martedì 5 febbraio 2019

Ornella De Luca, la scrittrice che ama essere spettatrice esterna. L'intervista di Fattitaliani


di Laura Gorini - Aprire gli occhi” può essere inteso in senso lato, cioè rendersi conto di molte cose. A volte non ci accorgiamo, infatti, di ciò che abbiamo sotto il naso”.

Ha classe e talento la giovane scrittrice messinese Ornella De Luca. I suoi romanzi finora pubblicati sono: La consistenza del bianco (Onirica Edizioni, 2015), Il sacrificio degli occhi (Onirica Edizioni, 2016), I colori del vetro (Rizzoli, 2017), Adesso apri gli occhi (Self publishing, 2017) e L'ultima lanterna della notte (Self publishing, 2018). Ha vinto anche diversi concorsi tra cui nel 2015 "Parolexdirlo", organizzato da Scrivo.me e Donna Moderna, con il racconto “Caro giorno che vorrei”, pubblicato in un'antologia scaricabile gratuitamente online. Lavora come editor e ghostwriter freelance sin dalla laurea, gestisce il suo blog e altre collaborazioni e dal 2018 è co-founder di "Ariadna Servizi Editoriali".
Ornella, com'è avvenuto il tuo avvicinamento al mondo della scrittura?
Ho iniziato a scrivere a circa tredici anni, con piccoli racconti pubblicati sul giornalino della scuola. Poi sono passata ai primi concorsi, come il Premio Nanà, e infine alla pubblicazione.
Come mai la scelta dell'ambientazione del tuo ultimo romanzo negli USA?
Mi trovo meglio nelle ambientazioni lontane da me, come se non riuscissi a raccontare storie che mi prendono troppo da vicino. Preferisco essere uno spettatore esterno.
La nascita del tuo primo romanzo si può dire che sia nata in una circostanza simile a quella che si è trovata a vivere Diana, la protagonista di “Adesso apri gli occhi”?
Più o meno. Le ho “dato” l’amore per la scrittura e fatto vivere un’avventura che sarebbe piaciuta a me. Per il resto è tutta fantasia!
Ecco, in riferimento al titolo, cosa sta a rappresentare secondo te questo titolo?
Aprire gli occhi” può essere inteso in senso lato, cioè rendersi conto di molte cose. A volte non ci accorgiamo, infatti, di ciò che abbiamo sotto il naso.
A quale autore ti sei sempre sentita ispirata in particolare?
Carlos Ruiz Zafon e, ultimamente, Joel Dicker.
Il tuo preferito in assoluto?
Credo Carlos Ruiz Zafon.
Quale è un genere che invece senti che non affronteresti mai?
L’horror e l’erotico, non li sento nelle mie corde.
Un genere di storia che invece, descritta proprio a grandi linee, ti piacerebbe molto molto poter raccontare?
Un giallo vecchio stile, alla Agatha Christie.
Hai al momento qualche altro libro in cantiere?
Certo, l’ultimo della serie “The orphanage” e l’inizio di una nuova serie.