mercoledì 27 febbraio 2019

Fiorella Franchini, Storia e mito nell’intrigante romanzo “Il velo di Iside". La recensione

Un romanzo storico racconta le vicende e i drammi personali di uomini e donne che, sebbene vissuti in un tempo remoto dalla nostra vita e dalla nostra memoria, ci sono tuttavia vicini con le loro emozioni, con i sentimenti, con i pensieri segreti. In fondo aveva proprio ragione Benedetto Croce nell’affermare che “La storia nostra è storia della nostra anima; e storia dell'anima umana è la storia del mondo”. Ne dà un evidente saggio Fiorella Franchini, giornalista e fine scrittrice napoletana, nel suo magnifico romanzo “Il Velo di Iside” (Homo Scrivens, Napoli, 2018).

Appassionata studiosa di storia e archeologia, ma anche di miti e leggende della classicità, nel suo romanzo Fiorella Franchini, con una scrittura intensa e coinvolgente, narra l’incontro di Cassia Livilla, sacerdotessa di Iside, con il Navarco della flotta di Miseno, Valerio Pollio Isidorus. Tra loro nasce una relazione intensa e proibita. Quando dall’intera flotta si era levato un saluto echeggiante in tutto il golfo di Miseno, il cuore del Navarco si era riempito di orgoglio e di malinconia: “Vederla fu amarla, amare solo lei, amarla per sempre”. Una relazione forte, tra i due, tale da indurre Cassia Livilla a confidare al Comandante della flotta un terribile segreto, ascoltato per caso a Puteoli (l’antica Pozzuoli) da alcuni stranieri che progettavano una strage. 

La Classis Misenensis, la flotta imperiale di Roma di stanza a Miseno, che era lì a guardia del Mediterraneo occidentale, era sempre stata la ragione di vita di Valerio Pollio, prima d’esser ferito dagli strali di Cupido. I suoi classari avrebbero lasciato famiglie e amici, eppure egli mai aveva immaginato che potessero avere un’altra vita fuori dalla Schola Militum, laddove i legionari si formavano nelle tattiche della guerra navale e in quella campale. Il romanzo si dipana intrigante nella narrazione, tra un amore sacrilego e un complotto contro Roma. 

Siamo nel 77 d.C. quando, alla vigilia del Navigium Isidis, alcuni stranieri progettano una strage di romani. Ma ben presto le indagini del Navarco condurranno a scoprire il vero obiettivo dell’attentato: non il popolo in festa per l’apertura della nuova stagione della navigazione, ma la Classis Praetoria Misenensis e l’imperatore Vespasiano in persona, venuto per ammirare la flotta imperiale in rada nel golfo di Miseno. Dunque una sanguinosa e tragica umiliazione per l’immenso potere imperiale di Roma. Iside, terribile e misericordiosa, potente dea proveniente dalla terra di Ra, sfida gli dei dell’Olimpo. Chi ha ordito la congiura? Chi ha rapito la fanciulla? L’amore viene travolto dalla sete di vendetta e dagli intrighi del potere. Chissà se Cassia Livilla avrebbe mai più rivisto Valerio Pollio: “Anch’io ti amo tanto” gli aveva confessato ricambiando quel bacio infinito.

L’ambientazione storica segue precise coordinate che s’incrociano tra le vie di Neapolis, il porto di Puteoli e la flotta imperiale romana in rada a Miseno, guarnita di ben 10 mila uomini armati. E poi il culto isiaco, sacro all’imperatore Vespasiano, largamente diffuso a Roma e in Campania. L’autrice imbastisce un racconto avvincente, con dovizia di particolari, con uno stile raffinato e scorrevole, in cui il senso del dovere si confronta con le ragioni del cuore, mentre le vicende individuali e collettive diventano mistero dell’anima che travalica i secoli. 

Una storia d’amore e d’avventura, insomma, che intriga il lettore, coniugando il fascino dell’epopea romana con le suggestioni del patrimonio archeologico di Napoli e dei Campi Flegrei, stimolando attraverso la scrittura narrativa - davvero di notevole rango - una curiosità intellettuale e una riscoperta dei beni culturali e storici della terra del mito. Un palcoscenico eccezionale e una trama coinvolgente che discorre e si lega al lettore con una familiarità attiva e vivace, dilatando il tempo del vivere, per ritrovare dentro le parole le emozioni invisibili del cuore.

Fiorella Franchini è giornalista pubblicista. Collabora con il quotidiano Il Denaro e pubblica con riviste e periodici specializzati, tra cui Arte&arte e MardeiSargassi. Per oltre dieci anni è stata direttore editoriale del webmagazine napoliontheroad. Al romanzo d’esordio L’Orchidea Bianca (Il Girasole, 1995) hanno fatto seguito I fuggiaschi di Lokrum (Marotta, 1998), Nanhai (Il Mezzogiorno editore, 2002), I Fuochi di Atrani (Kairòs, 2006) per i quali ha ricevuto importanti riconoscimenti in concorsi e premi letterari. Nel 2013 ha pubblicato undici interviste nell’antologia Donna è Anima (Savarese editore); nel 2014 il romanzo storico Korallion (Kairòs edizioni), nel 2018 Il Velo di Iside (edizioni Homo Scrivens). E’ membro di Giuria di Premi letterari, svolge attività di ufficio stampa, conduce incontri culturali, presentazioni e lezioni di giornalismo. Il romanzo “Il velo di Iside” ha ottenuto il Premio internazionale “Città di Caserta”, il Premio Speciale “Megaris” XXVII edizione, il Premio Letterario Residenze Gregoriane 2019.

Goffredo Palmerini