giovedì 21 febbraio 2019

Il controcorrente, "Ma mi faccia il piacere"

Verso la fine dell’anno scorso, Carlo Ancelotti aspirava e suggeriva l’interruzione di una partita di calcio in difesa degli allenatori che subiscono offese dagli spalti.

Carlo Ancelotti è un allenatore corretto, educato, mai fuori dalle righe. Un esempio di serietà ed educazione sportiva tale da trovare massimo consenso dalla maggior parte dei suoi colleghi e tifosi.
Anche chi scrive si trova d’accordo: nel 2019 è inammissibile che un allenatore debba sopportare offese per intere partite.
Purtroppo, però, non tutti coloro che vanno allo stadio hanno frequentato i salotti intellettuali francesi né alcuna nobile accademia e, a sentire alcuni cori, nemmeno una mediocre scuola elementare.
Chi, invece, a prescindere da studi ed ambienti frequentati dovrebbe mantenere un comportamento adeguato al ruolo, è proprio l ‘allenatore.
Infatti, mentre il nostro Carlo Ancelotti predicava più rispetto, il suo collega Juric diceva ad un giornalista di “non rompere il cazzo”  solo per aver fatto una domanda forse scomoda per l’allenatore, dimenticando che, se un allenatore di serie A gode di certi benefici lo deve principalmente a chi fa quelle domande.
Qualche giorno dopo, il collega Mourinho, ad un gol della sua squadra, ha sfasciato e lanciato casse di borracce come un folle a cui siano stati negati i tranquillanti, consapevole che lui, anzi LUI, può fare ciò che vuole:  anche lanciare  oggetti, tanto a raccoglierli ci pensa qualcun altro.
Stesso periodo: Gattuso rientra dalla finale di Supercoppa Italiana e ad un giornalista che tenta di riprenderlo con il cellulare, gli sposta nervosamente la mano facendogli cadere il telefono. Un gesto palesemente involontario ma comunque evitabile da un allenatore di serie A conscio di essere osservato da milioni di persone.
Ed infine ieri sera, il buon Simeone che al goal della sua squadra si gira verso le tribune indicando ripetutamente le sue parti più intime al pari di un bambino maleducato che insulta un suo compagno di scuola.
Abbiamo fatto esempi degli ultimi tre, quattro mesi, ma andando indietro nel tempo potremmo scrivere pagine e pagine di comportamenti assolutamente biasimabili da parte di allenatori, soggetti che, per il ruolo che coprono, dovrebbero essere i primi esempi di maturità, educazione e comportamento.
Parliamo di scenari dove milioni di persone vedono e giudicano e questo nessun personaggio pubblico può scordarselo, soprattutto se dalla propria categoria nascono critiche nei confronti di chi assume determinati comportamenti.
Il mister di calcio dovrebbe essere il punto di riferimento affinchè i suoi comportamenti forniscano serietà e saggezza a tutta la squadra ed ai tifosi. In poche parole essere un modello.
Comportamenti immaturi di alcuni allenatori non giustificano certo cori offensivi e vergognosi ma finchè chi deve dare l’esempio non si discosterà da atteggiamenti condannabili provenienti dalla sua parte e da suoi colleghi, caro Ancelotti, alla richiesta di sospendere le partite ci viene voglia di rispondere come il grande Totò: “ ma mi faccia il piacere!”

Alessio Lo Passo
Umberto Acerbi

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