venerdì 15 febbraio 2019

Razzismo?!! Terza puntata de Il Controcorrente

Il razzismo è la concezione di chi ritiene che alcune razze siano superiori ad altre.

Il dramma di questa impostazione mentale è condizionato da politiche e dottrine, ahinoi anche recenti, di chi ha potuto influenzare le opinioni ed interi popoli.
È forse la manifestazione più grave che ha distinto l’umanità e le sue guerre, procurando morti, sofferenze, perdita di diritti per chi ha avuto come unica colpa quella di nascere in un luogo piuttosto che in un altro.
L’ideologia razzista annulla lo status di persona di determinate masse, provenendo prevalentemente da chi ha la capacità ed il potere di condizionare il pensiero e la cultura di soggetti a lui sottoposti. Si pensi al popolo tedesco contro gli ebrei o le leggi razziali in Italia.
I danni storici sono inenarrabili, inconcepibili, vergognosi. Danni che non vanno ripetuti, sofferenze che non possono ritornare, umiliazioni che per sempre dovrebbero appartenere soltanto al passato dell’ uomo, spiegando e shoccando i nostri figli dicendo loro che non esistono “razze” tra gli umani tanto meno diversità tra uomini. Spiegando così l’ inutilità e la stupidità universale di chi ritiene qualcuno inferiore in base a caratteristiche somatiche o culturali.
Se spiegassimo ai nostri figli, a bimbi di sette od otto anni, cosa sia il razzismo prendendo ad esempio ciò che realmente è stato ed intendo le leggi razziali, la persecuzione americana nei confronti dei neri, l’ antisemitismo, giusto per fare qualche esempio e  spiegandogli in quali atroci modi esso si sia manifestato, i nostri figli non dormirebbero per una settimana. Forse sarebbe giusto spiegargli e spaventarli verso un fenomeno che dovranno ripudiare o, meglio ancora, ritenere inconcepibile per menti evolute.
Dovremmo spiegare loro cosa siano state le persecuzioni dei pellerossa, l’ apartheid, il Ku Klux Klan, le persecuzioni in Giappone, in Africa eccetera. Non esiste angolo della Terra ove nella storia non si sia assistito a fenomeni razzisti, né poteri che direttamente od indirettamente non lo abbiano favoreggiato: intendo governi, partiti, chiesa, enti ed istituzioni.
Proprio questi poteri hanno condizionato le masse e le loro opinioni facendo ritenere alcune razze inferiori ad altre, causando pregiudizi e sofferenze che la storia mai potrà perdonare.
Questo dovremmo spiegare ai nostri figli.
Il 27 Gennaio è il giorno della memoria. Abbiamo ricordato le tragedie che il razzismo ha provocato con esempi di stermini, esclusione dalla vita sociale e lavorativa di adulti e dalle scuole per i figli, deportazioni, privazione di diritti fondamentale della persona e….
…..i fischi a Koulibaly in occasione dell’ incontro di calcio Inter - Napoli.
Cerchiamo di spiegare il razzismo ai nostri figli chiamando con lo stesso nome chi ha ucciso, torturato, perseguitato, umiliato suoi simili e quattro stupidi che fischiano un calciatore senza nemmeno sapere il motivo e per i quali servirebbero quattro sculaccioni ben dati dalle loro madri e che, per fortuna, non avranno mai il potere ed il carisma per influenzare masse con i loro stupidi atteggiamenti da persone non-pensanti.
Questo è un insulto a tutte le vittime del razzismo ed i loro famigliari.
Non confondiamo un cancro con un raffreddore, altrimenti rischiamo di non poter curare adeguatamente il cancro qualora si presenti. Koulibaly è stato vittima di ignoranza, maleducazione, stupidità di persone che probabilmente non sanno nemmeno quali danni abbia provocato il razzismo e che probabilmente si farebbero fare l’ autografo dallo stesso Koulibaly qualora vestisse una maglia a loro gradita. Koulibaly è stato vittima di stupidi che imitano altri stupidi e non di razzisti.
Peggio ancora ha fatto Spike Lee, persona che davvero ha sposato la causa di chi ha subito l’ odio razziale, i soprusi, le discriminazioni. Persona che conosce bene cosa voglia dire la parola “razzismo” in tutte le forme in cui si è manifestato nella storia e persona che sempre si è schierata in prima linea contro forme di discriminazione di qualsiasi natura.
Spike Lee da lunedì ha invitato  a boicottare i marchi Gucci e Prada  accusandoli di razzismo.
Le colpa di Gucci è quella di aver prodotto un maglione che a dire di alcuni deride le persone di colore evocando il “blackface” ( a nostro avviso l’ unica colpa che ha il maglione è di essere terrificantemente brutto) e quella, secondo Spike Lee, di non assumere designer di colore. Quello che ci chiediamo è innanzi tutto come sappia Spike Lee dei designer di Gucci visto che non credo lavori all’ ufficio personale.  In secondo luogo se Spike Lee si sia accorto solo ora dell’ (eventuale) assenza di designer di colore all’ interno di Gucci visto che fino ad Agosto postava su Instagram foto in cui indossava il marchio mettendone bene in evidenza i caratteri distintivi e che ora chiede di boicottare  .
Riteniamo probabile che, qualora fosse vero ciò che afferma l’ attore regista, l’ assenza di designer di colore possa derivare da fattori ben diversi da quelli discriminatori.
Pensiamo che le accuse di Spike Lee equivalgano ad accusare di femminicidio o violenza sulle donne le imprese o gli enti che non hanno rispettato le quote rosa: fatto grave e stigmatizzabile ma da non paragonare a donne che hanno subito violenze morali, fisiche o addirittura sono state uccise .
Stessa considerazione per il marchio Prada che oltre ad aver prodotto dei pupazzetti definiti razzisti, pare non abbia assunto un numero tale di designer di colore da non farla definire un’ azienda razzista da parte di Spike Lee.
Siamo certi che non si tratti di discriminazione in entrambi i casi.
Basterà vedere una sfilata od una pubblicità dei marchi dove vengono utilizzati modelli e modelle di ogni paese del mondo o ritenere verosimile che Gucci e Prada, avendo sede legale, laboratori ed uffici in Italia abbiano maggiori richieste di assunzione da candidati non di colore. Ma soprattutto ci domandiamo: quale potrà mai essere un motivo valido per cui delle multinazionali dovrebbero essere razziste?
Risparmiamo ciò che è successo a Dolce & Gabbana un paio di mesi fa, ma una cosa ci preme sottolinearla: la parola “razzismo” è sinonimo  di un atteggiamento tra i più crudeli che un uomo possa aver tenuto nei confronti di un suo simile. Non utilizzarla con la giusta cautela è sminuirne la gravità ma soprattutto renderà sempre più difficile spiegare ai nostri figli cosa sia stata una delle macchie più scure della storia dell’ uomo.
Alessio Lo Passo
Umberto Acerbi

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