un Ministro in passato ha detto che con la cultura “ti puoi fare un panino”…e questo è molto triste…
Qualche tuo progetto futuro?
Sto preparando un mio disco in cui ci sono musiche da film, un progetto molto bello per me. Prossimamente riparto con l’orchestra italiana del cinema per una tournée in Cina a Macao.
Sei felice?
Quando suono sì, posso dire che musicalmente sono felice. Ho oltre 1300 concerti sulle spalle in ventinove anni di carriera. E poi la felicità in assoluto non esiste, ma ce la possiamo creare. La felicità è fatta di momenti e quelli vanno presi, io li prendo in musica, e non solo…