domenica 20 gennaio 2019

Bufala

Ormai c'è più puzza di bufala in politica che in un allevamento annesso a un mozzarellificio. 

Questa volta è il turno di Di Maio: 
"Ci sono decine di stati africani in cui la Francia stampa una propria moneta, il franco delle colonie, e con quella si finanzia il debito pubblico francese". 
Non voglio credere che Di Maio non sappia come stiano realmente le cose, perché mi si rizzerebbero i capelli in testa: visto che condivide la guida del Paese, mi sentirei come il passeggero di una corriera pilotata da un bambino, lanciata a rotta di collo giù per una strada di montagna.  
D'altra parte se Di Maio facesse queste affermazioni pur sapendole non vere, vorrebbe dire che pensa che basta sparare frasi ad effetto, anche se infondate, per prendere applausi da gran parte degli italiani - perché la verità è ormai diventata un optional senza valore. In altre parole sarebbe convinto che gli italiani sono sufficientemente arrabbiati e ignoranti per credere a qualsiasi cosa gli venga detta dal politico che hanno deciso di appoggiare. 
E il guaio è che forse ha ragione. 
Io vorrei aggiungere però che se gli italiani hanno ottimi motivi per essere arrabbiati, non ne hanno per essere ignoranti: basta infatti quasi sempre una piccola ricerca sul web per accertare in pochi click la verità. 
Io l'ho fatto, ed ecco - per chi è interessato - quello che ho trovato. Per evitare di copiaincollare il lavoro di un altro, vi rimando a BUTAC, il sito specializzato nello smascherare bufale: https://www.butac.it/la-tassa-coloniale-dei-paesi-africani-alla-francia/
Come qualcuno di voi sa già, non sono molto tenero con i francesi per via della loro storica politica estera con la quale, insieme ai britannici, hanno contribuito più di altri a creare quelle situazioni in Africa e Medio Oriente di cui i locali, e adesso anche l'Europa, subiscono le conseguenze: ma cerco di rimanere obiettivo e giudicare caso per caso. 
Se non facciamo così, il nostro cervello diventa una discarica in cui altri possono riversare tutto quello che gli fa più comodo. 
Carlo Barbieri

Carlo Barbieri è uno scrittore nato a Palermo. Ha vissuto a Palermo, Catania, Teheran, il Cairo e adesso fa la spola fra Roma e la Sicilia. Un “Siciliano d’alto mare” secondo la definizione di Nisticò che piace a Camilleri, ma “con una lunga gomena che lo ha sempre tenuto legato alla sua terra”, come precisa lo stesso Barbieri. Scrive su Fattitaliani, Ultima Voce e Malgrado Tutto, testata a cui hanno collaborato Sciascia, Bufalino e Camilleri. Ha pubblicato fra l’altro le raccolte di racconti “Pilipintò-Racconti da bagno per Siciliani e non” e "Uno sì e Uno no" (D. Flaccovio Editore); i gialli “La pietra al collo” (ripubblicato da IlSole24Ore) e “Il morto con la zebiba” (candidato al premio Scerbanenco 2015), ambedue con Todaro Editore ; "Il marchio sulle labbra" (premiato al Giallo Garda), "Assassinio alla Targa Florio" e "La difesa del bufalo, tutti e tre con D. Flaccovio Editore. Suoi scritti sono stati premiati al Premio Internazionale Città di Cattolica, al Premio di letteratura umoristica Umberto Domina, al Premio Città di Sassari e al Premio Città di Torino. I suoi libri sono reperibili anche online, in cartaceo ed ebook, su LaFeltrinelli.it e altri store.