domenica 23 dicembre 2018

Cristina Roncalli a Fattitaliani: noi donne in Italia siamo ancora poco tutelate. L'intervista

Intervista a Cristina Roncalli per Grunda, l'angelo dalle ali rotte, un progetto di fumetto sul femminicidio.

Ciao Cristina, porti un cognome importante: ci puoi raccontare le tue origini?
Ciao Emanuela, in tempi in cui per "identificazione personale" si può essere chi si vuole, io ho avuto l'onore nella mia famiglia di origine da parte di padre, di avere un prozio Papa, il grande Giovanni XXIII, Angelo Roncalli per esattezza. 
Per tutti sono Cristina Roncalli e vado fiera di aver portato anche nella mia professione artistica questo cognome, che naturalmente per ovvi motivi, non è quello all'anagrafe perché a portarlo era mia bisnonna, di conseguenza mia nonna ha sposato un sardo, ed ecco perché sono nata a Cagliari, ma per metà sono bergamasca.
Ti abbiamo incontrato alla festa del cinema di Roma per la presentazione di un progetto importante, ce ne parli?
Un fumetto per il quale sono stata contattata da Emanuela Del Zompo, ma diverso dai soliti lavori a cui sono abituata a lavorare, il tema del progetto "Violenza alle donne"
Hai mai subito violenza fisica o psicologica nell'ambito privato o della tua professione artistica?
Purtroppo questo è un tema che mi tocca da vicino perché qualche anno fa sono finita in ospedale per le botte prese da un ex compagno, un incubo che non ha avuto mai una fine! Ricordo quei momenti come fossero presenti tuttora, e da quella esperienza ho compreso che le persone NON cambiano o comunque hanno bisogno di un sostegno medico. Nella mia professione artistica? Domanda successiva?
Quanto è importante un messaggio di prevenzione e come deve essere comunicato secondo te affinché le donne possano salvaguardarsi dal fenomeno del femminicidio?
È molto importante la comunicazione, dobbiamo parlarne e non provare vergogna! Ritengo che in Italia siamo ancora poco tutelate, se non sei un personaggio importante non hai diritto ha una scorta, vi pare possibile?
Tante donne vittime di violenza ogni giorno, i dati parlano chiaro!
Come è stata la tua esperienza di set insieme a Cristian Stelluti?
Conosco Cristian dai tempi di Cento Vetrine, è un grande artista e grande amico!
È stato emozionante stare sul set con lui, Cristian mi ha messo da subito a mio agio nonostante le scene fossero abbastanza forti.
Recitare in un fumetto, quali sono state le difficoltà?
Non ho mai lavorato per un progetto simile e non è stato facile interpretare una scena di violenza senza gesti o parole. Ma siamo stati diretti da un ottima squadra e ho imparato tanto.
Sogno nel cassetto?
Penso che nella mia carriera non manchi nulla ma forse un reality potrebbe farmi scalare la vetta, perché avrei la possibilità di farmi conoscere di più e mettere in risalto le mie qualità artistiche.
Cosa ancora pensi che non hai raggiunto ancora a livello professionale?
Un programma nazionale, mi piacerebbe condurre un talk show e coinvolgere i giovani.
Nella scala dei tuoi valori cosa metti al primo posto?
Assolutamente mia mamma Loredana che racchiude tutti i valori! Lei mi ha insegnato a vivere e stare al mondo, quindi famiglia e amore al primo posto.
Un commento sulla "regia fotografica" di Emanuela Del Zompo.
Emanuela è una grande professionista e ci conosciamo da anni, mi ha insegnato tanto e ancora grazie per l'opportunità.
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Foto di Alessandra Gentile e Silvia Riccardi