martedì 18 dicembre 2018

Musica, Pietro Gabriele presenta l'album "Megalomania". L'intervista

L’album Megalomania è una raccolta di tutti i singoli pubblicati tra il 2017 e il 2018 più 5 nuovi inediti. Al suo interno vi è anche la versione italiana e ufficiale del brano “Coco Chanel”, tratto dall’omonimo brano degli Okean Elzy, la rock band più famosa dell’Ucraina e più conosciuta nei paesi della CSI. Questo brano ha riscontrato un enorme successo in Ucraina, superando i risultati del brano originale scritto dal leader della band Svyatoslay Vakarchuk. L’album Megalomania è stato realizzato grazie alla campagna di crowdfunding avviata da Pietro Gabriele e la sua band su Musicraiser nel gennaio 2017. L'intervista.

Parlaci del nuovo album....
L’ultimo album pubblicato prende il nome di “Megalomania” e non è altro che una raccolta di tutti i singoli pubblicati tra il 2017 e il 2018 con l’aggiunta di 5 nuovi inediti. Io e la mia band, parte integrante del mio progetto, non avevamo intenzione di fare un album ma grazie al sostegno di oltre 300 fan alla fine abbiamo deciso di farlo. Il percorso di produzione è stato lungo perché principalmente non sapevamo quali brani inserire. Stavamo già lavorando ad un nuovo progetto, con sonorità completamente diverse che avrebbero segnato un passo avanti in una direzione più pop che rock melodico, come fatto fino ad oggi. Così alla fine, poiché l’album è stato in parte finanziato dai fan, abbiamo deciso di registrare 5 inediti che potessero avere l'impronta dei singoli precedentemente pubblicati e inserire alla fine un brano che faccia da ponte per il prossimo progetto, l’ultima traccia dal titolo “Automa” infatti è completamente diversa dalle altre.
Quali sono i tuoi cantanti di riferimento? 
Sono cresciuto con cantautori italiani come De André, Battisti, Mango, renato zero, Baglioni o con rock band come i Queen, Pink Floyd, Beatles, Nirvana insomma i grandi della musica del passato italiana e straniera.
Chi però ha influenzato la mia scelta musicale forse sono stati I “MUSE”. Li seguo dal 1999, da quando in Italia ancora non li conosceva praticamente nessuno. Poi ovviamente altre band hanno influenzato il mio modo di essere, come i vecchi progetti dei Coldplay, i Radiohead o in Italia i Negramaro.
Qual è l’esperienza lavorativa che più ti ha segnato fino ad ora?
Quando sei un artista emergente tutte le esperienze positive ti segnano. Raggiungere traguardi sempre più alti, e inaspettati, lasciano segni indelebili. Tra tutte potrei segnalare il piccolo tour, fatto nel 2016 insieme alla mia band in giro per l’italia. Arrivare in una città che non conosci, dove non sai quale sarà la risposta del pubblico al tuo evento e a sorpresa trovarti di fronte ad un teatro sold out è qualcosa di straordinario.
Invece quella mai fatta e che ti piacerebbe fare?
Il festival di Sanremo. Sono molto legato all’idea di partecipare al festival della musica italiana, per quello che ha rappresentato per me durante l’infanzia.
Il festival di Sanremo era un momento dove tutta la famiglia si riuniva, nonni, zii, cugini. Tutti in casa davanti alla tv ad ascoltare le nuove canzoni. Si creava un’atmosfera magica e che legava tutta la famiglia. Ricordo mio padre che registrava su VHS tutte le puntate per poi registrare l’audio su musicassette da ascoltare in auto. Ovviamente a ogni giro in auto si cantava tutti insieme.
Ora ovviamente la magia del festival si è praticamente persa. Esibirmi su quel palco sarebbe un modo per far rivivere tutto questo alle persone che più amo.
Progetti futuri? Farai un tour? 
Sto già lavorando al mio terzo album e da Gennaio/Febbraio insieme alla mia band ricominceremo con qualche data live.