mercoledì 30 gennaio 2019

Il controcorrente, prima puntata


Da un'idea di due grandi amici quali l'ex tronista ligure Alessio Lo Passo e Umberto Acerbi, uomo di grande cultura, l'idea di aprire una pagina Instagram (https://instagram.com/ilcontrocorrente?utm_source=ig_profile_share&igshid=1ct95mi7p99r5) denominata Il controcorrente dove parlare ed esporre controcorrente per l'appunto i più sconvolgenti fatti di cronaca. Ogni settimana su Fattitaliani.it un loro pezzo al riguardo.


Il controcorrente- prima puntata

Guardiamo spessissimo documentari su Nat Geo Wild. Anche ieri, proprio mentre a Cardito si stava consumando una di quelle tragedie che macchiano indelebilmente la dignità della nostra specie.
Almeno una volta nella vita, per lo meno alla scuola elementare, ci siamo chiesti quali siano le differenze tra l’ uomo e le altre razze animali. Ci hanno insegnato che l’uomo rispetto alle bestie ha assunto una posizione eretta, comunica con la parola, ha il pollice opponibile quale caratteristica di ogni primate, eccetera, eccetera. Poi l’intelletto e la ragione che, rispetto a tutte le altre specie dovrebbero governarci comportamenti e soprattutto istinti.
Qualora le accuse in capo a Tony Essobti Badre dovessero essere confermate nessuna scienza animale potrebbe darci risposta su tale atrocità.
Qui non si parla dell’omicidio della neomamma che, straziata dalla stanchezza, perde la capacità di intendere e uccide il neonato oppure del genitore che impazzisce e stermina la famiglia: in questi casi la gravità del fatto è già la conseguenza e dimostrazione della incapacità di gestire le proprie azioni a prescindere da qualsiasi indole violenta e disumana .
Nel caso del piccolo Giuseppe, se venisse confermata la confessione dell’imputato che dichiara di aver ucciso un bimbo di sei anni e tentato di ucciderne la sorellina di sette perché hanno rotto la spalliera di un letto, saremmo di fronte a qualcosa di diverso, qualcosa che la scienza non riuscirebbe a giustificare con nessuna teoria.
Forse Tony Essobti Badre era stressato da questi poveri bimbi a tal punto da impazzire come la neomamma il cui bimbo non la fa dormire per settimane?
Mi solleverebbe pensarlo.
Sta di fatto che la motivazione, la rottura della spalliera di un letto, per ora fa pensare ad una violenza ed una aggressività ben lontana da qualcosa della quale la mente umana (ma anche quella animale) e più in particolare l umanità, intesa come condizione intrinseca e necessaria della nostra razza, possa discolpare o giustificare.
La scienza studia e mostra il comportamento animale per poter meglio comprendere il nostro ed è per questo che guardo i documentari. Ma anche in questo caso non riuscirebbe mai a spiegare quale forza possa condurre un uomo ad ammazzare di botte un bambino di sei anni. Non è questa la sede per spiegare la derivazione di tali istinti ma basterà considerare che la bestia non uccide mai per rabbia o per vendetta, l’uomo sì.
Se qualcuno si interessa di documentari del regno animale, avrà potuto constatare come tra le bestie sia assai diffusa l’uccisione dei cuccioli: il leone uccide i cuccioli quando gli viene rifiutato l’accoppiamento, la iena sbrana i cuccioli di branchi limitrofi e talvolta i propri, la scimmia rapisce i cuccioli per insediarsi come leader, persino le foche e alcune specie di pesci eliminano cuccioli ed esemplari appena nati. Questi comportamenti crudeli e istintuali derivano da regole e tendenze alla sopravvivenza ma mai, ripeto mai, derivano da rabbia o vendetta.
Ecco: forse per spiegare le differenze tra l’uomo e le altre razze animali potremmo cominciare col dire che le bestie non uccidono mai per rabbia o vendetta, l’uomo sì.
Forse, partendo da questo principio, eviteremo che tra qualche anno (non moltissimi) saranno leoni e iene a guardare i documentari sull’uomo, disgustati e con occhi strabuzzati.

Alessio Lo Passo

Umberto Acerbi