sabato 23 febbraio 2019

Infinito Leopardi: Recanati pubblica i volumi per il bicentenario. Le mostre

Più di una mostra, ma un evento lungo un anno per celebrare il bicentenario dalla stesura de L’infinito di Giacomo Leopardi. “Infinito Leopardi” presenta le due prime pubblicazioni collegate alle mostre attualmente in programma: “Leopardi, L’Infinito e i manoscritti vissani” a cura di Laura Melosi e “Mario Giacomelli. Giacomo Leopardi, L’Infinito, A Silvia” a cura di Alessandro Giampaoli e Marco Andreani.

LEOPARDI E L’INFINITO
La pubblicazione, a cura di Laura Melosi, ricostruisce per la prima volta la storia dei manoscritti in mostra a Recanati, ripercorrendo il loro arrivo a Visso, dove sono custoditi. Un catalogo scientifico che riproduce l'intera collezione di manoscritti di proprietà del Comune di Visso, difficilmente accessibili per la consultazione, con schede dettagliate di approfondimento filologico e critico sui documenti, studi che hanno portato a nuovi accertamenti. Infatti, il contributo più ampio finora dedicato ai manoscritti di Visso risale al 1923 (Carlo Bandini, Contributi leopardiani, Nicola Zanichelli Bologna) che, in diversi casi, è stato riveduto e corretto in questa occasione. Si tratta di un importante contributo di carattere scientifico che trova un posto autorevole nella leopardistica attuale e che riproduce l'intera collezione di manoscritti di proprietà del Comune di Visso, difficilmente accessibili per la consultazione, con schede dettagliate di approfondimento filologico e critico sui documenti, studi che hanno portato a nuovi accertamenti.
Ammirare L’Infinito due secoli dopo la sua stesura è un’emozione intensa: una rara occasione per valorizzare anche l’intera collezione dei manoscritti leopardiani di proprietà del Comune di Visso, offrendone un’aggiornata ed esaustiva rilettura. È questo un catalogo che muove dall'interpretazione de L'Infinito attraverso le voci più autorevoli della leopardistica, con la miriade di approcci al testo che si sono susseguiti nel lungo arco di tempo che ci separa dalla composizione di questa poesia.

QUANDO LA FOTOGRAFIA SI LASCIA ISPIRARE DALLA POESIA
Mario Giacomelli ha elevato la fotografia a quella nobiltà appartenente al segno che, riprendendo le parole di Roland Barthes, le ha permesso di “accedere alla dignità di una lingua”. Nel catalogo relativo alla mostra “Mario Giacomelli. Giacomo Leopardi, L’Infinito, A Silvia” indaga quegli anni Sessanta in cui Giacomelli elabora, su sceneggiatura di Luigi Crocenzi, la trasposizione fotografica della lirica di Giacomo Leopardi A Silvia. Di questo primo seme, da cui nasceranno negli anni Ottanta le note serie leopardiane del fotografo marchigiano - L’Infinito e A Silvia, nella sua versione definitiva - fino ad oggi si erano perse le tracce. Riscoprirne lo sviluppo non solo ci riporta ad uno snodo cruciale nella storia della fotografia italiana, ma ci mostra anche la straordinaria evoluzione stilistica ed espressiva di Mario Giacomelli ed il suo stretto rapporto con la poesia.
A Villa Colloredo Mels, infatti, sono esposte “A Silvia”, il celebre foto-racconto ispirato all’omonima lirica di Leopardi, nella sua versione originale del ’64, di cui fino ad oggi si erano perse le tracce, e in quella del 1988. Nella serie de “L’Infinito”, attraverso il meticoloso montaggio di immagini legate tra loro e ai versi della lirica leopardiana secondo un complesso sistema di libere associazioni e richiami metaforici, Giacomelli ci restituisce in termini visivi il rapporto tra finito e Infinito, realtà e immaginazione caro al poeta di Recanati.

LA RISCOPERTA DEL PATRIMONIO LEOPARDIANO
Al percorso della mostra “Infinito Leopardi” a Villa Colloredo Mels è collegata l’esposizione straordinaria di documenti, manoscritti e cimeli del poeta, unici e significativi, la cui selezione e cura scientifica è affidata alla professoressa Laura Melosi e al dottor Lorenzo Abbate della cattedra leopardiana dell’Università degli studi di Macerata. Una vera e propria riscoperta del patrimonio leopardiano che, dopo anni, torna a disposizione di tutta la cittadinanza, dei turisti e degli studiosi.
I materiali esposti oggi a Villa Colloredo Mels sono l’avvio di un progetto iniziato nel dicembre 2017 e che prevedeva l’allestimento di sale dedicate alla collezione del Comune di Recanati composta da tre nuclei di diverso e specifico valore. Nella rinnovata sezione del museo civico dedicata al patrimonio leopardiano troviamo, ad esempio, le carte donate nel 1881 dall’editore Le Monnier di Firenze, quelle relative alla pubblicazione della prima edizione dello Zibaldone e una commovente lettera spedita da Firenze da Giacomo al padre e opere artistiche, in particolare la galleria di ritratti familiari. 


www.infinitorecanati.it